Grattacielo Ferrara

Emergenza Grattacielo: l’Arcidiocesi e Caritas attivano l’accoglienza a San Bartolo

Con comunicato del 12 febbraio 2026, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio ha annunciato la gestione temporanea di uno stabile dell’Azienda USL nel complesso di San Bartolo per accogliere persone e famiglie sfollate dall’area Grattacielo.

Nel mese di gennaio un incendio ha interessato il Grattacielo di Ferrara, determinando l’evacuazione di numerosi nuclei familiari. Nelle settimane successive, a seguito delle verifiche tecniche e dello sgombero delle ulteriori torri del complesso, si è reso necessario individuare soluzioni abitative temporanee per le persone rimaste prive di alloggio.

In questo contesto, in data 12 febbraio 2026, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, attraverso la Caritas diocesana, ha formalizzato la decisione di gestire in comodato temporaneo uno stabile dell’Azienda USL situato nell’area del complesso di San Bartolo, immobile di proprietà pubblica, per far fronte all’emergenza.

Gestione della struttura di San Bartolo

La struttura è stata resa operativa in tempi rapidi per accogliere persone e famiglie in condizione di particolare fragilità. L’organizzazione degli spazi ha previsto l’allestimento di posti letto con brande, materassi e coperte, la predisposizione di aree comuni e la distribuzione di beni di prima necessità. È stato inoltre garantito il supporto alimentare, anche attraverso il collegamento con il servizio mensa.

Per le attività di allestimento e gestione iniziale sono stati coinvolti circa cinquanta volontari, che hanno operato per rendere la struttura idonea all’accoglienza nel più breve tempo possibile.

Comunicazione dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio

Abbiamo seguìto con preoccupazione come Chiesa di Ferrara-Comacchio, la situazione delle persone e delle famiglie evacuate prima da una torre, poi successivamente dalle altre due nell’area Grattacielo della nostra città. Dopo l’evacuazione della prima torre, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, attraverso la Caritas diocesana, ha dato la disponibilità ad accogliere le donne – una decina – che non avevano un alloggio dove andare ad abitare e ha seguito anche altre persone, soprattutto per quanto riguardai pasti con l’utilizzo della mensa. Attraverso il lavoro di incontro e di conoscenza operato dall’Unità di Strada della Caritas, abbiamo potuto constatare che, a seguito dell’evacuazione di persone e famiglie dalle altre due torri, molte di loro sarebbero rimaste senza una casa, costrette ad arrangiarsi in strada, anche per la mancanza di un vero piano di emergenza. Per questa ragione, abbiamo deciso di gestire con la Caritas diocesana, in comodato temporaneo, uno stabile di cui dispone l’Azienda USL, nell’area del complesso di San Bartolo, per accogliere persone e famiglie che si trovassero nei prossimi giorni a non avere un alloggio, in attesa che le Istituzioni preposte si attivino. Particolare attenzione sarà posta nei riguardi delle famiglie con minori e di anziani e fragili. E ’un momento difficile per cinquecento persone della nostra città, momento che richiede il ruolo primario delle Istituzioni, ma anche la solidarietà di tutti.

Per quanti desiderassero contribuire alle spese di gestione dell’accoglienza dei singoli e delle famiglie, è attivo un conto corrente operativo della Caritas Diocesana presso

BPER Banca: conto IT10R0538713004000000006664

intestato a Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio

causale Caritas Emergenza Grattacielo

E’ possibile fare donazioni alla Caritas diocesana anche attraverso il link www.caritasfe.it/dona-ora

 

AAA VOLONTARI CERCASI: CARITAS COMACCHIO HA BISOGNO DI TE!

Il 26 marzo 2025 ha dato il via a un nuovo progetto della Caritas Diocesana di Ferrara-Comacchio: l’apertura della Casa di Accoglienza “San Giovanni Bosco”, affiancata dal Centro di Ascolto già operativo da diversi anni.

La Casa, dotata di quattro stanze con bagno, per un totale di 6/7 posti letto, cucina e sala mensa comune, lavanderia e Ufficio accoglienza, rappresenta un rifugio sicuro per donne, sole e/o con bambini, che affrontano situazioni di fragilità, emarginazione, isolamento…

È un luogo dove il dolore si trasforma in speranza, dove ogni porta che si apre è un abbraccio, ogni stanza è una promessa di futuro.

Qui trovano ascolto, sostegno, rispetto. Qui ricominciano!

