Quattro piccoli fiorellini

Alla fina di maggio quattro ragazze accolte nella nostra comunità sono venute da noi con una richiesta importante, ma non immaginavamo quanto. Quattro madri, timidamente, ci hanno chiesto di poter battezzare i loro bambini e, con nostra grande emozione, di essere i loro padrini e madrine.

Abbiamo contattato la parrocchia di San Benedetto, la quale in passato già aveva coinvolto le ragazze della nostra comunità nelle proprie attività, e Don Gigi si è reso subito disponibile ad accompagnare le ragazze e i loro piccoli in questo cammino.

Le quattro mamme hanno dapprima conosciuto i due catechisti Giuseppe ed Eleonora che, con entusiasmo e premura, hanno organizzato una serie di incontri di preparazione al sacramento poi il 22 giugno c’è stato l’incontro in Chiesa insieme a Don Gigi.

E finalmente domenica 23 giugno, durante la Messa della 10.00, i quattro piccoli fiorellini hanno ricevuto il Battesimo circondati dall’affetto dei genitori, delle persone a loro care e avvolti dall’abbraccio della comunità di San Benedetto.

 

In viaggio sul fiume

Esattamente un anno fa (7/07/2018) alle 8.00 in punto un gruppo di 22 ragazze e 3 bambini si sono dati appuntamento sul listone partendo con una lunga camminata fino in darsena dove era attraccata la Nena, un bellissimo battello fluviale che ci avrebbe accompagnati lungo il Po di Volano fino a Fossalta, destinazione: azienda agricola “ La Fattoria di Zia Isa”. Gli unici attivi alle prime luci di quel sabato mattina erano i bambini, ma la passeggiata ha risvegliato anche noi ragazze, per arrivare giuste giuste all’imbarco. Foto di rito e via in fila indiana per attraversare il ponte e già l’equilibrio beccheggiava, meglio mettersi sedute.

Ci trovavamo in un ambiente completamente nuovo, non avevamo mai guardato la città dalle sue vie fluviali. Un piacevole disorientamento, ma non è sempre così…quando si arriva in una nuova città di un Paese straniero si fa naturalmente fatica ad orientarsi e tantomeno si conosce il territorio al di fuori delle mura cittadine. Oltre al disorientamento linguistico, culturale e sociale, ci si trova di fronte ad uno spaesamento geografico ed ambientale, questo può portare a rinchiudersi in una routine spaziale limitata a pochi e rigidi percorsi, che portano sempre negli stessi luoghi, incontrando sempre le stesse persone.

Quel giorno abbiamo rotto gli schemi sperimentando un ampliamento geografico degli orizzonti cittadini e ambientali. In particolar modo per  l’importante presenza di vie fluviali che attraversano la città di Ferrara ed il mare che bagna le zone costiere della provincia, l’acqua è un elemento fondante che scorre nel corpo del territorio, influenzandone storia, evoluzione e prospettive future e ci è sembrato opportuno sfruttare l’opportunità di una riconciliazione con questo elemento. Infatti nelle storie personali non sempre fiumi e mari possono essere ricollegati a momenti sereni della propria vita, questo viaggio è stato un modo per riaccostarsi all’acqua in primis non come elemento foriero di barriere e perdita, ma al contrario come naturale elemento vivificante, comunicativo e capace di creare connessioni relazionali.

Ripercorrere le arterie fluviali del ferrarese partendo dalla civiltà moderna per  giungere agli albori della natura, significa navigare a ritroso accostando alla ricerca delle origini territoriali la riscoperta delle proprie radici, creando legami emotivi e nuovi ricordi in cui s’intrecciano storia personale e terra in cui si vive. Gli accoglienti e gentilissimi proprietari della Nena ci hanno fatto da ciceroni lungo tutto il percorso rispondendo con pazienza a tutte le domande e raccontandoci la storia dei luoghi che attraversavamo.

