A Casa Betania sfila la moda etnica

Lo scorso sabato 10 maggio, in occasione dell’apertura straordinaria per Interno Verde del Chiostro della Casa Betania, il centro  di accolglienza di Caritas Ferrara per donne e bambini, abbiamo offerto ai visitatori un evento speciale: una sfilata di abiti etnici, eccezionalmente indossati da ospiti e operatrici. C’è stata tanta affluenza e partecopazione, emozione, sorrisi e tanti colori. Questo è il racconto di un pomeriggio in grande stile!

A cura di Maria Teresa Stampi

Luogo di incontri e di crescita, il Chiostro di Casa Betania di Caritas Ferrara è da sempre uno spazio dove persone e storie provenienti da tutto il mondo si fondono con la tradizione, affondando profonde radici nella terra di questo luogo ed impregnando i muri di nomi, parole e racconti, che rendono vivi i mattoni scaldati dal sole.

Sebbene l’origine del chiostro risalga al 1477, la collaborazione con l’iniziativa Interno Verde è iniziata nel 2019 e Casa Betania ha aperto le porte sia per dare modo di far visita al chiostro di solito chiuso al pubblico, sia per cogliere l’occasione di mostrare i servizi Caritas e il Progetto Accoglienze da un nuovo punto di vista.

La dottoressa Pittini, medico volontario negli ambulatori Caritas, si è presa cura con costanza delle quattro aiuole che compongono il nostro giardino, cercando di ricostruire l’architettura paesaggistica originaria, curando la disposizione simbolica di ogni pianta e fiore.

Negli anni l’esperienza è stata arricchita con mostre sull’immaginario futuro, lettura di poesie, “Libri parlanti” con le ricette provenienti da tutto il mondo, storie per bambini dal nostro libro “Storie dal Mondo” e splendide opere d’arte del nostro operatore Carlo Serico.

Anche quest’anno abbiamo in serbo per voi una sorpresa speciale…

Ora che la luce del sole illumina il nostro chiostro e lo fa brillare come mille arcobaleni, i fiori, gli alberi e l’umanità ivi racchiusa, si apre per voi come un’ostrica con la sua perla a mostrare le sue meraviglie. Sfileranno le persone che vivono il chiostro tutti i giorni. I loro passi ricalcano e si moltiplicano con i mille venuti prima e tutti quelli che verranno in seguito, indossando quei colori che illuminano le nostre vite, protesi nella speranza di un domani ancora più luminoso.

I vestiti, creati su misura per le nostre modelle,  sono stati cuciti dal nostro sarto e stilista esperto Kone Bakary, utilizzando tessuti Wax a stampa africana.

Il primo vestito porta il nome di “Calendula”, dal latino Calendae che indicava il primo giorno del mese, è indossato dalla nostra modella Pauline.

Portato da Sara, il vestito “Crisantemo”, dal greco antico fiore d’orato, attira con la sua bellezza creature altrettanto belle per la sua impollinazione: farfalle diurne e notturne.

Il terzo vestito indossato per noi da Patricia ha nome “Papavero”, la cromatura del polline varia nelle sfumature dei diversi generi  fino al blu scuro del papavero orientale.

Cristina veste per noi “Non ti scordar di me”, un fiore tanto bello quanto diffuso in maniera cosmopolita nel mondo e proprio per questo fa parte delle leggende di tutti i popoli della terra.

Aicha indossa per noi il vestito “Girasole”, questo piccolo sole in miniatura che si muove rivolgendosi sempre verso la luce ha però radici profondissime che possono arrivare anche a 2 metri sotto terra.

Il vestito “Peonia” , indossato da Elena, è raro come la fioritura del fiore di cui porta il nome che si fa attendere una volta l’anno, ma incanta tutti con la sua bellezza, nascondendo anche virtù officinali.

Fatim sfila per noi con il vestito “Fiòr d’òro”, chiamato anche Botton d’oro, tipico delle alture di montagna, simboleggia rinnovamento e trasformazione, grazie alla sua resilienza alle avversità.

Kateryna indossa per noi il completo “Glicine” che con il suo profumo inebriante si avvolge verso altezze inaudite riempiendo di romanticismo i prati ombreggiati dai suoi splendidi fiori.

La coppia Carlo e Feline, nella sfilata come nella vita, portano per noi “I Tulipani”, simbolo delle relazioni perfette ed equilibrate.

Juliana veste per noi “Bucaneve”, chiamato anche Stella del mattino, è uno dei primi fiori ad apparire nel nuovo anno e seppur piccolo e delicato è da tempi immemori sacro e simbolico.

L’ultimo vestito è indossato per noi da Tessy e porta il nome di “Lilium”, in onore della dottoressa Pittini che con le sue mani ha cura di piante e persone dando la possibilità alle nuove vite di sbocciare.

A chiudere la nostra sfilata, accompagnato dalla nostra modella più giovane Nima, il nostro artista e artigiano Kone Bakary, che ringraziamo infinitamente per il grande regalo che ci ha fatto oggi insieme alle nostre modelle e ai nostri modelli.

A partire dal centro del nostro giardino, da quel pozzo fonte di vita, lo sguardo si affaccia su paesi, culture e lingue diverse che pur nella differenza e a volte con qualche difficoltà imparano a convivere, a comunicare. L’acqua è vita per tutti e da lì tutto parte quali che siano gli archetipi che danno forma e struttura al nostro mondo, siamo noi a significarli ogni giorno. La bellezza che guardiamo nei giardini possiamo osservarla nell’umanità che nasce, cresce, appassisce e rinasce ancora con fiori sempre nuovi, con storie sempre diverse, ciascuna racchiude il seme delle proprie scelte e tra un pasto caldo ed un vestito donato ci sono le vite che incontri….e Interno Verde è stato un ulteriore terreno di incroci!

Grazie a tutti!