Il “servizio” di accoglienza è svolto da due volontari, Umberto e Rossella, supportati da amiche di buona volontà: Natalina, Giuliana, Sissi, Rina, Stefania, Marilena, Paola…Persone che credono nella dignità di ogni essere umano. Persone che sanno che, a volte, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è qualcuno che creda in noi.

E proprio per questo abbiamo bisogno anche di te.

Cerchiamo volontari e volontarie che vogliano mettersi in gioco, donare un po’ del proprio tempo, portare una parola gentile, una mano tesa, un sorriso sincero.

Vieni a trovarci ogni mercoledì, dalle 14:30 alle 16:30, in Via San Giovanni Bosco, 5 a Comacchio, o telefona al n. 0533 670794, cell. 3713933987 anche whatsapp. Puoi contattarci anche tramite email all’indirizzo caritascomacchio@gmail.com

Continuate a seguirci: presto vi racconteremo storie, progetti, piccoli grandi miracoli quotidiani…

 

 

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Il 2025 di Caritas Ferrara, guardando al 2026

Il bilancio di un anno, guardando al futuro

Per la Caritas diocesana di Ferrara e Comacchio questo 2025 è stato straordinariamente intenso, denso di impegno per la nostra comunità, traguardi raggiunti e nuovi progetti avviati.

Unità di Strada

Abbiamo aperto l’anno salutando la nuova Unità di Strada delle volontarie di Caritas che la sera va a trovare le persone senza fissa dimora per offrire ascolto e aiuto a chi ha bisogno. Delle 52 persone avvicinate in questo primo anno di vita, la metà ha iniziato così un nuovo percorso di vita.

Centro Diurno

In primavera abbiamo aperto il nuovo Centro Diurno che in via Arginone 159 accoglie persone che durante il giorno non hanno un luogo dove stare, lo abbiamo dedicato a Papa Francesco che sempre quest’anno ci ha lasciato, ricordandoci fino alla fine il valore della carità. La media è stata di 20 accessi giornalieri di persone che hanno potuto così trovare un luogo caldo o fresco, a seconda della stagione, dove fare quattro chiacchiere, mangiare una merenda assieme, guardare la tv e giocare a carte, sentendosi meno sole.

Guardaroba solidale e parrucchiere di comunità

Accanto al centro sono sorti altri servizi come il guardaroba solidale, dove si possono trovare abiti come in un vero negozio, ma senza pagare nulla, il parrucchiere di comunità, perché avere barba e capelli in ordine è un diritto anche per chi non se lo può permettere, la sartoria sociale, che trasforma abiti usati in nuovi capi come berretti e boxer. Il guardaroba ha registrato oltre mille accessi nel 2025, con una media di 30 a settimana.

Premio Stampa

Siamo stati onorati e orgogliosi di ricevere il Premio Stampa 2025 dell’Associazione Stampa Ferrara “per l’impegno e il valore del ruolo che Caritas riveste nel promuovere e testimoniare la carità della comunità ecclesiale a vantaggio di chi è in forte difficoltà”.

Biblioteca per bambini

Per i più piccoli abbiamo inaugurato la biblioteca per bambini in Viale Po 8, legata al progetto “Giocare con le parole”, che aiuta mamme e figli ad apprendere la lingua italiana in un ambiente giocoso, che mette a disposizione libri e momenti di lettura condivisa.

Centro accoglienza di Comacchio

Il 2025 è anche l’anno in cui abbiamo aperto il centro di accoglienza di Comacchio che attualmente accoglie 10 donne indigenti, che stiamo cercando di avviare verso percorsi di autonomia.

Cibo e salute le nostre priorità

Accanto a questo, abbiamo portato avanti i nostri servizi tradizionali, come la mensa che ha elargito 60 mila pasti, la distribuzione di pacchi di viveri a mille famiglie, il Poliambulatorio Medico di Caritas, che ha ricevuto dall’Ordine dei Medici il premio “Medico dell’anno”, per l’impegno nell’offrire cure, orientamento ai servizi e farmaci gratuiti grazie all’iniziativa Farmamica delle Farmacie Comunali. Prosegue anche l’attività del Centro di ascolto psicologico, che ora ha uno spazio rinnovato. Oltre al progetto di microcredito “Mi fido di Noi”, promosso a livello nazionale da Caritas Italiana e dalla Conferenza Episcopale Italiana, uno strumento di microfinanza orientato all’erogazione di piccoli prestiti e all’accompagnamento delle persone beneficiarie.

