Emergenza terremoto in Turchia e Siria: come aiutare

CEI stanzia 500 mila euro come primo aiuto per la popolazione

È possibile sostenere da subito gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente IT03D0538713004000002957007, intestato a ARCIDIOCESI DI FERRARA – COMACCHIO con causale “Terremoto Turchia e Siria 2023”.

La Caritas di Ferrara NON raccoglie beni materiali per Turchia e Siria.

 

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7,9 ha colpito stanotte alle 4:17 la zona al confine tra la Turchia e le Siria, con epicentro nel distretto Pazarcık di Kahramanmaraş. Dopo il terremoto si sono verificate finora 42 scosse di assestamento, tra cui una molto forte, di magnitudo 7,7. Sciame sismico che continua. Centinaia i morti accertati, migliaia le persone intrappolate sotto le macerie. Un bilancio ancora provvisorio che, secondo le Caritas locali, crescerà drammaticamente: in Turchia la zona interessata è molto vasta e difficile da raggiungere, anche per le rigide condizioni climatiche. In Siria il sisma ferisce un Paese già dilaniato dalla guerra e dove oltre l’80% della popolazione vive in povertà.

“La Cattedrale di Iskenderun è crollata, scuole ed episcopio non sono agibili, anche la chiesa della comunità siriaca e quella ortodossa sono andate totalmente distrutte. La situazione è in continuo divenire”, fa sapere il Vescovo Paolo Bizzeti, Vicario apostolico dell’Anatolia e Presidente della Caritas in Turchia. In Siria, il direttore della Caritas nazionale Riad Sargi, raggiunto al telefono, dichiara che “la situazione è drammatica. Colpite duramente anche le città di Aleppo, Lattakia, Hama e Tartous, almeno un centinaio di edifici crollati. Macerie che si sommano a quelle della guerra. Caritas Siria si è prontamente mobilitata per portare conforto e organizzare i primi soccorsi”. Da sottolineare come gli sfollati debbano fare i conti con il gelo particolarmente pungente in questa stagione.

Una situazione drammatica, aggravata dal freddo e dalla povertà

La Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto. “A nome della Chiesa che è in Italia esprimo profondo cordoglio e vicinanza alla popolazione provata da questo tragico evento, assicurando preghiere per le vittime, i loro familiari e i feriti. Mentre ci stringiamo a quanti sono stati colpiti da questa calamità, auspichiamo che la macchina della solidarietà internazionale si metta subito in moto per garantire una rapida ricostruzione”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.

Lo stanziamento della Conferenza Episcopale Italiana aiuterà a far fronte alle prime necessità. Caritas Italiana, impegnata da anni nei due Paesi, è in costante contatto con le Caritas locali e la rete internazionale per offrire aiuto e sostegno. Il direttore, don Marco Pagniello, fa appello a “un’attenzione solidale da parte di tutti verso aree del mondo già segnate da conflitti dimenticati e da povertà estrema”.

È possibile sostenere da subito gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente IT03D0538713004000002957007, intestato a ARCIDIOCESI DI FERRARA – COMACCHIO con causale “Terremoto Turchia e Siria 2023”.

Quei furgoni bianchi in giro per la città…Ecco come funziona il ritiro dei beni

Il racconto dell’operatrice Emily: il tour quotidiano, i supermercati coinvolti, i prodotti disponibili

C’è un furgone che sei giorni su sette, ogni settimana, col sole o la tempesta, puntuale alle 9.15 parte dal nostro Centro Caritas di via Brasavola e inizia il consueto giro per raccogliere beni alimentari in supermercati e forni, destinati alla mensa, ai pacchi viveri, alla distribuzione di frutta e verdura.

Ma alla guida del mezzo bianco col logo “Caritas” non immaginatevi un rude autista ben piantato. C’è una giovane donna, Emily Rasconi, capelli corti e occhiali grandi, una massa di muscoli più che sufficiente per caricare e scaricare casse e scatole raccolte dai 3 ai 5 supermercati, a seconda dei giorni. Ad aiutarla, guidando un furgone più piccolo alcune mattine alla settimana, c’è Claudio, destinato a un paio di altri supermercati.

 

Vivere con i poveri

I suoi esordi in via Brasavola sono stati tutt’altro che diurni o raminghi: operatrice dal maggio 2014, Emily ha iniziato in Caritas facendo la sorvegliante notturna nel dormitorio femminile. La motivazione che l’ha spinta? Il desiderio di stare in mezzo alla gente, ai poveri, di vivere la loro vicinanza nella carità, ispirata dalle “Piccole Sorelle di Gesù” di Charles de Foucauld. Stare tra i poveri, dunque, vivere con loro come vocazione di una vita. Dopo un paio di anni in dormitorio, Emily ha iniziato a dedicarsi dove c’era più bisogno: per arredare Casa Betania, nel magazzino, in mensa, nell’accoglienza delle donne francofone grazie alla sua conoscenza del francese…

