“Sotto lo stesso cielo”: Caritas partecipa al ciclo di eventi del MEIS dedicato a Sukkot

Per celebrare Sukkot, la festa ebraica delle Capanne, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS di Ferrara organizza “Sotto lo stesso cielo”, un ciclo di eventi per adulti e bambini che si svolgeranno nella Sukkah, la splendida capanna decorata con frutta e frasche che ogni anno viene addobbata nel giardino del museo.

Dal 26 settembre al 1° ottobre in programma: aperitivi, laboratori, letture per bambini e uno Show Cooking.

“La festa di Sukkot trova il suo centro nella Sukkah, la capanna che ricorda simbolicamente la permanenza degli ebrei nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto. Questo spazio così precario – spiega il Direttore Amedeo Spagnoletto – da una parte vuole essere una tenda aperta e pronta ad accogliere chiunque voglia entrarvi e dall’altro si presta a riconnetterci con la natura, i suoi ritmi e l’ambiente circostante. Gli eventi saranno per tutta la cittadinanza l’occasione di stare insieme, tutti sotto lo stesso cielo”.

 

Lettura e merenda per bambini e bambine

Il 26 settembre alle 10.30, la Biblioteca del MEIS invita bambine e bambini a un incontro dedicato alla lettura, alla creatività e alla condivisione, tra storie da ascoltare e piccoli tesori da costruire con le proprie mani.

L’attività prende avvio dalla lettura ad alta voce dell’albo illustrato “Devo dirti una cosa” di Eshkol Nevo (ed. Salani), una storia delicata che accompagna i più piccoli alla scoperta del valore dei pensieri, dell’attesa e dell’ascolto.

Dopo la lettura, i bambini saranno coinvolti in un breve momento di dialogo, per condividere insieme le impressioni e le emozioni suscitate dalla storia. Seguirà un laboratorio creativo e la merenda. Prenotazione obbligatoria scrivendo all’e-mail: biblioteca@meisweb.it

La Biblioteca del MEIS è a cura di Cidas, l’attività è organizzata con il sostegno di Coferasta.

Aperitivo solidale in Sukkah

Il 29 settembre alle 18.30, il MEIS in collaborazione con Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio organizza un aperitivo in giardino, all’interno della Sukkah.

Durante la serata verrà raccontata l’origine e il significato di questa festività ebraica e verranno presentate le principali attività del Centro Diurno “Papa Francesco” della Caritas di via Arginone.

Intervengono Cristina Amaral, Communication Manager della Caritas e Amedeo Spagnoletto, Direttore del MEIS.

Ritrovarsi attorno a una tavola – spiega Cristina Amaral, Communication Manager della Caritas – aprire uno spazio agli altri e condividere un momento di festa richiama un valore profondamente vicino alla vita del Centro: creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi senza essere definite dal proprio ruolo o dalla propria condizione. La partecipazione a questo appuntamento diventa così un’occasione per incontrare la cittadinanza, conoscere una tradizione fondata sull’ospitalità e trasformare un momento conviviale in un gesto concreto di solidarietà a sostegno dei progetti della Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio”.

L’evento è gratuito. Durante l’incontro sarà possibile sostenere il Centro Diurno della Caritas attraverso una donazione e/o portando prodotti per l’igiene personale (bagnoschiuma, sapone, dentifricio e spazzolini da denti). La raccolta avverrà direttamente al MEIS nel corso dell’evento.

Prenotazione obbligatoria chiamando al numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) o scrivendo a eventi.meis@orologionetwork.it.

L’attività è organizzata in collaborazione con la Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio e con il sostegno di Coferasta e Antica Trattoria Max.

Show Cooking

Giovedì 1° ottobre alle 19.00, la capanna nel giardino del MEIS diventa il palcoscenico di uno Show Cooking dedicato ai sapori del Medio Oriente.

Protagonisti, due chef che hanno scelto la cucina come veicolo di dialogo e messaggio di pace: Chef Shady Hasbun, di origine palestinese e la Chef Tze’ela Rubinstein, di origine israeliana. Le loro ricette si ispireranno alla frutta e verdura tipica della festa di Sukkot. Al termine dell’evento, non mancherà un piatto di delizioso cous cous per tutti i partecipanti.

Evento gratuito, prenotazione fortemente consigliata chiamando al numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) e scrivendo a eventi.meis@orologionetwork.it.

