Alluvione in Libia, l’aiuto di Caritas Italiana

Caritas Italiana ha deciso di aderire alla proposta di estendere l’attuale campagna di raccolta fondi tramite SMS solidale anche alla Libia. In questo modo saranno rese disponibili risorse che potranno essere utilizzate per progetti in Marocco e/o in Libia dalle tre organizzazioni beneficiarie (Unicef, Croce Rossa e Caritas Italiana), a seconda delle possibilità che saranno date.

Per aiutare è possibile donare tramite il numero solidale 45525 con un semplice SMS dal proprio telefono cellulare o con una chiamata da rete fissa:

  • 2 euro al 45525 con SMS inviato da cellulare WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali;
  • 5 e 10 euro al 45525 con chiamata da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali;
  • 5 euro al 45525 con chiamata da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile.

Famiglia ucraina a Ferrara, ospite di Caritas (dicembre 2022)

Ucraina, sono 31 i profughi accolti da Caritas Ferrara

Ecco perché sono in calo rispetto a 6 mesi fa

Gli ultimi dati a livello nazionale parlano di oltre 175mila rifugiati ucraini accolti nel nostro Paese dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio del 2022.

A marzo scorso (leggi l’articolo qui) erano 48 quelli accolti da Caritas Ferrara. Attualmente, invece, sono 31: dei 17 che hanno preso altre strade, 3 donne hanno deciso di tornare nel loro Paese per motivi famigliari o lavorativi, mentre una dozzina sono stati trasferiti all’Hotel “Daniela” in via Arginone, la cui accoglienza è gestita da una cooperativa di Bologna.

I 31 profughi accolti da Caritas Ferrara sono attualmente così distribuiti in città: a Casa Betania (via Borgovado) attualmente sono accolte due famiglie, vale a dire una madre disabile col figlio di 12 anni, e un’altra donna col figlio disabile di 11.

Nella nostra sede di via Arginone (in parte degli ambienti dell’ex parrocchia), ospitiamo invece due madri ognuna con un figlio, due sorelle e una madre con due bambini.

Nei nostri due appartamenti in città ospitiamo una coppia di anziani, due nuclei famigliari (genitori con un figlio, altri genitori con due figli), una madre con i suoi tre bambini e una coppia con i loro tre figli. I due padri che vivono in questi appartamenti sono arrivati in Italia da poco.

Le persone accolte cercano, giorno dopo giorno, per quanto possibile di ricostruire una parvenza di normalità per sé e i propri figli. Questi ultimi frequentano la scuola, il doposcuola e praticano attività sportive pomeridiane. A proposito del doposcuola a Casa Betania, oltre all’operatrice Elisa e alla volontaria Ornella, ultimamente si sono aggiunte anche Samantha e Ilaria, studentesse di UniFe che da poco hanno iniziato l’Anno di Volontariato Sociale in Caritas. E i bambini e le bambine ucraine accolte in estate hanno partecipato, con grande gioia, al Grest organizzato come ogni anno dalla parrocchia cittadina di San Benedetto (foto).

Gli adulti, invece, si arrangiano come possono con lavoretti e tirocini: le donne, ad esempio, svolgono perlopiù lavori di pulizia. Caritas, ora, sta indirizzando alcuni di loro al Centro dell’impiego perché possano iniziare a seguire i corsi IAL e avere così maggiori possibilità di trovare altri impieghi.

Anastasiia Hunina, operatrice Caritas impegnata nell’accoglienza dei ucraini, ci spiega come il basso numero di profughi dal Paese in guerra che negli ultimi sei mesi han deciso di tornare a casa, è spiegabile col fatto che da inizio anno le speranze che il conflitto possa terminare a breve sono calate drasticamente. Inoltre, negli ultimi mesi i russi, a differenza di prima, bombardano con più frequenza anche zone dell’Ucraina prima risparmiate, o quasi, dalle bombe dell’aggressore.

 

 

Terremoto Marocco: campagna di raccolta fondi di Caritas Italiana, Croce Rosse Italiana e Unicef  

Con il supporto di RAI per la Sostenibilità – ESG, RAI sosterrà informativamente la campagna di raccolta fondi straordinaria con numero solidale 45525 lanciata da Croce Rossa Italiana, Caritas Italiana e UNICEF per rispondere al terribile terremoto che ha colpito il Marocco.