Sono fioriti ricordi e racconti, dopo un’ora e trenta minuti siamo sbarcati nei pressi della “Fattoria di Zia Isa”. Zia Isa in persona è venuta ad accoglierci al cancello dell’azienda e ci ha guidato alla scoperta di animali, alberi, piante officinali ed erbe aromatiche. I pavoni hanno riscosso un successo enorme per le loro code meravigliose, come anche i piccoli e soffici coniglietti per la loro dolcezza. Dopo qualche richiesta se ci fossero anche i leoni e la raccolta di qualche frutto, ci siamo accomodati tutti sotto gli alberi per un pasto al sacco di tutto rispetto.

Infine dopo le ultime carezze e foto con gli animali, abbiamo salutato Zia Isa per tornare all’imbarcazione. La Nena ci attendeva per tornare a casa. L’acqua ha cullato il nostro ritorno, piacevolmente stanchi a fine gita, qualcuno si è persino abbandonato al sonno. Salutandoci sul molo in Darsena ciascuno di noi si è portato con sé nuovi ricordi, nuove prospettive, nuovi orizzonti possibili.

Maria Teresa Stampi

Operatrice

 

 

Gita alle Dune Fossili di Massenzatica

In data 22 maggio 2019 io assieme a Madeleine, Manein e Clara, tre ragazze africane, sono andata a visitare le Dune Fossili di Massenzatica.
E’ un posto molto bello e interessante.
La Riserva Naturale Orientata Dune Fossili di Massenzatica custodisce l’ultimo relitto di dune costiere fossili dell’Età del Bronzo che si può ammirare nella Regione.
Nella Riserva trovano ospitalità piante e animali tipici degli ambienti delle sabbie, tra cui alcune specie rare, ma l’area è anche un’oasi di rifugio per la flora e la fauna tipiche della pianura.

Aparaschivei Andreea
(Volontaria Servizio Civile Universale)

 

I Paesaggi dell’Accoglienza 🗺📌 Interno Verde

Il chiostro di Casa Betania quest’anno ha partecipato all’iniziativa di Interno Verde. Da un anno a questa parte la dottoressa Pittini, medico volontario negli ambulatori Caritas, si è presa cura con costanza delle quattro aiuole che compongono il nostro giardino, cercando di ricostruire l’architettura paesaggistica originaria, curando la disposizione simbolica di ogni pianta e fiore. Alcune donne richiedenti asilo ospiti di Casa Betania hanno aiutato nella pulizia e nella presentazione della storia, struttura e simbologia del giardino in tre diverse lingue: italiano, inglese e francese.

La collaborazione con i volontari di Interno Verde è stata fruttuosa e positiva, i ragazzi che accoglievano i visitatori sono stati educati e deliziosi, seguiti da organizzatori sempre attenti e disponibili. Così per la prima volta abbiamo aperto le porte di Casa Betania senza aspettarci un afflusso tanto abbondante ed entusiasta di visitatori, ma è stata un’occasione per mostrare i servizi Caritas e il Progetto Accoglienze da un nuovo punto di vista.

Partire dal centro del nostro giardino, da quel pozzo fonte di vita, è uno sguardo che si affaccia sul lavoro dei nostri medici volontari grazie ai quali teniamo aperti ambulatori di medicina generale, un ambulatorio ginecologico e un ambulatorio pediatrico. Allo stesso tempo è uno sguardo sulle aule di italiano e sui giochi dei bambini, è uno sguardo verso quelle finestre cui si affacciano paesi, culture e lingue diverse che pur nella differenza e a volte con qualche difficoltà imparano a convivere, a comunicare. L’acqua è vita per tutti e da lì tutto parte quali che siano gli archetipi che danno forma e struttura al nostro mondo, siamo noi a significarli ogni giorno. La bellezza che guardiamo nei giardini possiamo osservarla nell’umanità che nasce, cresce, appassisce e rinasce ancora con fiori sempre nuovi, con storie sempre diverse, ciascuna racchiude il seme delle proprie scelte e tra un pasto caldo ed un vestito donato ci sono le vite che incontri….e Interno Verde è stato un ulteriore terreno di incroci! La signora Anna Maria Z. 74 anni fa frequentava l’asilo interno a Casa Betania e con un’emozione contagiosa ricorda il suo grembiulino a scacchi e il grande fiocco rosso portato con orgoglio sopra il cappellino. Allora piangeva davanti al portone dell’entrata oggi speriamo di averle regalato un sorriso e forse qualche lacrima tra le nostalgie della memoria, lei a noi ha regalato il filo rosso dell’accoglienza che da sempre caratterizza la storia di questo luogo.