L’attività è organizzata con il sostegno di Coferasta.

 

In fuga dalla guerra, in cerca di una casa

L’appello della Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio: cerchiamo case e strutture per accogliere famiglie con bambini in fuga dalla guerra.

La guerra in Ucraina continua a colpire la vita quotidiana di migliaia di persone. Gli attacchi con missili e droni a Kiev e in altre città rendono sempre più difficile vivere in sicurezza. Le abitazioni vengono danneggiate, le famiglie affrontano interruzioni di elettricità e riscaldamento e i bambini vedono compromessa anche la possibilità di frequentare la scuola.

Con l’arrivo dei mesi più freddi, la situazione diventa ancora più preoccupante. Per molte persone, la fuga dalle bombe significa lasciare la propria casa e cercare riparo dove possibile: da parenti e amici, in luoghi di fortuna, talvolta anche dormendo in macchina.

Famiglie che chiedono aiuto

La Caritas Diocesana sta ricevendo richieste di aiuto da parte di diverse famiglie ucraine. Sono nuclei familiari con due, tre, quattro o più figli, che cercano un luogo sicuro dove poter ricominciare, anche temporaneamente, la propria vita lontano dalla guerra.

Dietro ogni richiesta ci sono genitori preoccupati per i propri bambini, persone che hanno dovuto lasciare tutto e famiglie che desiderano soltanto una casa in cui sentirsi al sicuro.

Cerchiamo case e strutture per l’accoglienza

Per rispondere a queste richieste, la Caritas Diocesana cerca appartamenti, case e strutture ricettive disponibili a essere messi a disposizione a comodato gratuito, per accogliere famiglie ucraine con bambini.

La Caritas si farà carico delle spese di accoglienza, comprese le utenze e le bollette, accompagnando le famiglie nel loro percorso di inserimento.

Cerchiamo disponibilità immediate da parte di proprietari, enti, strutture ricettive e realtà che possano offrire uno spazio abitativo adeguato.

Un appello concreto

Se disponi di un immobile che può essere messo a disposizione, contattaci. Ogni disponibilità sarà valutata insieme, per comprendere le caratteristiche dello spazio e le possibilità di accoglienza.

Per offrire una casa o ricevere informazioni:  caritasfe@caritasfe.it

 

Alfabetizzazione al cucito: il nuovo progetto della Sartoria Sociale Caritas

Un percorso per imparare, condividere competenze e trasformare il cucito in un’esperienza di solidarietà

Un ago, un filo, una macchina da cucire. E poi mani, tempo, creatività e voglia di stare insieme. È così che è nata la Sartoria Sociale della Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio, un’esperienza che unisce recupero creativo, valorizzazione delle competenze e attenzione alle persone in situazione di fragilità.

Il progetto è nato nel 2024 dall’esperienza di una volontaria, Caterina, sarta di professione, che ha iniziato a produrre per il Guardaroba Sociale Caritas indumenti nuovi e accessori da stoffe e capi di abbigliamento usati. Camicie, lenzuola e maglioni hanno così trovato una nuova possibilità: sono diventati boxer, berretti, pantaloni, zaini e altri articoli destinati alle persone senza fissa dimora.

Da allora la sartoria è cresciuta ed è diventata molto più di un luogo dove si taglia e si cuce. È uno spazio in cui si condividono competenze, si impara insieme e si costruiscono relazioni.

Il valore del laboratorio non sta soltanto in ciò che viene prodotto. Sta anche nelle persone che lo frequentano: chi sa già cucire può mettere a disposizione la propria esperienza; chi non ha mai utilizzato una macchina da cucire può iniziare ad acquisire le prime competenze; chi cerca un ambiente in cui trascorrere qualche ora in compagnia può trovare uno spazio accogliente e condiviso. E tutti possono così aiutare gli altri.

Per questo la Sartoria Sociale si propone come spazio di aggregazione sempre aperta a nuove persone interessate a partecipare.

Perché partecipare?

Entrare nella Sartoria Sociale significa poter:

  • dedicare tempo a un’attività condivisa e conoscere nuove persone;
  • valorizzare le proprie capacità di cucito e continuare a svilupparle;
  • avvicinarsi al cucito e acquisire le competenze di base;
  • contribuire al recupero creativo di materiali e indumenti, dando loro una nuova vita;
  • partecipare concretamente alla realizzazione di capi e articoli destinati alle persone accompagnate dai servizi Caritas.