Caritas Ferrara apre a Interno Verde

Per l’edizione 2025 di Interno Verde, che sarà anche l’ultima dentro le mura di Ferrara, la nostra Caritas riapre le porte del chiostro di Casa Betania, con una sorpresa: una sfilata di abiti etnici!

 

L’incontro tra Caritas Ferrara e Interno Verde

Dopo aver riempito, nel 2024, il chiostro di Casa Betania di profumi e sapori con ricette provenienti da ogni parte del mondo, anche per questa decima edizione, il 10 e 11 maggio, siamo pronti ad accogliervi, con un evento speciale.

La sfilata

Sabato 10 maggio, alle ore 15:30, le donne di Casa Betania, ospiti, volontarie e operatrici di Caritas Ferrara, sfileranno nel chiostro di via Borgovado 7 indossando abiti realizzati con meravigliosi tessuti Wax africani, cuciti su misura da Bakary Kone, sarto diventato operatore a sua volta.
Sarà una sfilata che racconterà storie di resilienza, incontro e rinascita.
L’evento permetterà di scoprire, in un modo del tutto nuovo e originale, uno dei giardini più suggestivi e nascosti di Ferrara: il chiostro medievale di Casa Betania, normalmente chiuso al pubblico, oggi luogo vivo di accoglienza, cultura e integrazione.

Il chiostro

Costruito nel 1477 per volere di Ercole I d’Este questo spazio ha attraversato i secoli trasformandosi in orfanotrofio, asilo, casa per studenti stranieri e oggi centro Caritas per donne e bambini in difficoltà.
Conserva l’antica struttura dell’Hortus Conclusus: quattro aiuole simboliche attraversate da una croce, al centro un pozzo, fonte di vita e spiritualità. Un luogo dove ogni pianta ha un significato, ogni angolo racconta una storia di fede, cura e ripartenza.

La visita

Un’occasione speciale per conoscere da vicino e in “veste” diversa chi lavora con Caritas, visitare un chiostro normalmente non accessibile e lasciarsi emozionare da una sfilata che è molto più di un evento di moda: è un inno alla speranza.

Ti aspettiamo sabato 10 maggio alle 15:30 in via Borgovado 7.

Tutte le informazioni per prenotarsi le trovi qui: https://internoverde.it

Caritas Ferrara saluta il nuovo Papa Leone XIV

Caritas Ferrara si unisce a Caritas Italiana nel salutare il nuovo Papa Leone XIV, in latino Leo PP. XIV, in inglese Leo XIV, in spagnolo León XIV, nato Robert Francis Prevost a Chicago il 14 settembre 1955, che, dall’8 maggio 2025, è il 267º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 9º sovrano dello Stato della Città del Vaticano.Di doppia cittadinanza, statunitense e peruviana, essendo stato a lungo missionario in latinoamerica, è il secondo papa originario del continente americano (dopo il suo predecessore Francesco), il primo nella storia proveniente dagli Stati Uniti d’America, nonché il primo appartenente all’Ordine di Sant’Agostino.

“Una pace disarmata e una pace disarmante”, sono le prime parole di Papa Leone XIV.

La pace sia con tutti voi!

Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo Risorto, il buon pastore che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, a tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra. La pace sia con voi!

Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente. Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole ma sempre coraggiosa di papa Francesco che benediceva Roma!

Il Papa che benediceva Roma dava la sua benedizione al mondo, al mondo intero, quella mattina del giorno di Pasqua. Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione: Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. Grazie a Papa Francesco!

Voglio ringraziare anche tutti i confratelli cardinali che hanno scelto me per essere Successore di Pietro e camminare insieme a voi, come Chiesa unita cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari.

Sono un figlio di Sant’Agostino, agostiniano, che ha detto: “con voi sono cristiano e per voi vescovo”. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria che Dio ci ha preparato.

Alla Chiesa di Roma un saluto speciale! Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere come questa piazza con le braccia aperte. Tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo e l’amore.

Y si me permiten también, una palabra, un saludo a todos aquellos y en modo particular a mi querida diócesis de Chiclayo, en el Perú, donde un pueblo fiel ha acompañado a su obispo, ha compartido su fe y ha dado tanto, tanto para seguir siendo Iglesia fiel de Jesucristo.

[E se mi permettete una parola, un saluto a tutti e in modo particolare alla mia cara diocesi di Chiclayo, in Perù, dove un popolo fedele ha accompagnato il suo vescovo, ha condiviso la sua fede e ha dato tanto, tanto per continuare ad essere Chiesa fedele di Gesù Cristo.]

A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, di Italia, di tutto il mondo vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono.

Il messaggio dei vescovi italianiIn questo tempo, così tumultuoso per i conflitti che affliggono vaste aree del pianeta e i vari cambiamenti sociali e culturali in atto, continuiamo a lavorare «per la pace nel mondo». Le assicuriamo il nostro impegno per costruire ponti di dialogo, per soccorrere l’umanità sofferente, per essere sempre a servizio degli ultimi e dei più bisognosi.

Santità, può contare su di noi, sulle Chiese in Italia: vogliamo essere strumenti vivi per realizzare il sogno evangelico di diventare un’unica famiglia umana, «un solo popolo sempre in pace».
Leggi il messaggio integrale.

Il messaggio di Caritas Italiana

“La pace sia con tutti voi”. È stata la prima espressione dal Santo Padre Leone XIV che risuona oggi come una chiamata e un impegno per tutti noi.

Ringraziamo il Signore per questo dono e ci stringiamo attorno al nuovo Pontefice riconoscendo in Lui un messaggero di speranza er un mondo assetato di fraternità e di senso.

Troppe regioni del mondo sono ancora sconvolte dalle guerre; vaste popolazioni soffrono per disuguaglianze e povertà; milioni di persone sono costrette a migrazioni drammatiche lontano dalla propria terra. A queste crisi umanitarie si aggiunge l’urgenza della crisi ambientale, che minaccia la nostra casa comune e colpisce in particolare i più fragili.