Il volontariato

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le operatrici e gli operatori di Caritas, che ogni giorno mettono a disposizione la loro umanità e professionalità, ma soprattutto le 300 volontarie e volontari che scelgono di dedicare il loro tempo a chi è in condizione di fragilità.

I nostri auguri e la nostra speranza

Nel rivolgere a loro e a tutta la cittadinanza ferrarese i nostri migliori auguri per queste feste e per l’anno nuovo, ci teniamo a ricordare che quello che facciamo è tanto, ma spesso non basta.

I bisogni sociali sono in costante aumento, la povertà è sempre più diffusa tra persone di ogni cittadinanza, italiani compresi. Noi cerchiamo di esserci per tutte e tutti, perché ogni vita ha lo stesso valore, ma abbiamo importanti appelli da fare. Venite ad aiutarci per preparare e servire pasti alla mensa, sono ormai dal 70 a 100 le persone che contano su di noi per avere un pasto al giorno e spesso il personale non basta. Inoltre, chiediamo alle aziende alimentari, in particolare di prodotti freschi come carne e verdure, di sostenerci con donazioni. Un’importante catena di supermercati ha smesso proprio questo mese di consegnarci l’invenduto e noi siamo in grave difficoltà. Mancano anche prodotti per l’igiene personale.

Infine, è sotto gli occhi di tutti l’aumento dei senza fissa dimora. Le strutture già presenti in città non sono più in grado di far fronte alle richieste e ci sono tante persone che non riescono ad accedere. Ogni donna o uomo abbandonato in strada è una sconfitta per l’intera città. Per questo vogliamo aprire un nuovo dormitorio di Caritas, che non sia una realtà puramente assistenziale, ma che proponga, oltre a un tetto e condizioni di vita decorose anche un’alternativa di vita, con percorsi e obiettivi dedicati ad ognuno, da affrontare in un lasso di tempo stabilito. Questo è il nostro proposito per il 2026: migliorare l’esistenza di alcuni, per garantire il benessere a tutti e non perdere quella coesione sociale che garantisce la convivenza di una città.

Paolo Falaguasta, direttore Caritas Diocesana Ferrara e Comacchio

Un anno dell’Unità di Strada di Caritas Ferrara

Numeri, bilanci e proposte per un tavolo di confronto sull’emergenza povertà

È passato quasi un anno dalla nascita dell’Unità di Strada di Caritas Ferrara e come ogni anniversario che si rispetti è tempo di bilanci e numeri, freddi come può esserlo l’inverno di chi  vive e dorme per strada, ma utili a capire perché un gruppo come questo, nato per caso, è cresciuto tanto e continua a farlo entrando in contatto con sempre più persone in difficoltà.

I dati dell’Unità di Strada

“Da quando siamo partiti con i giri serali abbiamo incontrato 52 persone – racconta Silvia Imbesi, una delle referenti dell’Unità di Strada – di queste: il 42% sono italiani, il 25% stranieri UE, il 33% stranieri extra UE. Siamo riusciti a convincere a farsi seguire da noi, il 50%, 26 persone: il 90% erano senzatetto, il 50% aveva problemi di alcolismo, il 37% di tossicodipendenza, il 42% aveva problemi di salute importanti, il 65% aveva precedenti penali, l’81% era disoccupato, il 46% era senza documenti”.

Dopo l’incontro con l’Unità di Strada il 50% ha intrapreso cure contro l’alcolismo, il 23% ha provato a uscire dalla tossicodipendenza, il 77% si è sottoposto a terapie mediche o specialistiche, il  23% è stato aiutato ad ottenere assistenza legale, il 31% è stato aiutato nella ricerca di un lavoro, il 46% a trovare un tetto, il 79% ha iniziato a frequentare i servizi Caritas e l’85% è stato accompagnato nella risoluzione di questioni burocratico amministrative, come rifare/ottenere i documenti.

Una di queste storie a lieto fine è quella di Erick, che vi avevamo raccontato qui.

I numeri del Guardaroba Sociale

E a proposito di numeri e di senzatetto anche Michele Luciani, operatore e vicedirettore di Caritas Ferrara, ne porta alcuni raccolti dal servizio del guardaroba sociale.