Non è necessario avere già esperienza: ciò che conta è la disponibilità a mettersi in gioco, imparare e condividere.

Due possibilità per partecipare

La Sartoria Sociale propone due modalità di partecipazione, pensate per esigenze e livelli di esperienza differenti.

1. Laboratorio di sartoria

Per chi sa già cucire e desidera mettere a disposizione e sviluppare le proprie competenze all’interno della sartoria.

Quando:

  • martedì, dalle 9.00 alle 12.00
  • mercoledì, dalle 9.00 alle 12.00

2. Laboratorio di alfabetizzazione al cucito

Per chi non ha ancora esperienza o vuole imparare le basi del cucito attraverso un’esperienza pratica e condivisa.

Quando:

  • martedì, dalle 15.00 alle 17.00
  • giovedì, dalle 10.00 alle 12.00

Per entrambe le modalità è richiesta una disponibilità di almeno un giorno a settimana per un periodo minimo di tre mesi. La regolarità e la continuità della presenza sono importanti per il giusto affiatamento. 

Un’esperienza che può diventare anche un’opportunità

La Sartoria Sociale può rappresentare, per alcune persone, anche un primo passo verso un’esperienza di maggiore autonomia.

Dopo l’avvio del percorso e a seguito dell’analisi dei requisiti, può essere valutata l’attivazione di tirocini retribuiti in collaborazione con IAL Emilia-Romagna, rivolti a persone in particolari condizioni di fragilità.

Sono previsti due percorsi:

  • 51 ore mensili
  • 101 ore mensili

La possibilità di attivare il tirocinio è riservata alle persone in condizione di disoccupazione e accertata difficoltà socio-economica, con una disponibilità minima richiesta di 4 mesi.

Vuoi partecipare alla Sartoria Sociale?

Compila il modulo qui sotto per manifestare il tuo interesse e indicarci il percorso e le giornate in cui sei disponibile.

Ti contatteremo per conoscere meglio la tua disponibilità e condividere con te le prossime informazioni.

Per ulteriori informazioni sulla Sartoria Sociale puoi contattarci:

Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio
Via Arginone 159, Ferrara
0532 478699
info@caritasfe.it


Sartoria Sociale

Nome

A quale laboratorio desideri partecipare?

Facci sapere il tuo interesse e la tua disponibilità.
LABORATORIO DI SARTORIA
Per chi sa già cucire e desidera mettere a disposizione e sviluppare le proprie competenze all’interno della sartoria.
LABORATORIO DI ALFABETIZZAZIONE AL CUCITO
Per chi non ha ancora esperienza o vuole imparare le basi del cucito attraverso un’esperienza pratica e condivisa.
Hai domande da farci? Chiedi pure.
Privacy(Obbligatorio)

 

“Cene nel Chiostro”: una prima serata all’insegna della convivialità e della solidarietà

Il 31 agosto il Chiostro di Casa Betania ha ospitato l’inaugurazione di “Cene nel Chiostro”, la rassegna promossa dall’Unità di Strada della Caritas, con un aperitivo firmato Le Sfogline Ferrara e i vini Val d’Oca. 

Il Chiostro di Casa Betania, in via Brasavola 19, si è trasformato per una sera in uno spazio di incontro, convivialità e scoperta. È iniziata così, il 31 agosto, Cene nel Chiostro, la rassegna promossa dall’Unità di Strada della Caritas Diocesana di Ferrara e Comacchio per sostenere le attività rivolte alle persone senza dimora della città.

A inaugurare il percorso sono state Le Sfogline Ferrara, con Irene Spagnolo e Giulia Agostini, che hanno portato nel Chiostro la loro esperienza e la loro passione attraverso un aperitivo gastronomico accompagnato da una degustazione di tre vini Val d’Oca.

Una serata pensata per stare insieme e conoscere, attraverso un’occasione informale e piacevole, anche una realtà che ogni giorno incontra le persone che vivono in strada, costruendo relazioni e offrendo presenza e vicinanza.

Un Chiostro che si trasforma

Con il calare della sera, il Chiostro ha assunto un volto nuovo: tavoli apparecchiati, luci, persone che si incontrano e un’atmosfera capace di valorizzare uno spazio già familiare per tante attività della Caritas.