 

GITA AL MUSEO DI STORIA NATURALE!

L’idea nasce durante una normalissima lezione di italiano: “Sapete cos’è un museo?! No?! Ottimo! Allora si va!”
E dopo circa due settimane… eccoci al museo di Storia Naturale di Ferrara!

Lo scopo della gita era quello di regalare alle ragazze un piacevole momento formativo che risultasse utile ma, allo stesso tempo, divertente. Mi ha fatto molto piacere vedere che c’è stata molta partecipazione da parte della ragazze, le quali hanno dimostrato molto interesse  per la lezione facendo tante foto e tante domande. Infatti, dopo quasi due ore  di tour, il desiderio di imparare cose nuove era ancora alle stelle!
La cosa più bella di questa esperienza è stata che durante la visita c’è stato uno reciproco scambio culturale. infatti non solo loro hanno appreso qualcosa di nuovo ma anche io stesso ho imparato tante cose nuove sulla loro cultura, sul loro stile di vita e sul loro modo di vedere le cose.
In conclusione posso dire che  l’obiettivo che mi ero prefissato  non solo è stato raggiunto con successo, ma ha addirittura superato le mie aspettative poiché non pensavo avrebbero mostrato così tanto interesse  e partecipazione  nei confronti di un’attività di cui prima d’ora  non avevano mai avuto esperienza.

Carlo Serico
(Volontario Servizio Civile Universale)

 

Ciao, Lucia!

Gli operatori e i volontari della mensa Caritas si stringono commossi nel ricordo dell’amica Lucia Alvisi, che ci ha lasciati venerdì 19 aprile.

Con gioia e dedizione Lucia è stata per dieci anni una presenza costante ai fornelli della mensa Caritas, animando con la sua vigorosa allegria il pranzo del sabato.

Sempre disponibile, non ha mai fatto mancare il suo aiuto neppure a Natale.

Preghiamo perché possa ora sedersi “ben comoda” alla mensa del Padre, e continuare di lassù a infondere spirito ed energia al nostro servizio.

Casa Betania, accoglienza per donne e minori.

E’ online lo spot della nuova campagna 8×1000. Girato lo scorso maggio all’interno del nostro centro di accoglienza, Casa Betania, lo spot vede come protagoniste alcune delle nostre nostre ragazze affiancate dagli operatori che, quel giorno, assieme a loro hanno partecipato alle riprese.

La ricordiamo come una giornata impegnativa, ma sicuramente piena di grande soddisfazione. Non c’è per noi gioia più grande del poter mostrare ciò che, nel nostro piccolo, riusciamo a fare ogni giorno per tutte le nostre ospiti ed i nostri bambini.

Vi lasciamo dunque con lo spot realizzato dalla CEI ed un immenso grazie a tutti coloro che, sin dall’apertura del centro ci supportano e ci spingono ad andare avanti, a migliorarci ed a migliorare il nostro operato.

Sul sito dell’8×1000, potete trovare la pagina dedicata al nostro progetto: Casa Betania, accoglienza per donne e minori.

PULIZIE DI PRIMAVERA

Ritrovo ore 8.30 a Casa Betania: dodici eroiche volontarie hanno colto l’occasione per vivere un sabato mattina all’aperto all’insegna della cura dell’ambiente e dell’ecologia. Assieme a tanti altri volenterosi hanno partecipato all’iniziativa “Ferrara mia Insieme per la cura della città – Pulizie di primavera nelle aree verdi” organizzata da Legambiente, Centro Idea e Urban Center, promossa dal comune di Ferrara.

Alle nostre paladine, con guanti e pinze di raccolta al posto di scudi e spade, è stato assegnato un tratto del sottomura, ma prese dall’entusiasmo hanno ampliato lo spazio d’azione calandosi persino in un canale discretamente alto in modalità Spiderman pur di adempiere alla responsabilità del loro ruolo.