“Da aprile, cioè da quando il guardaroba è attivo al Centro diurno di via Arginone, abbiamo avuto 179 accessi. Noi qualifichiamo il disagio abitativo in 4 tipologie: senzatetto, ovvero chi vive e dorme in strada; senza dimora, cioè coloro che non hanno una sicurezza abitativa ma vanno comunque nei dormitori o usufruiscono di un’ospitalità temporanea; disagio abitativo vero e proprio, per identificare coloro che hanno una casa ma non hanno le utenze, vivono comunque in condizioni precarie, spesso si tratta di famiglie numerose che vivono in bilocali o di persone che la casa l’hanno ereditata dai genitori ma non riescono a mantenere il tenore di vita che avevano prima; infine chi ha la sicurezza abitativa: una casa, le utenze, magari anche un lavoro ma risulta comunque vivere sotto la soglia della povertà. Indicativamente i senzatetto e senza dimora sono la metà di questi 179 accessi, oltre il 60% sono stranieri extra Ue, nordafricani o provenienti dall’Africa subsahariana e sono quasi tutti uomini, anche se la percentuale delle donne che vivono in strada sta aumentando, sta diventando un’emergenza, a causa dell’impoverimento generale e soprattutto per la mancata disponibilità di alloggi. Il mercato degli affitti è comunque inaccessibile per tutte quelle persone che non hanno una solidità sociale medio alta, uomini e donne”. 

Bisogni emersi

C’è bisogno certamente di nuovi dormitori ma anche di alloggi in affitto più facilmente accessibili.
Questi numeri, prosegue Michele, raccontano di un mancato collegamento tra il fenomeno migratorio e il mercato del lavoro, a cui queste persone non riescono ad accedere.

“Tanti migranti non ce la fanno perché le pratiche sono lunghe, discontinue, mancano canali di ingresso regolari orientati al lavoro. Tutti cercano di regolarizzarsi come richiedenti asilo ma non lo ottengono perché quella è una tipologia specifica di permesso di soggiorno. Chi non lo ottiene finisce per contribuire a generare forme di povertà estrema, come la vita in strada. E queste situazioni di fragilità non possono essere superate o sanate dall’accoglienza privata, non si possono certo accogliere tutti a casa di ognuno di noi. L’accoglienza, come la salute, deve essere garantita e a vantaggio di tutti”.

Il sostegno necessario

Di fronte a problematiche così complesse la soluzione deve venire dalle politiche sociali, ma anche dalla sensibilità di comunità, in questo i volontari dell’Unità di Strada svolgono un ruolo di cittadinanza attiva che può essere usato come modello: si incontrano persone in strada e le si aiuta a uscire dalla loro invisibilità.

“Ogni persona che abbiamo conosciuto ha storie diverse – sottolinea Silvia – si prova a fare quello di cui c’è bisogno per ognuno”. Questo livello di personalizzazione richiede un percorso di accompagnamento lungo, non basta fargli fare il primo passo, bisogna stare al loro fianco anche per quelli successivi, altrimenti il rischio di ricaduta è altissimo. E’ un investimento importante che spesso i servizi sociali da soli non sono in grado di offrire, ecco perché diventa fondamentale la collaborazione con l’associazionismo e il volontariato. La forza dell’associazionismo è esprimere prossimità, creare reti, alleanze con le persone. L’Unità di Strada cerca di restare vicino a chi è in difficoltà, creando relazioni sociali sane, “è quello che cerchiamo di fare anche al Centro diurno – interviene ancora Michele – mescoliamo le persone: ospiti, volontari, operatori, ci impegniamo per creare spazi di partecipazione, il coinvolgimento è fondamentale. E lo si capisce dal fatto che poi quegli stessi ospiti ti chiamano anche solo per tenere aperto un dialogo, perché li fai sentire considerati, meritevoli di un riscontro sociale che non hanno mai conosciuto. Certo come ogni relazione ci sono anche delle incertezze, alti e bassi ma sono rapporti veri anche per questo”.

La sinergia con le istituzioni

Sinergia è sicuramente una parola abusata e spesso vuota del significato originale, ma è quella più corretta per descrivere quello di cui c’è bisogno per intervenire nelle situazioni che si trova di fronte l’Unità di Strada.

“Da poco abbiamo preso contatti anche con l’Unità di Strada del Ser.D. (Servizio per le Dipendenze) dell’Asl di Ferrara – ci dice Silvia – l’obiettivo è lavorare insieme e già collaboriamo con l’Asp (Centro Servizi alla Persona). E’ più facile che una persona in difficoltà possa essere presa in carico e seguita dalle istituzioni nell’intraprendere un certo tipo di percorso (cose che noi non possiamo dargli) se fa già parte di una rete, se agli incontri lo accompagna qualcuno che lo conosce e di cui si fida”. 