Proprio la location è stata tra gli elementi più apprezzati della serata. Un luogo conosciuto e vissuto quotidianamente che, con una diversa atmosfera, ha saputo sorprendere gli ospiti e diventare la cornice di un appuntamento speciale.

La serata ha raccolto grande entusiasmo anche per la qualità della proposta gastronomica, per l’accoglienza e per la cura con cui è stato costruito l’evento.

La generosità di chi ha scelto di esserci

Il successo della prima serata è anche il risultato della disponibilità di chi ha deciso di mettere la propria professionalità a servizio di un progetto di solidarietà.

Le Sfogline Ferrara e Val d’Oca hanno partecipato con entusiasmo, contribuendo a rendere l’appuntamento un’esperienza di condivisione e non semplicemente una serata gastronomica.

Per l’Unità di Strada, che ha lavorato per mesi alla realizzazione della rassegna, è stata una prima tappa importante: un’occasione per sperimentarsi, incontrare il pubblico e vedere concretamente nascere il progetto costruito insieme a tanti partner e sostenitori.

Una sorpresa nel cuore della serata

Tra i momenti più apprezzati anche una piccola sorpresa che ha animato la serata: una sfilata di Assita – Vita e Colori Wax, la sartoria di Kone Bakary, operatore dell’ambulatorio Caritas, dedicata alla moda africana. A sfilare nel Chiostro sono state operatrici, volontarie e ospiti di Caritas, portando colori, movimento e un momento inaspettato di festa.

Un fuori programma che ha contribuito a rendere l’appuntamento ancora più particolare e che ha coinvolto gli ospiti, regalando un momento di leggerezza e partecipazione.

E questo è solo l’inizio

La prima serata ha lasciato entusiasmo e curiosità per gli appuntamenti che seguiranno. E, a conferma dell’interesse suscitato dalla rassegna, le tre cene di settembre sono già sold out.

A settembre il Chiostro tornerà ad accogliere tre cene, ciascuna affidata a una diversa realtà della ristorazione ferrarese: il 7 settembre, la Trattoria – Il Sorpasso, con chef Saro Mantarro e Beatrice Callegaro, in collaborazione con Manifattura Alimentare per il dolce; il 14 settembre, Le Nuvole – Trattoria a quattro mani, con chef Pierpaolo Plazzi; il 21 settembre, La Chiocciola, con chef Atos Migliari, per una cena senza glutine in collaborazione con Quinoa Lab

Tre serate diverse, tre proposte gastronomiche e altre occasioni per incontrarsi attorno a una tavola, sostenendo concretamente il lavoro dell’Unità di Strada.

Il calendario prosegue quindi nel segno della cucina, della collaborazione e della solidarietà. E dopo questa prima serata, l’attesa per i prossimi appuntamenti è già iniziata.

Il ricavato della rassegna sarà destinato alle attività dell’Unità di Strada Caritas a favore delle persone senza dimora della città.


Per conoscere il progetto e le attività dell’Unità di Strada, clicca qui

 

 

Un’altra difesa è possibile: una firma per promuovere la pace

Una proposta di legge di iniziativa popolare invita a riflettere su forme di difesa civile, non armata e nonviolenta. Anche a Ferrara è possibile contribuire diffondendo l’iniziativa e partecipando alla raccolta firme.

Una proposta che nasce dalla società civile

La campagna “Un’altra difesa è possibile” sostiene una proposta di legge di iniziativa popolare per promuovere strumenti di difesa civile, non armata e nonviolenta, come previsto dall’articolo 52 della Costituzione.

L’iniziativa è promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci! e dalla Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, reti a cui aderiscono numerose associazioni impegnate nella promozione della pace, della giustizia sociale e della partecipazione civica.

L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme entro il 15 settembre, affinché la proposta possa essere discussa dal Parlamento.

I principali contenuti della proposta

La proposta di legge prevede, tra gli altri aspetti:

  • l’istituzione dei Corpi Civili di Pace, impegnati nella prevenzione dei conflitti, nella protezione delle popolazioni civili e nella costruzione della convivenza;
  • il rafforzamento del Servizio Civile Universale e della Protezione Civile;
  • la creazione di un Istituto di ricerca sulla pace e il disarmo;
  • l’introduzione della possibilità di destinare un 6×1000 per la pace, consentendo ai contribuenti di sostenere progetti di difesa civile non armata.