Il Papa ci ha invitato a «costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace».

Facciamo nostro questo appello: continueremo a tessere ponti di fraternità e solidarietà, favorendo l’incontro e il dialogo ovunque operiamo. Ci impegniamo ad essere artigiani di pace nei territori e nelle periferie del mondo, perché la Chiesa sia sempre più segno di unità nella diversità e ogni persona possa sentirsi parte di un’unica famiglia umana.

Santità, può contare su di noi!

La Presidenza di Caritas Italiana – a nome della rete delle Caritas in Italia – Le assicura la preghiera, l’affetto e rinnova la volontà di camminare con Lei per servire i più poveri, per testimoniare la speranza e per essere, insieme, “Chiesa missionaria, una Chiesa sempre aperta a ricevere tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità”.

Le parole della Caritas peruviana

Durante la sua missione in Perù, papa Leone XIV ha lasciato più che solo parole: ha lasciato azioni.

In tempi difficili come la pandemia Covid e il ciclone Yaku, ha promosso opere sociali, ha visitato i più vulnerabili, ha raggiunto i luoghi dove c’era più bisogno.

Il suo lavoro di vescovo si è trasformato in cibo, riparo, istruzione e speranza. Una presenza che non solo ha toccato i cuori, ma ha anche cambiato le vite.

Leggi su ItaliaCaritas.it: “L’impegno Caritas di papa Leone”.

 

Medicinali ai bisognosi con Farmacie Comunali e Caritas Ferrara

La Farm…Amica dei più bisognosi: un progetto di Caritas Ferrara e Farmacie Comunali

Immaginate un buono regalo virtuale che permette a Caritas Ferrara di avere farmaci gratuiti da distribuire ai pazienti dell’ambulatorio medico di via Brasavola. E’ questo, in sintesi, il risultato del progetto sociale che vede coinvolte le Farmacie Comunali e Caritas Ferrara.

Lo spiegano nel dettaglio Luca Cimarelli e Paola Nocenti, Amministratore unico e Direttrice di Afm  – Farmacie Comunali di Ferrara: “In realtà già da diversi anni abbiamo rapporti con Caritas che finora si concretizzavano con la donazione di farmaci in determinati periodi dell’anno. Nel 2024 abbiamo deciso di “ristrutturare” la nostra carta fedeltà, la FarmAmica, e abbiamo inserito anche la possibilità, alla fine dell’anno, di donare ad un’associazione tutti o in parte i punti accumulati con la carta. Dovevamo trovare un partner e abbiamo pensato che Caritas fosse quello più idoneo. Alla fine dell’anno c’è il momento zero per chi possiede la carta, c’è chi non ha ancora usufruito dei punti o chi lo ha fatto ma si ritrova comunque con punti residui che non sono sufficienti per essere ulteriormente “spendibili” in farmacia. Nelle ultime settimane dell’anno le nostre farmaciste e i nostri farmacisti hanno illustrato a tutti i possessori questo progetto sociale: donare i punti a Caritas per poter acquistare farmaci gratuitamente, l’adesione è stata tanta e si è raggiunta una cifra importante: 7.359 euro”.

E adesso come vengono usati questi fondi?
“La farmacia di riferimento è la Farmacia del Naviglio – proseguono Cimarelli e Nocenti – che è logisticamente la più comoda, l’ambulatorio medico di Caritas settimanalmente invia richieste di farmaci, la farmacia li prepara e poi un incaricato dell’associazione si reca a ritirarli”.

Quello che succede nell’ambulatorio medico di via Brasavola lo raccontano Maria Teresa Stampi e Bakary Kone, operatori di Caritas: “Il medico di medicina generale o lo specialista di turno può prescrivere o consegnare direttamente farmaci che noi finora abbiamo reperito attraverso donazioni. Da febbraio è partito anche questo nuovo progetto con Farmacie Comunali, grazie al quale riusciamo ad essere ancora più specifici su determinati farmaci: per esempio viene fatta la prescrizione di un medicinale per un paziente che ha un problema particolare, la richiesta arriva alla Farmacia Del Naviglio, il farmaco viene recuperato e reso disponibile, poi il medico stesso lo consegna al paziente. Facciamo da tramite tra un utente che di solito non ha accesso a questo tipo di cure, perché non ha i mezzi per le medicine, e la farmacia”.

Essendo un progetto appena partito, ancora non ci sono dati, ma Caritas farà un report di metà percorso, dopo l’estate, e poi a inizio 2026, alla fine del progetto, per capire meglio  quanti e quali farmaci sono stati i più richiesti.

“E’ una bellissima iniziativa e noi ringraziamo Farmacie Comunali e tutta la popolazione ferrarese che ha aderito – sottolineano Maria Teresa e Bakary – ci sembra un dono meraviglioso, sicuramente va alle persone che ne hanno più bisogno, a volte servono proprio farmaci salvavita, farmaci per malattie croniche che magari costano poco ma quel poco è tanto per un povero, perché quando devi scegliere tra mangiare e comprare le medicine scegli il cibo. Spesso si tratta di persone che hanno poca consapevolezza della propria situazione sanitaria, si curano di meno e così si aggravano. Noi, con l’ambulatorio medico e con questi progetti, cerchiamo di rompere un circolo vizioso”.

Luca Cimarelli e Paola Nocenti ci tengono a ricordare come “la popolazione ferrarese quando è chiamata a dare testimonianza di solidarietà non si tira mai indietro, basti pensare che nelle giornate di raccolta del Banco Farmaceutico la Farmacia Porta Mare ha raggiunto il 3° e 4° posto a livello nazionale per il numero di farmaci raccolti e per il valore economico degli stessi. E comunque la raccolta è stata importante in tutte le farmacie. Per quanto riguarda il progetto con Caritas, il successo di questo primo anno è dovuto sia alla generosità dei cittadini ferraresi, sia al lavoro delle nostre farmaciste e dei nostri farmacisti”.