L’appello

Michele e Silvia chiudono lanciando un appello.

“Creiamo un tavolo di confronto per facilitare l’ottenimento della residenza fittizia, ovvero la concessione da parte del Comune di un indirizzo finto che permetta l’iscrizione all’anagrafe di persone che sono per strada. Questa iscrizione è fondamentale per poter poi avere accesso ai documenti, come la carta di identità, alla tessera sanitaria, al mondo del lavoro, è il passaggio obbligatorio per la presa in carico da parte di tanti servizi socio sanitari e amministrativi. Si tratta di una prassi ancora poco conosciuta, complessa e quindi non facilmente accessibile, ma se c’è già una rete, se le persone che la chiedono sono già agganciate alle associazioni, sono seguite, perché non rendere questa concessione più facile? Possiamo trovare un punto di incontro? Noi portiamo al tavolo le situazioni reali e siamo pronti a confrontarci su come sanare eventuali problemi”.

Ci vediamo al Merkettino

E mentre aspettano questo tavolo di confronto i volontari dell’Unità di Strada continuano con le loro iniziative per raccogliere fondi per i senzatetto: domenica 7 dicembre parteciperanno con uno stand a Markettino, che si terrà al Teatro Verdi dalle 10:00 alle 19:00: venderanno abiti, scarpe e accessori da donna. Anche passare a trovarli è un modo per dimostrarsi sensibili verso la comunità!

16 novembre 2025: IX Giornata Mondiale dei Poveri

“Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Sal 71,5)

Una giornata speciale

Nel cuore dell’Anno Giubilare, la Chiesa si prepara a celebrare, domenica 16 novembre 2025, la IX
Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco per mantenere alta l’attenzione verso chi vive
situazioni di difficoltà e fragilità.

Il tema del 2025

Il tema scelto da Papa Leone XIV, “Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Sal 71,5), invita a gettare le
ancore della fede nelle profondità della vita reale, là dove le fragilità umane si intrecciano con la speranza
che nasce dall’incontro con Dio.

Il messaggio del Papa

Come ha ricordato il Santo Padre nel suo messaggio: “I poveri non sono un diversivo per la Chiesa, bensì i fratelli e le sorelle più amati, perché ognuno di loro, con la sua esistenza e anche con le parole e la sapienza di cui è portatore, provoca a toccare con mano la verità del Vangelo. Perciò la Giornata Mondiale dei Poveri intende ricordare alle nostre comunità che i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale”.

Il Giubileo dei Poveri

Quest’anno la Giornata coincide con il Giubileo dei Poveri, un’occasione per riscoprire e promuovere i
segni di speranza presenti nei nostri territori — esperienze di solidarietà, accoglienza e fraternità che
incarnano la carità come impegno concreto di giustizia sociale.
Caritas Italiana mette a disposizione un sussidio di animazione pastorale, una veglia di preghiera e la
locandina ufficiale per accompagnare parrocchie, gruppi e comunità a vivere in modo unitario questo
appuntamento.

Materiali da condividere

Il materiale – pensato per l’animazione liturgica e comunitaria – offre spunti di riflessione, meditazioni e
proposte per “ancorarci al territorio”, alle “azioni e alle storie di speranza”, al “mondo” che ogni giorno
incontriamo nei nostri cammini tra e con gli altri.

L’immagine simbolo

L’immagine simbolo della Giornata proposta da Caritas Italiana raffigura l’altare della Chiesa di Santa
Maria Maddalena ai Cristallini, nel Rione Sanità di Napoli: una barca di migranti trasformata in altare da
alcuni detenuti del carcere di Secondigliano. Un segno di come la povertà possa diventare luogo di incontro, di riscatto e di fede condivisa: un mare che si può attraversare insieme, se la comunità diventa compagna di viaggio.

L’appello di Caritas Ferrara

Con questo spirito la Caritas di Ferrara rinnova l’appello a tutti coloro che desiderano impegnarsi come
volontari accanto ai più fragili. Offrire tempo, ascolto e competenze significa partecipare attivamente alla costruzione di una comunità solidale, in cui la speranza diventa esperienza concreta e condivisa, una vera “ancora” alla vita.