Firmare è semplice

La sottoscrizione può essere effettuata online attraverso il portale del Ministero della Giustizia utilizzando SPID oppure Carta d’Identità Elettronica (CIE).

È possibile firmare qui: firmereferendum.giustizia.it

Per approfondire i contenuti della proposta: www.difesacivilenonviolenta.org

Anche a Ferrara

Il Movimento Nonviolento di Ferrara, insieme a numerose realtà associative del territorio, sta promuovendo la campagna affinché sempre più persone possano conoscere questa proposta di legge.

Chi desidera contribuire può:

  • condividere l’iniziativa con familiari, amici e colleghi;
  • parlarne all’interno della propria associazione, gruppo o comunità;
  • diffonderla attraverso siti internet e canali social;
  • offrire la propria testimonianza aderendo alla campagna fotografica locale.

Chi desidera comparire tra i testimonial della campagna può inviare una propria fotografia all’indirizzo:

📧 movimentononviolento.fe@gmail.com

Le immagini contribuiranno alla realizzazione di una locandina collettiva che racconti il sostegno della comunità ferrarese all’iniziativa.

Costruire la pace è responsabilità condivisa

Come Caritas siamo quotidianamente accanto alle persone che vivono le conseguenze della povertà, delle disuguaglianze e dei conflitti. Promuovere una cultura della pace significa anche sostenere percorsi di dialogo, partecipazione e corresponsabilità.

Per questo condividiamo questa iniziativa come occasione di informazione e di partecipazione democratica, affinché ciascuno possa conoscere la proposta e scegliere liberamente se aderire.

Quando l’economia è per tutti

Capire l’economia per gestire meglio la propria vita

Quante volte ci siamo trovati ad ascoltare discorsi su risparmi, prestiti, investimenti o inflazione senza sentirci davvero preparati?

Spesso l’economia e la finanza vengono percepite come argomenti complessi, riservati agli esperti. Eppure, ogni giorno prendiamo decisioni che hanno un impatto diretto sul nostro benessere economico: gestire le spese familiari, utilizzare strumenti di pagamento, pianificare un acquisto importante, valutare un finanziamento o organizzare i propri risparmi.

Quando mancano le conoscenze di base, è facile affidarsi esclusivamente all’istinto o al passaparola. Tuttavia, in un contesto economico sempre più complesso, avere gli strumenti per comprendere e valutare le proprie scelte è fondamentale.

Oggi, inoltre, una maggiore cultura finanziaria è uno dei mezzi più efficaci per difendersi dalle truffe economiche e informatiche, sempre più frequenti e sofisticate. Conoscere il funzionamento degli strumenti finanziari, riconoscere i segnali di un possibile raggiro e sapere come tutelare i propri dati e il proprio denaro rappresenta una forma concreta di prevenzione.

Per questo motivo proponiamo ai nostri lettori un percorso di educazione finanziaria semplice, accessibile e pensato per tutti, basato sul materiale realizzato dalla Banca d’Italia nell’ambito del programma “Tu e l’economia”.

L’educazione finanziaria non riguarda soltanto il denaro: significa acquisire maggiore autonomia nelle decisioni quotidiane, conoscere i propri diritti come cittadini e consumatori, partecipare in modo più consapevole alla vita economica e sociale del Paese e imparare a proteggersi dai rischi e dalle frodi.

La stessa Banca d’Italia sottolinea come una cultura finanziaria adeguata sia oggi indispensabile quanto saper leggere e scrivere. Le scelte economiche che affrontiamo durante la nostra vita richiedono infatti conoscenze sempre più ampie, e svilupparle permette di affrontare con maggiore serenità e consapevolezza le decisioni che riguardano il nostro futuro.

Il percorso “Tu e l’economia”

Il materiale che mettiamo a disposizione affronta, con un linguaggio chiaro e concreto, i principali temi dell’educazione finanziaria:

  • il reddito e le sue diverse forme;
  • la gestione del bilancio personale e familiare (scarica qui il calcolatore del budget realizzato dalla Banca d’Italia);
  • gli strumenti di pagamento;
  • il risparmio e la pianificazione finanziaria;
  • il credito e l’indebitamento responsabile;
  • la tutela del cliente bancario e finanziario.

Si tratta di un percorso strutturato in brevi lezioni, arricchito da esempi pratici, spiegazioni semplici e attività che aiutano a collegare i concetti alla vita quotidiana.