Le tre organizzazioni umanitarie, da tempo operative nel paese, hanno deciso di unire gli sforzi per raccogliere fondi necessari per garantire agli uffici sul campo di portare avanti e rafforzare gli aiuti alla popolazione, ed in particolare alle famiglie e ai bambini, e sostenere il recupero nel medio-lungo periodo.

Caritas Italiana collabora da decenni con la Caritas in Marocco in progetti di vario tipo a favore di persone particolarmente vulnerabili, come i minori, nei campi della promozione umana, dell’animazione sociale, del sostegno alle famiglie e alle comunità. Anche in questo caso sarà fondamentale la capillarità della presenza di Caritas. Proprio in queste ore gli operatori in loco sono gli unici, in diversi casi, ad arrivare in villaggi remoti, considerati irraggiungibili, colpiti dal sisma. Caritas lavora rilevando i bisogni della popolazione e accompagnando le comunità, anche nel medio e lungo periodo, nel percorso di rimarginazione delle ferite, andando oltre l’emergenza, con progetti di ricostruzione e sviluppo.

Croce Rossa Italiana. I volontari e i soccorritori della Mezzaluna Rossa Marocchina hanno bisogno del nostro supporto perché l’obiettivo immediato è quello di salvare vite e l’obiettivo di più lungo periodo è quello di aiutare la popolazione marocchina così duramente colpita da questo tragico terremoto. Sin da subito la Mezzaluna Rossa Marocchina si è adoperata in coordinamento con le autorità locali per portare soccorso, ma la situazione è drammatica ed ha necessità del sostegno di tutte e tutti. Croce Rossa Italiana ha sin dalle prime ore messo in stato di pre allerta i suoi centri operativi di emergenza nazionali ed è pronta anche a partire se attivata dalla Federazione Internazionale o dalla Protezione Civile. In una calamità naturale di queste proporzioni la solidarietà può esprimersi al meglio garantendo gli aiuti in modo coordinato e organizzato. Per questo, siamo certi che l’ondata di emozione e di vicinanza che cresce in Italia possa tradursi in una forma concreta di sostegno anche attraverso di noi. Sempre la Croce Rossa a livello internazionale agisce come una unica famiglia in cui le Società nazionali danno il proprio sostegno a quelle colpite da calamità attraverso l’instancabile opera della Federazione Internazionale. Purtroppo come anche quest’ultima ha sottolineato, le necessità e i bisogni saranno di lungo periodo ed è a questo che dobbiamo tutti insieme fare fronte. Quindi grazie alla Rai per questa meritoria iniziativa e grazie a tutte e tutti coloro che vorranno dare il proprio sostegno.

L’UNICEF, presente nel paese con propri operatori sin dal 1957 con programmi di istruzione, salute, nutrizione, inclusione sociale e protezione dell’infanzia, sottolinea che, in ogni emergenza, i bambini sono sempre i più vulnerabili e i più colpiti. Una volta terminate le operazioni di ricerca e salvataggio, i bambini e le famiglie colpite avranno bisogno di rifugi, di acqua sicura da bere e di supporto alimentare. I servizi di protezione dei bambini, incluso il supporto psicosociale, saranno fondamentali nell’aiutare i bambini e i genitori a elaborare le loro esperienze dolorose. Riportare i bambini a scuola sarà inoltre fondamentale per il loro recupero nel lungo termine.

Per aiutare migliaia di persone vulnerabili colpite dal terremoto è possibile donare tramite il numero solidale 45525 con un semplice SMS dal proprio telefono cellulare o con una chiamata da rete fissa:

  • 2 euro al 45525 con SMS inviato da cellulare WINDTRE, TIM, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali;
  • 5 e 10 euro al 45525 con chiamata da rete fissa TIM, Vodafone, WINDTRE, Fastweb e Tiscali;
  • 5 euro al 45525 con chiamata da rete fissa TWT, Convergenze, PosteMobile.

Centro di ascolto, cerchiamo volontarie e volontari

Caritas Ferrara intende rafforzare il proprio Centro di Ascolto, servizio fondamentale per entrare i contatto con le persone bisognose che si rivolgono a noi per poi poterle aiutare.