Tanti sorrisi, risate e sole e, infine, un meritato gelato… e carta nel pattume della differenziata!

DIETRO LE QUINTE

A metà Gennaio è iniziata una bellissima collaborazione con l’associazione Papa Giovanni XXIII, tre operatrici dell’associazione hanno incontrato sei ragazze accolte nel nostro centro per spiegare loro da dove partisse l’idea di una libera sfilata di abiti dal titolo “Mai più schiave”. Il discorso sulla dignità della donna, sul suo sorriso che nessuno ha il diritto di toglierle, sulla sua bellezza e consapevolezza  della propria unicità è stato accolto da un silenzio carico d’emozione. Un attimo sospeso nel tempo dove ogni donna in quella stanza aveva presente più che mai almeno un’occasione in cui le era stato tolto il sorriso, quanto le fosse costato recuperarlo. L’applauso partito dalla più giovane è stato contagioso come un incendio tra l’erba secca ed ha sancito l’inizio dei lavori. Tra prove d’abiti, scarpe, capelli, le operatrici dell’associazione hanno fatto in modo che i vestiti si adattassero perfettamente alle ragazze. Infine il giorno dell’evento dopo un pomeriggio di prove ed una cena insieme ecco arrivare il pubblico sempre più numeroso. Vestiti pronti per il cambio veloce, capelli acconciati ultimi leggeri ritocchi al trucco e tanta, tanta emozione. Dietro le quinte si respirava l’agitazione da palcoscenico e la voglia di sbirciare il pubblico da dietro le tende era a stento trattenuta. Presentazione, video e testimonianze di esperienze degli operatori dell’associazione hanno attraversato il pubblico tornando come un riflesso tra le ombre del palco mentre una mamma tra le modelle allattava la sua bambina nell’attesa. Ad un tratto si sono abbassate le luci, è partita la musica e la voce della presentatrice è stata il segnale d’inizio per il primo passo. Bellissime, eleganti, simpatiche e spontanee, non erano i vestiti, ma le donne che li indossavano ad essere le vere opere d’arte vive e vivificanti. Si muovevano leggere con i sorrisi che aprivano i loro volti contagiando occhi vellutati, capaci di trasmettere la profondità di emozioni e vissuti al di là di possibili inimmaginabili. La serata si è conclusa tra gli applausi e i balli delle ragazze sul palcoscenico, compresa la nostra più piccola comparsa d appena un anno e mezzo, l’ultima ad abbandonare le luci della ribalta.

 

Formazione Servizio civile: noi s’annamo a diverti’…

Sì, va bene l’analisi di caso: al Centro di accoglienza, Lucky ha rubato dalla dispensa il cibo di Yussuf, Yussuf ha insultato Lucky, Lucky ha tirato un cazzotto in faccia a Yussuf, e si è scatenata la rissa di tutti contro tutti. Che fare? Sono tensioni che in un centro di accoglienza davvero si possono produrre e noi ci alleniamo a gestirle.

Sì, va bene il quiz sulla Caritas: che cos’è? quando è nata? come opera? a quali principi si ispira? Nella diversità dei ruoli e delle mansioni, in fondo la Caritas siamo noi e ci interessa capire il senso del nostro mandato nella comunità e nella Chiesa.

Sì, va bene la discussione in piccoli gruppi sul Servizio civile, che è uno a Ferrara, un altro a Ravenna, un altro ancora a Faenza, Rimini, Cesena… o forse e dappertutto lo stesso, per scambiarsi un segno di pace mentre si va per il mondo.

Ve bene l’incontro, il confronto, l’arricchimento reciproco, l’approfondimento, il dibattito; vanno bene i tortellini a pranzo con l’alternativa del menu islamico e vegano; va bene persino il caffè della macchinetta, benché acquitrinoso, se allegramente bevuto in compagnia.

Ma a noi, il 28 febbraio a Cesenatico  – Colonia Cardinal Schuster, della giornata di formazione regionale per i volontari del Servizio civile – area Romagna, soprattutto ci è piaciuto il mare!