Un invito alla lettura

Vi invitiamo a dedicare qualche minuto alla lettura del materiale e ad approfondire i temi proposti. Non è necessario avere conoscenze economiche pregresse: il percorso è stato pensato proprio per accompagnare passo dopo passo chi desidera acquisire maggiore consapevolezza nella gestione del denaro, nelle proprie scelte finanziarie e nella prevenzione delle truffe.

Conoscere questi argomenti significa essere più preparati, più autonomi e più sicuri nel prendere decisioni che possono influenzare il nostro presente e il nostro futuro, proteggendo al tempo stesso i nostri risparmi e i nostri dati personali.

Materiale del percorso

San Bartolo conclude la sua missione di accoglienza, ma l’impegno continua

Si conclude l’accoglienza straordinaria degli sfollati del Grattacielo a San Bartolo. Un’esperienza che, in oltre quattro mesi, ha trasformato un’emergenza in un percorso di accoglienza, accompagnamento e comunità.

L’incendio che, a gennaio, ha portato all’evacuazione del Grattacielo di Ferrara ha lasciato centinaia di persone senza casa. Di fronte a questa emergenza, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e la Caritas Diocesana hanno attivato una risposta straordinaria, trasformando la struttura di San Bartolo in un luogo di accoglienza temporanea per chi non aveva alcuna alternativa.

Dal mese di febbraio fino al 30 giugno, San Bartolo ha accolto oltre 40 persone, tra famiglie e giovani lavoratori, offrendo non solo un posto letto e un pasto caldo, ma un percorso di accompagnamento verso una nuova sistemazione abitativa.

L’accoglienza si conclude oggi perché la struttura, di proprietà dell’Azienda USL di Ferrara, era stata concessa temporaneamente all’Arcidiocesi in comodato d’uso proprio per far fronte all’emergenza. Terminato questo periodo, l’immobile viene restituito alla proprietà per consentirne la destinazione prevista.

Un’accoglienza costruita insieme

In questi mesi San Bartolo è stato molto più di una sistemazione temporanea. Le persone accolte hanno dimostrato grande senso di responsabilità, rispetto delle regole e spirito di collaborazione nella gestione della vita quotidiana. Si tratta di persone regolarmente presenti sul territorio e con un lavoro stabile, che si sono trovate improvvisamente senza casa a causa di un evento del tutto indipendente dalla loro volontà.

Con il passare delle settimane è nata una piccola comunità. Molti hanno scelto di condividere le camere con amici o colleghi, si sono sostenuti nella ricerca di un alloggio e hanno affrontato insieme le difficoltà quotidiane. Nonostante il trasferimento a San Bartolo abbia comportato spostamenti più lunghi per raggiungere il posto di lavoro – spesso con partenze all’alba e l’utilizzo di biciclette o monopattini – gli ospiti hanno continuato a lavorare e a costruire il proprio percorso di autonomia.

«Ne faccio un bilancio positivissimo, pur restando il grande dispiacere per la tragedia di tanti ragazzi», afferma il direttore della Caritas Diocesana, Paolo Falaguasta. «Tutti si sono comportati bene, in modo collaborativo e hanno sempre ringraziato volontari e operatori».

 

Una città che ha scelto di esserci

L’accoglienza di San Bartolo è stata possibile grazie a una straordinaria rete di solidarietà che ha coinvolto istituzioni, associazioni, volontari e cittadini.

Decine di volontari hanno partecipato all’allestimento della struttura e ai trasferimenti. Gli Scout hanno preparato migliaia di pasti insieme alla mensa Caritas, la Croce Rossa ha garantito la propria presenza durante i fine settimana e numerose realtà del territorio hanno collaborato nelle attività quotidiane. Tra queste, il Centro Servizi per il Volontariato Terre Estensi, la Cooperativa Serena, la Cooperativa Sociale Il Germoglio, insieme ai tanti cittadini che hanno donato generi alimentari, materiali, tempo e risorse economiche.

Particolarmente significativa è stata anche l’accoglienza del Comitato del Quartiere di Aguscello, che fin dai primi giorni ha dato il benvenuto agli ospiti con un messaggio di vicinanza e ha promosso occasioni di incontro e condivisione con la comunità locale.