 

Il tour di Ferrara

E ora, da alcuni anni, dal lunedì al sabato si mette alla guida: fa tappa all’Ipercoop il Castello, all’Interspar di via Darsena, al Lidl di viale Po. Alcuni giorni alla settimana, anche all’Eurospin in Porta Catena, all’Eurospar al Barco, al Lidl e all’Aldi di via Eridano (da marzo 2023, “sostituito” con l’Interspar di via Malpasso).  Nelle mattine di mercoledì e di venerdì, ad esempio, c’è bisogno di ritirare merce in ben 7 supermercati, dei quali 5 coperti da lei. E il martedì mattina si reca anche nel magazzino del Centro di Solidarietà-Carità al MOF in via Trenti per i prodotti a media e lunga conservazione.

 

Che cosa raccogliamo

Generalmente, la raccolta dei beni significa caricare sul furgone frutta e verdura di stagione, salumi, latticini (yogurt per il pranzo, formaggi vari, soprattutto molli). E gastronomia a breve scadenza: vari tipi di salumi sia affettati sia in tranci, rosticceria (primi e secondi), uova. Fino a qualche anno fa c’era anche carne. «Tempo fa il Banco Alimentare ci diede alcuni polli surgelati, ma fu un caso isolato», racconta Emily.

Dal magazzino del Centro di Solidarietà-Carità negli ultimi tempi vengono distribuite lenticchie, minestrone in scatola di latta, farina, pomodoro, biscotti, omogeneizzati per i bambini, raramente latte e pasta. E le eccedenze: succhi di frutta, uova, yogurt, panettoni ad esempio.

Claudio alcuni giorni ritira anche l’invenduto di forni e pasticcerie: Pasticceria Frignani a Cassana, Bar Europa in Giovecca, dal vicino Orco Bacco, nel panificio “Salotto del pane” di via Armari, da Roversi in Argine Ducale, a volte anche da Life 120 in Porta Catena per alcuni prodotti biologici.

Poi ci sono le donazioni eccezionali, o rare: nel primo gruppo, quelle arrivate magari da ristoranti che cessavano l’attività, o da alcuni fast food durante il primo lockdown del 2020. Nel secondo, ciò che resta dei pasti domenicali destinati alla compagine spallina quando le tocca giocare in casa.

 

Ritorno in sede

«Alle 11 faccio ritorno in Caritas e aiuto a dividere i prodotti per tipologia», spiega Emily: per la cucina, per i pacchi. E per la distribuzione di frutta e verdura: «alle 12.15 / 12.30 distribuisco i numeri di precedenza per la fila. Vengono soprattutto donne magrebine, donne dell’est (rumene, ucraine, moldave), qualche uomo, magari senza fissa dimora. E poi a volte diamo anche il pane, se ne abbiamo in eccesso. Vengono tra le 20 e le 30 persone al giorno». Un paio di detenuti in affidamento in questo periodo la aiutano per scaricare il furgone e dividere la merce.

Emily ricorda anche alcune persone che, dopo essersi rivolte alla Caritas, sono riuscite a rialzarsi, a riscattarsi, trovando una casa e un lavoro: fa i nomi di Marco, di Ugo, di altri. Ripensando a loro, un lampo di commozione le attraversa gli occhi, tipico di chi non lavora per i poveri ma vive, per vocazione, con loro.

 

Qui tutte le informazioni sulla distribuzione di beni di prima necessità: https://www.caritasfe.it/portfolio-articoli/beni-prima-necessita/

 

Vuoi diventare volontario? Leggi qui: https://www.caritasfe.it/volontariato/

 

 

 

Essere stagisti in Caritas: le storie di Gianluca, Maurizio e Ehis

Tramite i percorsi di formazione e orientamento al lavoro, l’anno scorso la nostra Caritas ha accolto e aiutato 11 persone. Ecco chi sono i beneficiari, le storie di tre di loro e tutti i dati

 

Nel 2022 sono stati 11 i percorsi di formazione e orientamento al lavoro finanziati mediante il Fondo Lavoro istituito dalla Caritas Diocesana con l’importante contributo della Fondazione Estense.

 

Una proposta volta all’acquisizione di competenze professionali, teoriche e pratiche, tramite il coinvolgimento degli interessati negli stessi servizi di assistenza e accoglienza promossi dalla Caritas. Proposta – è importante sottolinearlo – accompagnata in particolare a misure di affiancamento personale e promozione della socialità. L’isolamento, infatti, spiega Paolo Falaguasta, Direttore Caritas Diocesana, «si correla in modo sempre più stretto e frequente alla povertà, per la riduzione oggettiva delle opportunità di partecipazione sociale che quest’ultima comporta, e per la condizione soggettiva di sfiducia e vergogna che essa può alimentare».