Il messaggio che arriva da questa iniziativa è incoraggiante: come detto la solidarietà a Ferrara esiste ed è forte, per Farmacie Comunali poi è di fondamentale importanza appoggiarsi a dei partner ben riconosciuti che possano garantire la filiera della donazione, da dove parte e dove arriva, “con Caritas abbiamo la tranquillità di un partner assolutamente affidabile, di grande umanità, sappiamo che le donazioni raccolte vanno a buon fine”.

La particolarità di un progetto sociale come questo sta nella capacità di rispondere a esigenze specifiche, si parte da necessità e bisogni concreti: “E’ quello su cui stiamo lavorando da anni insieme ai nostri medici volontari – raccontano gli operatori di Caritas – capire di cosa c’è bisogno veramente per cercare di venire incontro ai problemi di tutti evitando allo stesso tempo gli sprechi”. A volte basta anche solo uno sciroppo per la tosse a cambiare l’inverno di un bambino.

Per Caritas la donazione è importante, ma è importante anche il lavoro capillare che le farmacie riescono a fare “sulla carità e sulla solidarietà che a noi importano tanto quanto la donazione perché Caritas non è solo dono materiale è anche insegnare a donare alle persone: e quale strumento migliore di un progetto come questo per raggiungere l’obiettivo?”.

Questa possibilità, di donare i propri punti a iniziative sociali che partono dal territorio, Farmacie Comunali la rimetterà a disposizione dei possessori della FarmAmica a fine anno, poi deciderà a quale associazione “consegnare i punti”, nulla vieta che possa essere di nuovo Caritas.

Per chi volesse maggiori informazioni sull’ambulatorio medico di Caritas Ferrara:
https://www.caritasfe.it/portfolio-articoli/ambulatorio-medico/ 

 

Il pensiero di Caritas Ferrara per Papa Francesco

Alla vigilia del funerale di Papa Francesco, Caritas Ferrara ne vuole rievocare l’importanza nel tracciare un cammino, attraverso le parole dell’operatore sociale Michele Luciani.

Papa Francesco è stato vicino alla gente: il papa che ti telefona, ti scrive, ti abbraccia. Questa immagine che, per immediatezza, travalica anche il suo magistero, rende testimonianza di una Chiesa premurosa e “accessibile”. Certamente essa si presta a essere banalizzata. Tra i detrattori e i sostenitori del papà che fu Jorge Maria Bergoglio non so quanti abbiano letto le sue encicliche. Per una comprensione più meditata del suo magistero dovremmo di certo cominciare da lì: dal richiamo forte alla giustizia sociale, alla giustizia ecologica, alla giustizia economica, alla giustizia ultima di Dio. Ma resta tuttavia vivo nel ricordo – e credo che resterà a lungo come “tag” del suo pontificato, non solo verso i poveri e i diseredati della terra, com’è scontato, ma verso tutti, ricchi e potenti compresi, un sentimento di fraternità che, nella mia piccola esperienza di operatore Caritas, riconosco come un valore preziosissimo. Non è scontato che le opere di Carità, nei luoghi e nei servizi, siano espressione di fraternità. Esse possono diventare posti e strutture in cui si esercita la carità dentro un sistema di rapporti
che, pur richiamandosi a bei principi, tiene i poveri a distanza. Il francescanesimo di papa Francesco, proprio per la sua facile intellegibilità, ha efficacemente richiamato ognuno di noi a essere, innanzitutto, per gli altri, un buon cristiano, che si interessa, ti chiama per sapere come stai, si affaccia nella tua vita lì dove accade, negli affanni della quotidianità; si ferma, come faceva Gesù, a casa tua. Senza questa affabile prossimità quale carità è mai possibile?

Il Vescovo Perego ricorda Papa Francesco

“Ha presieduto nella carità la Chiesa, ricordandoci continuamente la scelta preferenziale per i poveri”

 

Il saluto del Vescovo

Per la comunità ferrarese di Caritas, si sono susseguiti giorni intensi di fede, raccoglimento, preghiera e cordoglio. Dopo la Santa Pasqua, il Lunedì dell’Angelo con la perdita di una guida spirituale che tanto ha fatto per i poveri, gli ultimi e gli emarginato a cui dedichiamo il nostro impegno quotidiano. Poi il 23 aprile, il giorno del nostro Santo Patrono San Giorgio, ha nuovamente riunito la comunità cristiana in una profonda riflessione, che ruota attorno alle parole che l’Arcivescovo di Ferrara e Comacchio Monsignor Gian Carlo Perego, presidente di Caritas Ferrara, ha indirizzato ai Presbiteri dell’Arcidiocesi per la morte di Papa Francesco.

“Cari Presbiteri,

la notizia della morte di Papa Francesco ci ha svegliato il Lunedì dell’Angelo, giorno pasquale, mentre le donne, “abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli” – ci ha ricordato la pagina evangelica di Matteo. Nel giorno di Pasqua Lui stesso, all’Angelus, ci aveva benedetto e augurato Buona Pasqua.

Ringraziamo e lodiamo il Signore per il dono di un Papa che ha presieduto nella carità la Chiesa, ricordandoci continuamente la scelta preferenziale per i poveri della Chiesa. Fino all’ultimo giorno, quando nel messaggio ‘urbi et orbi’, quasi un testamento, ha ricordato le violenze e i conflitti nel mondo, ma anche nelle famiglie, e “quanto disprezzo si nutre a volte verso i più deboli, gli emarginati, i migranti”, invitando tutti alla speranza. Lo accompagniamo, con le nostre comunità, nella preghiera, in questi giorni che precedono il rito delle esequie. Il Cristo risorto lo aspetta sulla porta della casa del Padre misericordioso”.

L’omelia di San Giorgio

Il tributo a Francesco è ritornato anche nell’omelia dell’Arcivescovo, nel giorno del Patrono di Ferrara. “Francesco, magistero profondo”, è il saluto di monsignor Perego.