Esserci per i poveri

Getta la tua ancora, celebra questa giornata diventando volontario.
Per informazioni:www.caritasferrara.it, info@caritasferrara.it, 388 9706494.

Il messaggio del Papa

Il sussidio

La veglia

La locandina

Ago, filo e cuore: la sartoria sociale Caritas Ferrara

Di un maglione così come di una camicia non si butta via niente. Il detto non è proprio questo, ma il senso si adatta perfettamente allo scopo con cui è nata la sartoria sociale di Caritas Ferrara.

un laboratorio dove vengono riutilizzati gli abiti che non si riesce a distribuire al guardaroba e a cui viene data una seconda vita

Quando è nata l’idea

Caterina Carnuccio è la mente, o forse sarebbe meglio dire la mano che, con forbici, ago, filo e macchina da cucire, nel 2024 ha dato il via a questo progetto.
“L’anno scorso ho avuto la possibilità di dedicare del tempo alle fasce più deboli e mi sono rivolta alla Caritas, anch’io ho vissuto dei periodi al limite e ho capito che in quei momenti c’è bisogno di persone che hanno
un pensiero verso di te. Così mi sono messa a disposizione, sapendo quanto fosse importante per chi è in difficoltà”.

Il progetto creativo

Caterina era una sarta e quando lo ha detto all’operatore Michele Luciani lui le ha subito trovato un posto al guardaroba, per la distribuzione degli indumenti, “ho notato che mancavano sempre biancheria intima e berretti – racconta Caterina – e così ho proposto di usare le camicie e i maglioni che non riuscivamo a distribuire per fare un esperimento, li ho tagliati e li ho trasformati in boxer da uomo e in berretti per l’inverno”.
L’esperimento ha funzionato talmente bene e si è dimostrato talmente utile che Caterina ha eleborato dei cartamodelli facili da usare anche per altre volontarie e volontari e così è nata la sartoria sociale.

Riusare per aiutare

“Da una camicia a maniche lunghe recuperiamo più del 50% creando un boxer da uomo, copriamo tutte le taglie, dalla s alla xl. Una parte di questa biancheria va al guardaroba e una parte in carcere per i detenuti. Adesso stiamo lavorando sui berretti per l’inverno, da un maglione ne possiamo ricavare anche 3 o 4”.
La sartoria sociale è un laboratorio, dove vengono riutilizzati gli abiti che non si riesce a distribuire al guardaroba e a cui viene data una seconda vita. Ma è soprattutto un luogo di incontro per persone che hanno bisogno di stare insieme, è un modo per creare relazioni.

Cucire relazioni

“Qui si conoscono le persone molto meglio che non con un colloquio al Centro di ascolto – spiega Michele – tra i volontari ci sono anche alcuni detenuti e frequentatori del Centro diurno di via Arginone, sede della sartoria”.
Caterina, Maria che taglia, Maria che cuce, Beatrice, Patrizia, Siriana, Teresa, Silviu, Amedeo, Anna Paola (e la lista dei volontari è in continuo aggiornamento) si trovano tutti i martedì dalle 9 alle 12 proprio in via Arginone 161.

Porte aperte ai volontari

Per far parte della sartoria non è necessario saper già tagliare e cucire, certo se lo si sa fare si parte avvantaggiati e magari ci si può portare il lavoro a casa, ma Caterina ha già insegnato a molti e quindi si può considerare la sartoria anche come un corso di taglio e cucito. Se poi magari a casa si ha una macchina da cucire funzionante che però nessuno fa funzionare la si può donare alla Caritas. Al momento al Centro diurno ne hanno tre: una taglia e cuci acquistata e due macchine da cucire donate, ma siccome i volontari sono in aumento e anche l’attività cresce sarebbe meglio averne altre.

Per informazioni

Mentre raccogliamo questa intervista Caterina non si è mai fermata e ha tagliato e cucito due berretti, provenienti da un unico maglione e Maria e Beatrice hanno tagliato diverse camicie che a breve diventeranno boxer per i kit di sopravvivenza.
Ancora una volta la solidarietà passa attraverso strade diverse: c’è chi cucina, chi distribuisce pasti, chi offre assistenza a chi vive per strada e chi taglia e cuce boxer e berretti. Un modo per aiutare chi è in difficoltà lo si trova sempre. Anche con ago e filo.
Per maggiori informazioni il Centro diurno di via Arginone 161 è aperto il lunedì, mercoledì e
venerdì dalle 15 alle 18.