Per questo, è alla ricerca di nuove volontarie e volontari. Per proporsi, contattare il nostro centralino: Telefono:  388 9706494 – Mail: info@caritasfe.it

Cos’è il Centro di Ascolto

Il Centro di Ascolto non è uno sportello di servizio pubblico ma una rete di operatori e volontari ai quali si può chiedere un colloquio prendendo appuntamento al centralino (telefono:  388 9706494). Dopo il colloquio, se idonei, si riceve la tessera personale identificativa. Il colloquio è importante per capire il vissuto delle persone e se sono “continuative” oppure potranno in tempi relativamente brevi uscire dalla loro situazione di disagio e povertà.

Il Centro di Ascolto è aperto (previo appuntamento al numero sopraindicato) il mercoledì e il giovedì dalle ore 9 alle 11.

***

Qui sotto potete leggere il nostro articolo dedicato al Centro di Ascolto e visitare la pagina con tutti i riferimenti.

SOS Ricerca volontari autisti per il nostro furgoncino!

La Caritas di Ferrara cerca urgentemente volontari per il servizio di autista per guidare uno dei due furgoni (un furgoncino FIAT Doblò) impegnati nella raccolta quotidiana di beni alimentari per la mensa e la distribuzione viveri (per maggiori informazioni sul servizio, leggi qui).

Il furgoncino è impegnato dal lunedì al venerdì indicativamente dalle 9 alle 11 e dalle 13.30 alle 15.

Per informazioni:

Telefono: 388 9706494

Mail: info@caritasfe.it

Anno di Volontariato Sociale per studenti UniFe, invio domande entro il 15 settembre

La Caritas di Ferrara cerca nuovi universitari che desiderino impegnarsi come volontari. C’è la possibilità di inviare la domanda di partecipazione entro il 15 settembre. Inizio servizio previsto per il 1° ottobre

La Caritas di Ferrara propone agli studenti e alle studentesse iscritte all’Università degli Studi di Ferrara l’Anno di Volontariato Sociale (AVS), 12 mesi dedicati al servizio delle persone bisognose, per vivere un’esperienza di crescita e discernimento personale, partecipazione sociale, condivisione.

 

DI COSA SI TRATTA

Pensato insieme al Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e alla Migrantes diocesana, l’Anno di Volontariato Sociale è rivolto a studenti o studentesse italiani/e o stranieri/e di età compresa fra i 18 e i 25 anni, iscritti a UniFe, in corso o fuori corso al massimo di due anni.

L’impegno richiesto è di 12 mesi, con 15 ore di servizio settimanali dedicate all’assistenza di persone senza fissa dimora, famiglie indigenti, profughi, detenuti, donne e minori in condizione di disagio sociale.

Il programma delle attività sarà concordato con i giovani in base alle loro disponibilità, in modo flessibile.

L’esperienza di servizio sarà accompagnata e sostenuta da momenti di formazione e condivisione, per aiutare i giovani impegnati nell’AVS a comprendere le problematiche sociali con cui si confronteranno, analizzare le difficoltà, programmare le attività, riflettere sul valore del servizio per sé stessi e per gli altri.

I giovani saranno inoltre invitati a partecipazione a eventi e iniziative di animazione sociale promossi dalla Caritas, per rendere testimonianza del loro impegno e promuovere la solidarietà sociale.

A beneficio dei giovani impegnati nell’AVS è prevista l’erogazione di una borsa di studio, a titolo di rimborso delle spese sostenute nell’arco dell’anno per il proprio mantenimento agli studi: tasse universitarie, acquisto dei libri, viaggi e trasporti, alloggio.

Per aderire all’AVS è sufficiente compilare questo modulo dove indicare nome, cognome, mail e altre informazioni personali essenziali. I giovani interessati saranno ricontattati da un referente della Caritas per un colloquio. I giovani che manifesteranno il proprio interesse entro il prossimo 15 settembre, potranno iniziare l’AVS il prossimo 1° ottobre.

 

L’ESPERIENZA DEL PASSATO: IL SERVIZIO CIVILE

Dai tempi dell’obiezione di coscienza fino al 2021, la Caritas di Ferrara ha accolto ogni anno numerosi giovani, ragazze e ragazzi, italiani e stranieri, grazie ai progetti di Servizio Civile Nazionale, Regionale ed Europeo di cui si è fatta promotrice. Un’esperienza di oltre vent’anni che ha stabilito un legame costante e tuttavia sempre nuovo tra la Caritas e i giovani, fondato sul valore educativo della Carità.