«Subito il riferimento al patrono, San Giorgio, ma poi il ricordo di papa Bergoglio di cui, ieri, era l’onomastico. E’ cominciata così – come ha riferito il quotidiano locale Il Resto del Carlino di Ferraral’omelia dell’arcivescovo Gian Carlo Perego pronunciata nel corso dell’affollata messa della mattinata (animata dalla Comunità Shalom) nell’antica basilica oltre il Volano, dedicata appunto a San Giorgio.

In apertura il saluto del rettore del santuario don Giovanni Polezzo. Il titolare della nostra diocesi, da sempre vicinissimo a Francesco, ha voluto ricordarlo e ringraziarlo “per un Magistero ricco e profondo che ci ha orientati in questi dodici anni del suo Pontificato”. Più avanti, citando l’enciclica “Fratelli tutti”, Perego affermerà che occorre rifuggire la tentazione di attuare “una cultura dei muri, di alzare i muri, muri nel cuore, muri nella terra per impedire l’incontro con altre culture, con altra gente”.

Se questi sono stati i riferimenti diretti al Papa, altri passaggi dell’intervento dell’arcivescovo sono stati chiaramente in linea con l’insegnamento di Bergoglio: “La Chiesa che cresce dopo la Pasqua, che si diffonde nelle città – ha infatti osservato Perego – porta questo stile nuovo, di preferenza per gli ultimi, di prossimità, ma anche di amore alla verità e alla giustizia”. Valori e stili, dunque, traslati nella realtà odierna e cittadina dove la fede giunse con i cristiani e si rafforzò nei secoli: “Una fede che era capace di lasciarsi guidare anche dall’intelligenza, dalla cultura e che ha generato santi, profeti, che hanno avuto il coraggio di scelte radicali”: dalla Beata Beatrice d’Este a Santa Caterina Vegri, dal Beato Tavelli al profeta Girolamo Savonarola “che condanna l’usura e una politica che guarda solo l’interesse personale e familiare” fino “ai Servi di Dio del nostro tempo, Suor Veronica e Padre Marcello”.

Poi una domanda diretta sulla quotidianità: “C’è ancora fede in questa città?” La risposta per l’arcivescovo “non può che essere positiva. La fede attraversa, senza clamore le strade, le case, le famiglie, le chiese, i monasteri. E’ una fede di pochi? Non sono pochi che hanno la fede, forse sono pochi quelli che frequentano l’Eucarestia domenicale: tra il 5% e il 10%! Ma anche loro sono un tesoro della nostra città: un tesoro di fedeltà, di preghiera, di partecipazione alla vita delle nostre comunità parrocchiali e unità pastorali, di volontariato, di lavoro e di impresa, di sofferenza nelle case di cura, di fatica educativa”.

Infine l’analisi: “Forse c’è bisogno che questa fede, soprattutto di tanti laici, diventi più vita, movimenti maggiormente la nostra vita ecclesiale e sociale almeno su alcuni temi importanti per la vita della città: la solidarietà verso i più poveri, la lotta a ogni forma di violenza e l’impegno educativo per la pace, la cura degli anziani, la partecipazione alla vita politica, a partire dal voto”.

Sullo sfondo i problemi di sempre. La denatalità crescente e la vita che muore. E ancora: la famiglia con le sue difficoltà: “Senza famiglia la città continua a morire. Sulla famiglia cristiani e non cristiani si devono interrogare insieme”. La concretezza della fede incarnata: “La famiglia ha bisogno di una casa. Il tema, vitale, non può essere lasciato solo al mercato, ma ha bisogno di un nuovo impegno pubblico”. Alla famiglia occorre anche “un ambiente curato, non inquinato e luoghi educativi che la supportino”. La scuola dal canto suo non basta ma va affiancata da “associazioni e centri giovanili, esperienze diverse, sportive, musicali, la stessa contrada, che offrano non solo luoghi, ma cammini educativi, relazioni importanti per la crescita e le scelte dei giovani, con figure educative al fianco”».

Una settimana di lutto

Il Governo ha indetto 5 giorni di lutto per ricordare la perdita di Papa Francesco. Una settimana che sarà scandita da diversi momenti:

– si invita a celebrare in parrocchia, nei santuari e in ogni oratorio pubblico una Santa Messa per il Pontefice defunto (Messale Romano, pp. 877-878), scegliendo le letture dal Lezionario delle Messe rituali (ivi pp. 598-675)

– per nove giorni, a partire dalla sua scomparsa, ricorderemo Papa Francesco nel ‘memento’ dei defunti del Canone

– si omette la menzione del Papa al ‘memento’ dei vivi

– in seguito alla comunicazione ufficiale della data delle esequie del Santo Padre Francesco fissate per sabato 26 aprile alle ore 10, la veglia di preghiera prevista nella stessa sera in Cattedrale a Ferrara a partire dalle ore 21, viene anticipata a venerdì 25 aprile nel medesimo luogo e orario.

– oltre che in Cattedrale a Ferrara, anche nella Concattedrale di Comacchio si terrà una veglia di preghiera sempre venerdì 25 aprile alle ore 21

Domenica prossima, domenica della Divina Misericordia, siamo invitati in tutte le celebrazioni eucaristiche a ricordare il defunto Papa Francesco con la seguente preghiera dei fedeli: “Per il nostro Papa Francesco: perché contempli in eterno il mistero di pace e di amore che Egli come vicario di Pietro e pastore della Chiesa dispensò fedelmente alla tua famiglia. Preghiamo”.