La mensa di Caritas Ferrara cerca nuovi volontari

La mensa di Caritas Ferrara ha bisogno di te!

Hai un po’ di tempo e voglia di dare una mano? Vieni a cucinare, servire e condividere qualche ora con noi!

Siamo alla ricerca di volontari per diverse mansioni nel nostro servizio pasti:

🍝 Cucina (9:00 – 14:00)
Per la preparazione dei pasti non servono competenze particolari, solo voglia di mettersi in gioco! 💪

Ti insegneremo le basi: come si fa un sugo per la pasta, delle verdure, un secondo semplice, a te chiediamo solo tanta collaborazione.

🥖 Bancone (11:00 – 14:00/14:30)
Componi i vassoi con posate, pane, dolci, frutta e aiutaci a rendere il pranzo accogliente per tutti.
Alla fine del turno si fanno anche le pulizie, sempre insieme e con spirito di squadra.

☕ Colazioni (7:30 – 9:00)
Si preparano caffè, latte e tè con macchinette automatiche e si servono prodotti dolci e salati già pronti.

Se vuoi dare una mano ti inseriremo volentieri!

📅 Quando: principalmente dal lunedì al venerdì, ma anche chi è disponibile nel weekend è il benvenuto!
👉 Chi può partecipare: chiunque abbia voglia di donare un po’ di tempo e di cuore.

🔗 Se vuoi unirti a noi o saperne di più, contattaci qui: https://www.caritasfe.it/contatti/
Insieme possiamo fare la differenza, un piatto e un sorriso alla volta 🙏

La targa “Medico d’Italia” al Poliambulatorio di Caritas Ferrara

Un importante reconhecimento per il Poliambulatorio Caritas di Ferrara.

Il 4 ottobre al Teatro Nuovo di Ferrara il Presidente dell’Ordine dei Medici, dott. Bruno Di Lascio ha consegnato ai medici volontari del Poliambulatorio Caritas la targa “Medico d’Italia”, dedicata alla memoria di Carlo Urbani, il medico di Medici Senza Frontiere che per primo diagnosticò la SARS e ne pagò con la vita le conseguenze.

Un premio che riconosce l’impegno quotidiano del Poliambulatorio Caritas nel garantire cure e assistenza sanitaria ai più fragili, in particolare migranti e persone in difficoltà, grazie al lavoro generoso di tanti medici e operatori volontari.

Come ha ricordato il Direttore Sanitario dott. Giancarlo Rasconi: “Siamo fieri di aver costruito, con umiltà e collaborazione, un gruppo che risponde ai bisogni di salute di chi vive ai margini, spesso dimenticato dalla nostra società”.
Un ringraziamento speciale a tutti i volontari che ogni giorno rendono possibile questa missione di cura, accoglienza e speranza.
Vi ricordiamo che il poliambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 13:00.

Grazie a La Voce di Ferrara per lo spazio dedicato a questo momento.

 

 

Inaugurata la biblioteca per bambini di Caritas Ferrara

Grazie alla solidarietà di un gruppo di amici nasce il progetto Giocare con le parole

Quando un gruppo di amici resta tale per 40 anni è un traguardo che di questi tempi, basati sulla velocità, sull’immediato, sul consumare e vivere tutto in pochi minuti, va festeggiato. E quale modo migliore, per lasciare una traccia concreta di questa amicizia, di contribuire a creare una biblioteca per bambini?

Il progetto

È stato finanziato così il progetto Giocare con le parole di Caritas Ferrara, che venerdì 5 settembre ha portato all’inaugurazione di una biblioteca per i più piccoli in viale Po 8. Questi locali ospitano già un altro importante progetto, quello di Crescere Insieme [ve ne abbiamo parlato qui], un’iniziativa rivolta a mamme e bimbi richiedenti asilo che, per motivi burocratici, non riescono a entrare negli asili o nei centri per le famiglie e sono tagliati fuori dal sistema. Per loro vengono organizzate varie attività: dal massaggio infantile, alle consulenze pediatriche, dal pomeriggio di gioco, ai gruppi psicosociali e di orientamento al territorio, durante i quali si fanno anche attività pratiche, il tutto sempre finalizzato all’inclusione.