Col passare degli anni, però, l’impegno richiesto agli enti accreditati per il Servizio civile si è sovracaricato di aspetti burocratici e formali che, sebbene finalizzati a sostenere la qualità della proposta, l’hanno di fatto irrigidita, compromettendone l’autenticità. E forse anche a causa di questa eccessiva complessità che si registra tra i giovani un crescente disinteresse al Servizio Civile in modo particolare nel settore dell’assistenza sociale, proprio quello in cui si collocano storicamente i progetti della Caritas. Da queste valutazioni è maturata la decisione della Caritas di Ferrara di non partecipare agli ultimi Bandi di Servizio Civile, per sperimentare invece proposte alternative, svincolate dalle logiche progettuali, più semplici, più flessibili, e più immediate, legate cioè all’esperienza quotidiana di relazione e servizio alle persone bisognose, nei contesti “ordinari” dell’attività Caritas: la mensa per i poveri, il guardaroba sociale per le persone senza fissa dimora, l’affiancamento di mamme e bambini accolte presso Casa Betania…

 

UNA PROPOSTA DIFFERENTE

«Abbiamo deciso di rivedere la nostra proposta per i giovani. Cerchiamo nuove strade. Punto di partenza è questo Anno di Volontariato Sociale, che proponiamo ai giovani per la prima volta», ci spiega Michele Luciani, già referente Caritas per il Servizio civile. «Rispetto al Servizio Civile, è più snello – 15 ore settimanali invece di 25 – e più flessibile, perché gli orari e le attività di servizio verranno concordati con i ragazzi e le ragazze coinvolte, in base ai loro altri impegni, soprattutto lo studio, e alle loro attitudini. E si potranno modificare e rivedere strada facendo. Continuiamo a chiedere tuttavia un anno di impegno, perché crediamo che un’esperienza di servizio abbia bisogno di un tempo congruo per essere pienamente compresa e assorbita dai giovani».

Si tratta di «un’esperienza di servizio che valorizza il rapporto diretto con le persone bisognose e la relazione con gli altri volontari. Anche la formazione che proporremo non ha nulla di teorico, ma coinvolgerà direttamente i giovani. Negli incontri curati dalla Pastorale Giovanile e dalla Migrantes diocesana chiederemo ai giovani di condividere le esperienze che stanno vivendo, i dubbi, le emozioni, le critiche, le proposte; per rileggerle insieme e trovare insieme risposte di valore, nuove domande, significati… Un’avventura nella quale invitiamo i giovani a lasciarsi coinvolgere e a coinvolgerci. Per il primo anno ci rivolgiamo in modo particolare agli studenti universitari di Ferrara, che sono sempre stati tra i principali protagonisti anche dei nostri progetti di Servizio Civile. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato tra loro tante situazioni di difficoltà e disagio, legate all’impoverimento delle famiglie e all’isolamento dei giovani. Per questo associamo alla proposta dell’AVS il benefit della borsa di studio, in modo che essa sia realmente accessibili a tutti».

La facciata dell'edificio

Un’esperienza di vita comunitaria: il nuovo studentato Caritas

Dopo l’estate, alcuni studenti e studentesse dell’Anno di Volontariato Sociale vivranno nel nostro stabile di viale Po, che già accoglie alcune donne con i propri figli minori

L’Anno di Volontariato Sociale, partito da poco più di un mese, rappresenta un’esperienza umana e formativa particolarmente importante, che non può non coinvolgere nel profondo chi lo sta vivendo. Nei prossimi mesi, Caritas Ferrara darà ad alcuni studenti e studentesse volontarie anche l’opportunità di poter vivere in uno studentato in viale Po, nello stesso edificio dove Caritas già accoglie alcune donne con i loro bambini.

Dopo l’estate, infatti, inizierà il proprio Anno di Volontariato Sociale un secondo gruppo di giovani: ad alcuni di loro sarà data la possibilità di poter usufruire di uno degli alloggi al secondo piano dello stabile in viale Po, 6, potendo così fare un’esperienza di convivenza. Inoltre, un piccolo appartamento nello stesso piano dell’edificio, verrà usato per accogliere una persona bisognosa, rafforzando così l’idea di vita comunitaria alla base del progetto.