 

“Il Premio Stampa è di volontari e operatori, una presenza viva, reale, “tutta sostanza””

“Questo è un premio che va a tutti i volontari e agli operatori” con queste parole Michele Luciani, uno degli operatori di Caritas Ferrara, ha ritirato, insieme al presidente Monsignor Gian Carlo Perego, vescovo della Diocesi di Ferrara e Comacchio, il Premio Stampa 2025, assegnato il 5 aprile scorso dall’ Associazione Stampa Ferrara. Un premio ricevuto “per l’impegno e il valore del ruolo che Caritas riveste nel promuovere e testimoniare la carità della comunità ecclesiale a vantaggio di chi è in forte difficoltà”.

“Quando si è saputo che il premio sarebbe andato a Caritas – racconta Luciani – si è subito percepito l’ entusiasmo, perché in qualche modo ogni volontario sentiva di essere stato premiato lui, che attraverso di lui fosse stata premiata la Caritas e viceversa e questo testimonia il valore della comunità che dà senso al nostro servizio quotidiano, un servizio immune dal rischio della vanità. Ciò che fanno i volontari è tutta sostanza. La loro testimonianza è nella vicinanza ai poveri, alle persone sole, ai malati, ai reclusi, alle famiglie in difficoltà, ai migranti. La ricchezza di voci, il racconto corale e di comunità che si crea con tutto questo fa di Caritas una presenza viva e reale”.

“La Caritas è il volto della Chiesa nei confronti degli ultimi – sottolinea Monsignor Perego – e vive di questa rete di volontariato, di queste testimonianze di carità di ogni cristiano e del gran lavoro del direttore Paolo Falaguasta e di tutti gli operatori”.

Il vescovo ha poi voluto ricordare come da sempre Caritas ritenga la comunicazione un elemento che merita molta attenzione: “I messaggi, le campagne di informazione, sono fondamentali per far conoscere una realtà sicuramente difficile e complessa ma anche le risorse che ne fanno parte e che si impegnano ogni giorno per cercare di migliorarla”.

Di seguito una piccola rassegna stampa, a proposito di comunicazione, sul Premio Stampa:

Il Resto del Carlino:

La Nuova Ferrara:

Estense.com: https://www.estense.com/2025/1127245/premio-stampa-alla-caritas-diocesana/

Cronaca Comune: https://www.cronacacomune.it/notizie/55257/premio-stampa-2025.html

Telestense: https://www.telestense.it/il-premio-stampa-2025-assegnato-alla-caritas-diocesana-20250405.html


ANSA
https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2025/04/05/monsignor-perego-riceve-il-premio-della-stampa-ferrarese_10e38ef6-dce5-49dc-891c-c25cca738ece.html

ASSOCIAZIONE STAMPA E-Rhttps://www.aser.bo.it/ferrara-consegnato-alla-caritas-il-premio-stampa/

FEDERAZIONE STAMPA ITALIANAhttps://www.fnsi.it/ferrara-il-premio-stampa-2025-alla-caritas-diocesana

ASSOCIAZIONE STAMPA FERRARAhttps://www.assostampaferrara.it/consegnato-il-premio-stampa-alla-caritas-diocesana/

Qui le parti della diretta della consegna del premio:

PARTE 1: https://www.facebook.com/share/r/1YjzkNWDVy/

PARTE 2: https://www.facebook.com/share/r/1RUxYTbvAC/

PARTE 3 (con la consegna vera e propria): https://www.facebook.com/share/r/15RzpAYKwC/

E qui potete vedere il video che abbiamo realizzato per l’occasione: https://www.facebook.com/caritasferrara/videos/9543192795787612

Grazie a tutti coloro che spendono tempo, risorse e parole per essere sempre e comunque dalla parte degli ultimi: condividiamo questo premio con voi!

Consegnato a Caritas Ferrara il Premio Stampa 2025

Il fenomeno delle povertà nelle sue diverse declinazioni, le risposte ai bisogni crescenti delle persone che ne soffrono, l’impegno quotidiano di coloro che le ascoltano e le aiutano. Inoltre, il legame di tutto ciò con il mondo dell’informazione e il ruolo dei giornalisti. Questi i temi del Premio Stampa 2015 che si è svolto sabato 5 aprile a Palazzo Naselli Crispi, organizzato da Associazione Stampa Ferrara e Associazione Stampa Emilia Romagna.

La cerimonia

Momento culminante della mattinata la cerimonia di premiazione della Caritas diocesana Ferrara e Comacchio, riconoscimento attribuito dall’assemblea dei soci di AsFe all’organismo pastorale “per l’impegno e il valore del ruolo che riveste per promuovere e testimoniare la carità della comunità ecclesiale a vantaggio di chi è in forte difficoltà”. A ritirare il premio – un’opera realizzata dalla studentessa del Liceo artistico “Dosso Dossi” Martina Taddia e consegnata dalla presidente di AsFe Antonella Vicenzi – è stato l’arcivescovo monsignor Gian Carlo Perego, affiancato dagli operatori e dai volontari Caritas.

Gli interventi

La cerimonia, condotta da Stefano Ravaioli e ospitata nella splendida sede gentilmente concessa dal Consorzio Bonifica Pianura di Ferrara, è stata preceduta da un corso di formazione, perfezionato con l’Ordine dei giornalisti e la Fondazione giornalisti dell’Emilia Romagna, dal titolo “Vecchie e nuove povertà: il ruolo dell’informazione”. Dopo i saluti di Paolo Maria Amadasi (presidente Associazione ) e l’introduzione di Antonella Vicenzi, sono intervenuti monsignor Gian Carlo Perego (sul tema “Fili d’erba tra le crepe: Rapporto povertà 2024 di Caritas Italiana”), il direttore di Caritas italiana don Marco Pagniello su “Mi fido di noi – Il progetto di microcredito della Caritas per il Giubileo: in sostegno e aiuto alle persone e alle famiglie in difficoltà”, il vicario della Diocesi monsignor Massimo Manservigi (“Un direttore speciale nella storia della Caritas diocesana: un ricordo di Mons. Paolo Valenti, scomparso nel 2022, per 20 anni guida della Caritas cittadina) e Matteo Naccari (segretario generale aggiunto Federazione Nazionale della Stampa Italiana) sull’argomento “Povertà e Pil: come leggere i dati e raccontarli senza distorsioni”, al quale ha collegato la crisi che vive il settore dell’informazione e la mobilitazione del sindacato nelle vertenze in corso a tutela dei cronisti e per un giornalismo di qualità al servizio dei cittadini. A coordinare Alberto Lazzarini (vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna). Ai relatori è stata donata una litografia celebrativa dei 130 di vita di AsFe, opera dell’artista Gianni Cestari.