«C’è stata una risposta straordinaria da parte della cittadinanza», sottolinea ancora Falaguasta. «Posso dire che c’è una Ferrara che ha aiutato con spirito di solidarietà e senza razzismo.»

 

L’Unità di Strada: una presenza dal primo giorno

Tra i servizi che hanno accompagnato l’intera emergenza, un ruolo fondamentale è stato svolto dall’Unità di Strada della Caritas.

Già nelle ore successive allo sgombero, i volontari hanno contribuito a individuare le persone che sarebbero rimaste senza alcuna sistemazione, attivando i primi interventi di sostegno e organizzando l’accoglienza.

Il loro lavoro è poi proseguito a San Bartolo: accompagnamento nella ricerca di una casa, mediazione con proprietari e agenzie immobiliari, supporto nelle pratiche burocratiche e costruzione di percorsi di autonomia.

Grazie a questo accompagnamento costante, la maggior parte degli ospiti ha trovato una nuova sistemazione. Per le poche situazioni ancora più fragili, la rete familiare e amicale, insieme al supporto della Caritas, ha permesso di individuare soluzioni temporanee in attesa di un’abitazione stabile.

L’impegno continua

La chiusura di San Bartolo segna la conclusione di una risposta emergenziale costruita in tempi rapidi grazie alla collaborazione tra istituzioni, volontari, associazioni e cittadini. Ma l’esperienza di questi mesi ha messo in evidenza anche una sfida che va ben oltre l’emergenza del Grattacielo: la crescente difficoltà di accedere a un’abitazione, anche per persone con un lavoro stabile e un reddito sufficiente.

Proprio a partire da questa esperienza, la Caritas Diocesana intende rafforzare il proprio impegno sul tema dell’abitare. Nel corso del 2026 è stato avviato il Progetto Abitare, un percorso che punta a promuovere il diritto alla casa attraverso nuove forme di collaborazione con il territorio e la messa a disposizione di immobili da destinare in locazione a lavoratori e persone che, pur avendo un’occupazione, incontrano sempre maggiori difficoltà nel trovare un alloggio.

Perché, se l’emergenza può finire, il diritto a una casa e il cammino verso l’autonomia continuano ad aver bisogno dell’impegno di tutta la comunità.

 

Foto di Alessandra e amici al Centro Diurno

Incontrarsi davvero: la forza delle relazioni al Centro Diurno

La testimonianza di Alessandra, volontaria, che racconta come l’accoglienza diventa relazione, amicizia e crescita reciproca.

Mi chiamo Alessandra. Sono una volontaria del Centro Diurno Caritas dal giorno in cui ha aperto la sua porta a chiunque volesse entrare e fermarsi a condividere i pomeriggi con noi.

Ho preso questo impegno senza sapere, come tutti, come sarebbe andata.

Mi sono ritrovata seduta a un tavolo con tante persone, ciascuna proveniente da realtà diverse, da paesi diversi, da vissuti diversi.

Mi sono accorta che ognuno aveva bisogno non solo di bere un caffè, di mangiare un panino o di prendere vestiti. Avevano desiderio e necessità di stare insieme ad altri, di sentirsi considerati come singoli, come persone con un nome.

Si è, piano piano, instaurato un vero rapporto di amicizia tra alcuni di loro e con noi.

Io vivo questa esperienza molto intensamente: credo davvero di arricchirmi ogni volta che vado, perché queste persone hanno bisogno di tanto, di noi… ma io ho bisogno di loro.

Questo sentirsi sullo stesso piano credo sia la cosa più bella che potesse accadere.

Quando arrivo trovo veramente amici. Spero che anche loro lo percepiscano, ma credo di sì.

Ci si vede lì, ci si vede in mensa, ci si vede per strada, ci si vede in ospedale, in stazione. Ognuno ha un nome.

Questo è il senso del centro.

Non esiste più il volontario e l’ospite: esistono persone che hanno il piacere di stare insieme.

Questo, io credo, è ciò che mi dà entusiasmo, il piacere di andare avanti.

Un luogo per incontrare chi è in strada: inaugurazione dell’Ufficio dell’Unità di Strada

Venerdì 12 giugno, dalle 17 alle 21, sarà inaugurato l’Ufficio dell’Unità di Strada di Caritas Ferrara-Comacchio, in Viale Po 4.