Un’idea, questa, pensata dalla nostra Caritas anche come risposta alla crisi degli alloggi e in seguito alle numerose richieste di studentesse e studenti italiani e stranieri di una stanza o di un appartamento per i loro anni da universitari nella nostra città. Tre delle borse di studio per ragazze e ragazzi che vivranno in viale Po, sono state finanziate dalla Fondazione “Opera don Cipriano Canonici Mattei”.

Com’è organizzato l’edificio di viale Po
Lo stabile è stato lasciato in eredità nel 2016 da un privato cittadino. Il progetto di accoglienza di donne e minori (avviato nel 2017) e degli studenti viene portato avanti con i finanziamenti dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.

Sono cinque gli ambienti al secondo piano che saranno affidati alle studentesse e agli studenti volontari: cucina, due camere da letto, ripostiglio e soggiorno (oltre al bagno e a un terrazzino). Attualmente, sono in corso i lavori di rifacimento dei muri, degli impianti elettrico e idraulico e dei pavimenti. Sullo stesso pianerottolo, come detto, un piccolo appartamento (camera da letto, bagno e cucina) sarà offerto a una persona bisognosa.

Al primo piano, invece, vivono in un grande appartamento donne con minori accolti, mentre al piano terra (al civico 8) attualmente una volta alla settimana viene svolto un corso per massaggio infantile dedicato proprio alle madri accolte con figli di massimo 1 anno di vita, tenuto da due massaggiatrici volontarie. Un progetto importante in quanto la relazione madre-bambino avviene, nei primi mesi, principalmente attraverso il contatto fisico.

In questo centro diurno prossimamente verranno svolte anche altre attività paramediche (dedicate ad esempio all’alimentazione infantile e alla psicologia infantile), integrate con l’ambulatorio medico presente a Casa Betania. In questi ambienti, fino a prima della pandemia Covid si svolgeva un corso di italiano, uno di alfabetizzazione digitale, e attività di libera aggregazione per le donne e i bambini lì accolti.

Miriam

Studenti in Caritas / 3. Miriam e le storie delle persone accolte

Sono una decina i giovani studenti universitari che il mese scorso hanno iniziato l’Anno di Volontariato Sociale nella nostra Caritas. Dopo Sergino, Flo, Sarah e Kelly, conosciamo una ragazza italiana.

Miriam è iscritta al terzo anno di Chimica. Originaria di San Marco in Lamis, nel foggiano, sta imparando ad amare la nostra città. «Ho già svolto due mesi di volontariato a Sonika, in quanto amo la musica e suono la batteria, e recentemente ho partecipato al progetto “Ci sto? Affare fatica!”, dove ho svolto il ruolo di tutor per adolescenti nell’aiutarli a ripulire Parco Massari e a pitturare l’asilo di Porotto». E ora questa esperienza in Caritas. «Ho scelto di fare volontariato per dare un senso ulteriore a questi miei anni universitari, svolgendo azioni positive per gli altri. Attualmente sono impegnata in ufficio per le pratiche riguardanti le donne e i minori che Caritas ospita. Mi piace – continua – immaginare le storie, le vite di questi giovani e dei loro figli quando li incontro al momento del ritiro dei pocket money per la spesa. Ho imparato il linguaggio della burocrazia, prima ad esempio non avevo mai visto un permesso di soggiorno. In ogni caso, la chiave di questo ruolo è il saper ascoltare».

Nell’incontro formativo del 30 giugno scorso, svoltosi a S. Maria in Vado, i giovani presenti sono stati divisi per coppie: ad ognuno di loro è stato chiesto anche di realizzare un simbolo che lo rappresenti: «io ho disegnato una molecola della serotonina», il cosiddetto “ormone del buonumore”: «per fare un servizio come questo in Caritas, ne ho tanto bisogno. E cerco sempre di ricordarmi che ho a che fare con persone, non con numeri».

Sarah e Kelly

Studenti in Caritas / 2. Sarah e Kelly in servizio nell’Ambulatorio

Proseguiamo con le testimonianze dei giovani studenti universitari che un mese fa hanno iniziato l’Anno di Volontariato Sociale nella nostra Caritas. Dopo Sergino e Flo, conosciamo altre due ragazze africane.