Le autorità

Alla giornata – che ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del Comune e della Provincia di Ferrara – sono intervenuti il prefetto Massimo Marchesiello, il presidente della Provincia Daniele Garuti, i consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Paolo Calvano, l’assessore comunale Cristina Coletti, il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara Stefano Calderoni, rappresentanti di Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. L’appuntamento è per le prossime iniziative organizzate in concomitanza del 130esimo anniversario della fondazione di AsFe.

Caritas Ferrara per l’emergenza terremoto in Myanmar

Alle diseguaglianze socioeconomiche, alla fortissima instabilità politica, alla presenza di diversi
eserciti irregolari, ai regolari scontri a mano armata, ai bombardamenti che colpiscono soprattutto
la popolazione civile, si aggiunge questa nuova emergenza umanitaria.

Caritas Ferrara si unsice alla Caritas Italiana nelll’esprimere solidarietà alla popolazione colpita.

L’appello

“Le persone hanno bisogno di cibo, di un riparo, di medicine e di tutti i generi di prima necessità. Più di ogni altra cosa, il nostro popolo ha bisogno di pace, non dell’angoscia che si scatena a causa della crisi multidimensionale”. Card. Charles Bo, arcivescovo di Yangon

 

La solidarietà della CEI

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana esprime solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma che venerdì 28 marzo ha devastato il Myanmar, con impatto anche su altri Paesi. Il terremoto, con epicentro nella regione di Mandalay, ha provocato migliaia di morti, feriti e sfollati oltre a distruggere abitazioni e infrastrutture.

“Ci facciamo prossimi alle sorelle e ai fratelli del Myanmar: a loro giunga il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Preghiamo per le vittime, tra cui tantissimi bambini, e per i loro familiari, assicurando il sostegno delle nostre Chiese”. Card. Matteo Zuppi, presidente della CEI

Per far fronte all’emergenza, la Presidenza della CEI ha deciso un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: servirà per i primi soccorsi, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con KMSS (Karuna Mission Social Solidarity, la Caritas in Myanmar) e con la rete internazionale della Caritas.

È possibile contribuire agli interventi di Caritas Italiana per l’emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Emergenza Myanmar” tramite:

Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111
Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474
Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013
UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119

Il terremoto

Il 28 marzo 2025, alle 12:50, un potente terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito il Myanmar centrale con
epicentro vicino a Sagaing, circa 34 chilometri a nord della città. Il terremoto ha avuto un forte impatto
nelle principali città, tra cui Yangon, Mandalay, Naypyidaw, Sagaing, Aungpan, Bago, Kalay, Magway,
Kyaukse, Muse e Yinmapin e alcune parti di Shan East e Taunggyi. Di conseguenza, ci sono stati danni
significativi ai servizi pubblici e alle infrastrutture quali monasteri, moschee, pagode, seminari e chiese,
scuole, ospedali, banche, alberghi, aeroporti, edifici residenziali, ponti, strade ad alta percorrenza. La
fornitura di elettricità e le telecomunicazioni sono rimaste interrotte in molte regioni del Myanmar. I gruppi
di volontariato, la popolazione locale e le organizzazioni non governative presenti sul posto hanno
effettuato le operazioni di evacuazione e di monitoraggio per valutare la portata e l’impatto dei danni. Le
autorità hanno cominciato a valutare i danni e coordinano gli sforzi di risposta all’emergenza.
Il terremoto è arrivato senza preavviso, causando distruzioni diffuse e colpendo gravemente i civili che non
hanno avuto il tempo di prepararsi. L’impatto si è esteso ai Paesi limitrofi – Tailandia e Bangladesh – con
forti scosse in alcune parti della Cina e dell’India.

La devastazione

Le strade e le vie di comunicazione sono danneggiate o interrotte e gli spostamenti verso le località colpite
sono limitati.
Il terremoto ha provocato interruzioni di corrente e ha interrotto le linee di comunicazione. I dettagli su
feriti e morti sono ancora in fase di identificazione, al momento si parla di 1.700 morti ma il numero è
purtroppo destinato a salire. I soccorritori sono ancora al lavoro per salvare i superstiti, evitare possibili
epidemie, liberare i primi detriti.
Il Comitato nazionale per la gestione dei disastri naturali del Myanmar ha dichiarato lo stato di emergenza
in molte regioni del Myanmar, come Mandalay, Sagaing, Magway, Bago, la zona nord-orientale dello Stato
Shan e l’area del Consiglio di Naypyidaw. Migliaia di persone a Mandalay sono rimaste in strada e nei luoghi
pubblici per tutta la notte a causa delle preoccupazioni e dei timori per le prossime scosse di terremoto.

Le conseguenze

Il Myanmar vive una situazione molto complessa sotto diversi punti di vista. Alle diseguaglianze
socioeconomiche, si aggiunge la complessità della multietnicità del tessuto sociale, la presenza di molti
eserciti irregolari afferenti ai gruppi ribelli interni e la gravissima instabilità politica. Dopo decenni di
dittatura militare, e durante un breve tentativo democratico, nel 2021 un colpo di stato ha riportato al
potere i militari e da allora la Giunta militare guida il Paese. Gli scontri aperti e armati in molte zone del
Paese sono sempre stati presenti, con l’esercito nazionale che combatte contro i gruppi armati dei ribelli. In
tutta questa volatilità politica e sociale si innesta questa nuova tragedia umanitaria.