Cosa si farà

E sempre con questo obiettivo Maria Teresa Stampi, operatrice di Caritas, ha pensato al progetto Giocare con le parole: imparare una lingua e una cultura leggendo libri, attraverso favole, fumetti, disegni, ma anche racconti di storie vere: “Per adesso la biblioteca sarà aperta per i bimbi che fanno parte del progetto Crescere Insieme. Due pomeriggi a settimana potranno leggere con educatori e volontari e anche insieme alle mamme. Sono previsti infatti momenti in cui insegneremo a queste donne a leggere ai propri figli, per consolidare il loro rapporto, renderle più autonome e anche più in grado di padroneggiare la lingua. Tra i libri che abbiamo messo a disposizione ci sono poi anche quelli che riguardano proprio la cura del bambino”.

Per allestire la biblioteca è stato necessario comprare librerie, pouf su cui far sedere i piccoli e i grandi lettori, tappeti, e ovviamente libri, la maggior parte dei quali sono stati acquistati alla libreria specializzata “Testaperaria”.

Il dono di un gruppo di amici

Ed è a questo punto della storia, quasi una favola anche questa, che entra in gioco il gruppo dei Ragazzi del ‘65. Giovanni frequenta gli stessi 13 amici dai tempi delle elementari: “Nel 2000 ci siamo ritrovati a pensare per la prima volta all’idea di festeggiare questa lunga amicizia con un viaggio, che però quell’anno è rimasto solo virtuale, abbiamo viaggiato con la mente…poi dall’anno successivo invece non ci siamo più fermati, siamo stati a Barcellona, Dublino, Monaco, ma anche in tanti bellissimi posti in Italia, l’ultimo è stato Grado. Quest’anno abbiamo tutti compiuto 60 anni e abbiamo pensato che, invece di farci fare dei regali per questa cifra tonda, avremmo potuto noi regalare un viaggio “della mente e della fantasia” a qualcuno e così abbiamo chiesto a parenti e amici di contribuire con delle donazioni al progetto Giocare con le parole di Maria Teresa, per realizzare la biblioteca per i bambini”.

Un luogo accogliente

La fine, ma anche l’inizio, di questa bella storia è una stanza con gli stencil di volpi, giraffe, balene volanti e arcobaleni alle pareti, puof colorati con le orecchie, tappeti morbidi su cui sdraiarsi e tanti libri che raccontano storie: da quella dei dinosauri a quella degli abitanti del mare passando dai Barbapapà e arrivando anche alle graphic novel.

Si può contribuire

Alcuni di questi testi sono stati donati e altri sono sempre bene accetti: “Chiunque voglia contribuire ad arricchire la biblioteca può portarci libri per bambini da 0 a 13 anni – spiega Maria Teresa – vanno benissimo anche usati purché in buone condizioni. Anche perché ci piacerebbe in futuro poter aprire la biblioteca a tutti i bambini. Stiamo lavorando anche a questo”.
Chi invece fosse interessato a fare quello che hanno fatto i Ragazzi del ‘65, ovvero partecipare concretamente a un progetto Caritas, può contattare la sede di via Brasavola al 388 9706494 o mandare una mail a info@caritasfe.it e nel frattempo consultare alcuni dei progetti sul sito www.caritasfe.it.

Farmacie Comunali e Caritas Ferrara: il report del progetto

Nell’ottica della trasparenza e della gratitudine verso chi generosamente ha donato i propri punti della carta fedeltà FarmAmica a Caritas, grazie all’impgeno delle Farmacie Comunali di Ferrara, vi aggiornaimo sull’impiego dei fondi raccolti.

Clicca qui per conoscere il progetto.
Medicinali ai bisognosi con Farmacie Comunali e Caritas Ferrara
La Farm…Amica dei più bisognosi: un progetto di Caritas Ferrara e Farmacie Comunali

Nel 2024, attraverso la raccolta punti con FarmAmica, sono stati donati a Caritas 7.359 €.
Da maggio ad agosto 2025 sono stati utilizzati 445,72 € in farmaci essenziali: il 25% a favore di donne
e  il 75% a favore di uomini.

I fondi rimanenti verranno spesi entro la fine dell’anno e, se ne resteranno, anche nel 2026. All’inizio del 2026 sarà pubblicato un nuovo report di aggiornamento.

L’ ambulatorio medico di Caritas Ferrara è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13

Il progetto con Farmacie Comunali nasce dalla solidarietà del territorio per garantire cure a chi altrimenti faticherebbe ad avere accesso ai farmaci: grazie a chi ha contribuito donando i punti FarmAmica.
La vostra solidarietà diventa salute.