Sarah è un’altra giovane universitaria impegnata nell’Anno di Volontariato Sociale. Originaria del Togo, è iscritta al quinto anno di Medicina. In Caritas, quindi, non poteva non essere impegnata nel poliambulatorio di Casa Betania. «Prendo gli appuntamenti, faccio da mediatrice culturale e molto altro. Provenendo anch’io dall’Africa, mi fa ancora più male vedere tanti africani bisognosi rivolgersi alla Caritas». Anche per sé stessa, Sarah sogna un futuro diverso: sempre al servizio degli altri ma in giro per il mondo.

Kelly, invece, è originaria del Camerun e affianca Sarah per le pratiche nel poliambulatorio. Iscritta al secondo anno di Economia aziendale, ha trascorso le primissime settimane di Volontariato negli ambienti attigui per seguire il corso di italiano.

Alcuni dei giovani volontari durante l'incontro formativo con don Paolo Bovina

Studenti in Caritas / 1. Al via l’Anno di Volontariato Sociale. Le storie di Sergino e Flo

Circa un mese fa ha preso avvio l’Anno di Volontariato Sociale (AVS), pensato dalla nostra Caritas diocesana assieme al Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e alla Migrantes diocesana.

Protagonisti della nuova avventura sono, per ora, 10 tra ragazze e ragazzi iscritti all’Università degli Studi di Ferrara e sotto i 25 anni di età.

I 10 giovani sono impegnati ognuno 15 ore alla settimana nei vari servizi della nostra Caritas. L’Anno prevede anche momenti di formazione e condivisione mensili, per aiutare i giovani a comprendere le problematiche sociali con cui si confronteranno, analizzare le difficoltà, programmare le attività, riflettere sul valore del servizio per sé stessi e per gli altri. Il primo incontro si è svolto lo scorso 30 giugno nella parrocchia della vicina Santa Maria in Vado, ed è stato guidato dal vice parroco e co-responsabile della Pastorale Giovanile, don Paolo Bovina.

Ricordiamo che ai giovani impegnati nell’AVS è prevista l’erogazione di una borsa di studio, a titolo di rimborso delle spese sostenute nell’arco dell’anno per il proprio mantenimento agli studi: tasse universitarie, acquisto dei libri, viaggi e trasporti, alloggio.

Non ci sono limiti di tempo per aderire all’AVS. È sufficiente inviare una mail a avs@caritasfe.it manifestando il proprio interesse e indicando: nome, cognome, numero di telefono. I giovani interessati saranno ricontattati da un referente della Caritas per un colloquio.

Iniziamo ora a conoscere meglio i nostri giovani volontari. Partiamo con due ragazzi originari del Togo.

 

Sergino è iscritto al 1° anno della Facoltà di Scienze Motorie. «Da qualche anno sono volontario della Croce Rossa Italiana – ci racconta -, e ora ho scelto di provare questa nuova esperienza. Con la CRI venivo qui nella sede Caritas di via Brasavola per ritirare i beni materiali da distribuire, ma vivere quest’ambiente dal di dentro è davvero tutta un’altra cosa…». Sergino è impegnato per cinque mattine alla settimana nella raccolta dei beni alimentari col furgone e nello scarico delle merci in magazzino.

Flo, invece, è iscritto al 3° anno della Facoltà di Architettura, vivo a Ferrara da tre anni. «Gli anni scorsi – ci spiega – sono stato volontario per la Caritas di Pontegradella. All’inizio anch’io ho chiesto aiuto alla Caritas di Pontegradella, con la quale sono venuto in contatto tramite un conoscente. Poi, ho deciso di dare una mano a mia volta, distribuendo i pacchi viveri alle famiglie bisognose. Inoltre, ho fatto il volontario per la Colletta Alimentare e per la Giornata di Raccolta del Farmaco, e nel 2021 ho lavorato anche come magazziniere Amazon». Ora, la nuova emozionante esperienza in via Brasavola, dove Flo è attualmente impegnato nel poliambulatorio, dove assiste i medici prendendo gli appuntamenti, sistemando le cartelle dei pazienti e facendo da mediatore culturale con alcuni di loro. «Qui è un ambiente tranquillo, mi trovo bene anche con gli operatori. Di carattere, poi, sono socievole e questo mi aiuta molto. In generale, sto vivendo un’esperienza umana davvero importante».