Caritas in Myanmar

La Caritas nazionale del Myanmar (KMSS, Karuna Mission Social Solidarity) e gli uffici diocesani hanno attivato e mobilitato il team per assistere la diocesi di Mandalay che è la più colpita. L’ufficio nazionale KMSS si sta coordinando con la diocesi KMSS-Mandalay per il piano di valutazione e risposta rapida dei bisogni. Dopo quattro ore in cui le scosse si sono ripetute, KMSS è stata in grado di organizzare la sessione di orientamento alla valutazione rapida dei bisogni con la partecipazione di alcuni uffici diocesani.

“I team dei soccorritori sono riusciti ad arrivare a Mandalay, la zona più colpita dal sisma del Myanmar. Le difficoltà delle prime ore sono state le comunicazioni interrotte, non solo telefono e internet, ma anche quelle fisiche, con i ponti crollati e le strade inagibili. Ora è dunque cominciata la raccolta dei bisogni, per poi lanciare operazioni di risposta di primissima emergenza. Tutto questo mentre si scava a mani nude per salvare vite umane”.

A parlare della situazione in queste ore in Myanmar è Beppe Pedron, responsabile dei progetti in Asia per Caritas Italiana. “Presto si porrà il problema delle abitazioni perché la maggior parte, nella zona dell’epicentro, sono andate distrutte e serviranno dei rifugi semipermanenti. Non vanno bene le tendopoli – spiega Pedron all’ANSA – che in queste occasioni vengono installate per la prima emergenza, perché in quella zona sono in arrivo anche i monsoni, tra giugno e luglio”. Una emergenza, dunque, nella emergenza, per un Paese da anni anche piegato dalla guerra civile. “È difficile fare previsioni puntuali ma per una ricostruzione, non solo fisica ma anche del tessuto sociale saranno necessari non meno di cinque anni”, afferma l’operatore Caritas.

Mi fido di Noi: il progetto di microcredito di Caritas Ferrara

Tra i gesti di carità e solidarietà concreti che possono arricchire, non solo materialmente, ma anche emotivamente questa Quaresima che ci accompagna verso la Pasqua, da qualche giorno c’è anche la possibilità di fare donazioni per contribuire alla crescita del progetto di microcredito “Mi fido di Noi”, dove il “noi” rappresenta l’intera comunità capace di sollevarsi e sollevare insieme a sè chi è più fragile, per continuare un cammino tutti insieme.
Si tratta di un progetto nazionale promosso da Caritas Italiana e dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) cui Caritas Ferrara ha aderito.

Cos’è il microcredito

Il microcredito sociale è uno strumento della cosiddetta micro finanza, nello specifico un servizio di piccoli crediti per tutte quelle persone che non riescono ad accedere al sistema finanziario tradizionale principalmente perché non sono in grado di offrire garanzie.
«Il progetto mira ad aiutare quelle persone e famiglie vulnerabili che si trovano in una situazione di fragilità economica e spesso anche sociale – spiega Maria Teresa Stampi, una delle operatrici di Caritas Ferrara che si occuperà di seguire l’iniziativa – purtroppo questa fragilità si traduce in forme di esclusione sempre più gravi».

Come funziona

La prima fase di questo progetto riguarda l’aspetto più strettamente economico, in altre parole bisogna trovare i fondi: l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio contribuirà fornendo un importo minimo di ingresso di 27.000 € (corrispondenti a 0,10 €/cent per abitante della Diocesi). «Questi fondi possono essere aumentati dalle donazioni – sottolinea Maria Teresa – e la cifra raccolta entro la fine del periodo di Quaresima verrà raddoppiata dal Fondo Centrale della CEI. Le donazioni al progetto naturalmente potranno continuare anche dopo ma non verranno più raddoppiate».
Il passo successivo riguarderà la formazione di operatori e volontari su un tema complesso come il microcredito, e già da ora chi fosse interessato può rivolgersi a Caritas per avere maggiori informazioni.
Al progetto “Mi fido di Noi” verrà dedicato uno spazio all’interno del nuovo centro diurno, qui saranno raccolte le richieste per essere poi valutate con il supporto della Fondazione Antiusura “San Bernardino” di Milano. «Siamo ancora un po’ lontani da questa terza fase per poter dare informazioni dettagliate – specifica Maria Teresa – sicuramente i finanziamenti, che potranno andare da un minimo di mille a un massimo di 8mila euro, verranno erogati sulla base di una progettualità sostenibile, con un piano di rientro monitorato del credito senza interessi. I rimborsi da parte dei beneficiari torneranno poi nelle disponibilità della Diocesi per nuovi finanziamenti. Le persone e le famiglie che entreranno nel circuito del microcredito verranno accompagnate lungo tutto il percorso di sostegno economico e di educazione finanziaria dagli operatori e dai volontari, avranno supporto lungo la strada dell’autonomia economica per poter creare reti sociali all’interno delle comunità».

Una sfida per il bene della comunità

È la prima volta che Caritas Ferrara si occupa di un progetto di microcredito, una bella sfida per operatori e volontari che hanno bisogno quindi dell’aiuto di tutti per poter far funzionare un’iniziativa così importante. «Chiediamo a tutte le comunità di farsi promotrici del progetto “Mi fido di Noi”, di darne visibilità e di impegnarsi materialmente e spiritualmente in questo cammino di condivisione per dare significato reale al Giubileo della Speranza. Papa Francesco ha detto “Dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante”. Da soli si è sempre più fragili ma insieme, sostenuti da una maglia di rapporti e di relazioni, si può davvero riaccendere la speranza».

Come contribuire

Chi volesse contribuire, con qualsiasi cifra, al progetto, può farlo donando tramite bonifico intestato all’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, con CAUSALE: Quaresima di Carità 2025, sull’IBAN: IT03D0538713004000002957007.
Ci fidiamo e affidiamo a voi!