Un luogo che nasce per incontrare chi è in strada e per sostenere concretamente le attività che, dal 2024, i volontari portano avanti accanto alle persone senza dimora e a quanti vivono situazioni di grave marginalità.

L’ufficio rappresenta anzitutto una base operativa per l’organizzazione delle uscite sul territorio, la raccolta e la gestione delle donazioni, la preparazione dei materiali e lo svolgimento di iniziative solidali a sostegno del servizio.

Ma vuole essere anche qualcosa di più: una porta aperta sulla città, un punto di riferimento per la comunità e per le persone che vivono situazioni di fragilità.

Presso l’ufficio sarà possibile ricevere informazioni sulle attività dell’Unità di Strada, segnalare la presenza di persone che vivono in strada, ricevere un primo orientamento ai servizi del territorio e trovare supporto nelle pratiche burocratiche per chi si trova in condizioni di bisogno.

L’apertura di questo spazio rappresenta un ulteriore passo nel cammino di prossimità che Caritas porta avanti attraverso l’Unità di Strada: incontrare, ascoltare e accompagnare le persone là dove si trovano, costruendo relazioni e percorsi di aiuto.

Durante l’inaugurazione sarà inoltre presente un mercatino solidale. Il ricavato contribuirà a sostenere le attività dell’Unità di Strada e i servizi rivolti alle persone più vulnerabili.

L’ufficio resterà aperto al pubblico ogni venerdì dalle 18 alle 20, oppure su appuntamento.

L’inaugurazione è aperta a tutti. Un’occasione per conoscere più da vicino il servizio, incontrare volontari e operatori e condividere insieme un nuovo segno di attenzione verso chi rischia di rimanere ai margini.

Una porta aperta, per non lasciare nessuno solo.

Una porta aperta e accogliente: l’esperienza di Giovanni

A 24 anni, Giovanni racconta come l’incontro con Caritas – dalla mensa al Centro Diurno – lo ha aiutato ad affrontare un periodo difficile, trovando ascolto, relazioni e nuove possibilità per ripartire.

Giovanni ha 24 anni, vive a Ferrara ed è nato in Ungheria. La sua storia con Caritas inizia in un momento complicato della sua vita, quando si è trovato ad affrontare difficoltà importanti e ha deciso di chiedere aiuto.

Il primo contatto è avvenuto alla mensa, un luogo essenziale dove poter trovare un pasto caldo, ma anche un primo punto di riferimento. Da lì, passo dopo passo, Giovanni ha iniziato a conoscere meglio i servizi e le persone: volontari, operatori, altri ospiti. Relazioni che, nel tempo, sono diventate fondamentali. «All’inizio venivo qui per mangiare, per i vestiti, per un caffè», racconta. «Poi ho iniziato a fermarmi, a capire come funziona, a vedere come aiutano le persone in difficoltà».

Oltre al supporto materiale – cibo, vestiti, docce – Giovanni ha trovato qualcosa di altrettanto importante: ascolto e rispetto.

«Qui ci sono persone che cercano davvero di capire la tua situazione e trovare una soluzione. Sono persone con cui puoi parlare, anche di altro, non solo dei tuoi problemi».

Con il tempo ha iniziato a frequentare sempre più spesso il Centro Diurno, diventando una presenza costante e partecipando alla vita quotidiana degli spazi. Un percorso che nasce dal sentirsi accolti e dalla possibilità di costruire relazioni autentiche.

Giovanni ha visto crescere nel tempo anche il Centro Diurno: «All’inizio c’era meno, era tutto più semplice. Poi, grazie all’impegno di tanti, è diventato un posto più bello, più curato. Ognuno ha dato una mano».

Il suo messaggio per chi sta vivendo una situazione difficile è diretto e profondo:

«Sta nelle persone a capire se vogliono essere aiutate oppure no, perché alla fine, per quanto uno può dire c’è un problema, però se non sei tu stesso a riconoscerlo il primo, non puoi neanche chiedere aiuto alla Caritas come non puoi chiedere aiuto al comune, come non puoi chiedere aiuto a nessuno, però se riconosci effettivamente di avere un problema, di sicuro la Caritas è a porta aperta».

La storia di Giovanni è fatta di passaggi graduali, di incontri e di scelte. Ricorda quanto sia importante avere luoghi dove le persone possano sentirsi accolte, senza giudizio, e dove sia possibile ricominciare, un passo alla volta.