 

L’ascolto, la rielaborazione condivisa delle esperienze di vita, la valutazione dei bisogni e delle risorse individuali sono stati dunque alla base degli interventi realizzati, modulando i percorsi di formazione sul profilo dei singoli beneficiari.

 

Tutti i percorsi del 2022 sono stati attivati tramite IAL Emilia-Romagna, in qualità di soggetto promotore, in collaborazione con “Amici della Caritas di Ferrara-Comacchio”. La formazione comprendeva un corso specifico tenuto da operatori della Caritas e uno stage retribuito, per la formazione sul campo, presso il Centro Caritas di via Brasavola.

 

Questi percorsi, inoltre, hanno rappresentato, e ancora rappresentano, un cambiamento rispetto alla strategia degli anni precedenti: nel 2018-2019, infatti, venivano finanziati corsi pre-programmati (per creare sbocchi lavorativi nell’ambito della ristorazione e dei servizi di assistenza socio-sanitari), che però finivano per escludere proprio le persone più fragili e a maggior rischio di marginalità sociale.

 

Chi sono i beneficiari? Sono quattro i gruppi di persone che nel 2022 hanno beneficiato di questi percorsi: donne singole (30-40 anni d’età), fuoriuscite da situazioni affettive o familiari traumatiche o violente; over 50 estromessi dal mercato del lavoro per problematiche relative al loro stato di salute psico-fisico, o in seguito alla crisi del mercato stesso; donne in fuga dal conflitto in Ucraina che hanno assunto, nei confronti degli altri profughi, un importante ruolo di mediazione a sostegno del sistema di accoglienza predisposto dalla Caritas; detenuti in affidamento ai servizi sociali.

 

«Sul piano dell’occupabilità – conclude Falaguasta -, la fragilità dei beneficiari e la scarsa ricettività del mercato del lavoro restano sicuramente criticità rilevanti sulle quali occorre riconoscere che i percorsi promossi incidono in modo parziale e non risolutivo. Rileviamo tuttavia che i percorsi attivati nell’ambito dell’emergenza Ucraina si sono poi trasformati in rapporti di lavoro a tempo determinato, mentre tra le donne italiane, due, dopo lo stage, grazie al sostegno della Caritas, hanno intrapreso o ripreso un percorso di studi universitario».

 

LE TESTIMONIANZE

 

È difficile considerare il centralino del Centro Caritas un servizio meno importante degli altri. Qui le persone chiamano per avere informazioni, fare la tessera per avere il pacco alimentare, per prenotare il ritiro mensile dello stesso (le prenotazioni avvengono tramite il programma Ospo web), o per le donazioni. Oppure, gli addetti smistano le richieste che arrivano dalle forze dell’ordine, da altri enti o dalle istituzioni.

 

Gianluca al centralino: «molte persone hanno anche bisogno di essere semplicemente ascoltate»

Gianluca in servizio al centralino

Gianluca, 53 anni, ferrarese, è qui in Caritas da due anni. Da lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 si dà il cambio con Maurizio come centralinista: sono le due “voci amiche” della nostra Caritas. La vita di Gianluca cambia in modo radicale e improvviso nel marzo 2014 con la scomparsa, nel giro di due settimane, di entrambi i genitori. Dopo un periodo in servizio al PAC e alla Pinacoteca nazionale, tramite lo IAL gli viene proposto un periodo in Caritas. «Per me – racconta – è stato molto importante rincominciare a lavorare, riprendere i rapporti con le persone. Come io sono stato aiutato qui, a mia volta sono contento se posso aiutare altre persone. Grazie al mio impiego qui al centralino – prosegue -, ho capito che a molte persone che chiamano spesso basta una voce gentile, il sentirsi ascoltate e accolte. Si sono instaurati – pur “a distanza” – anche dei rapporti, ormai molte persone mi conoscono, mi riconoscono».

 

Maurizio, l’altro centralinista: «aiuto come posso, qui è una grande famiglia»

Maurizio in Caritas, invece, è arrivato nell’ottobre del 2021, dopo tre anni come centralinista all’ASP. 65 anni, ha una disabilità che dal 2014 gli impedisce di compiere molti lavori, lui che era un artigiano. «Mi piace stare al centralino – ci racconta -, le persone che chiamano ormai mi conoscono. A volte capita che qualcuno, bisognoso, chiami ma abbia pochi soldi nel cellulare, e quindi lo richiamo io». Anche con gli operatori e i volontari, i rapporti sono ottimi: «qui è una grande famiglia, si sta benissimo. Quando c’è bisogno, io e Gianluca diamo anche una mano per preparare il materiale per i pacchi viveri o per mettere a posto i farmaci».

 

Ehis: «in futuro voglio solo pensare a lavorare»

Ehis tuttofare

Nigeriano, 36 anni, Ehis è un detenuto in affidamento. L’ultimo anno della sua pena – iniziata nell’agosto 2017 – lo trascorre qui, fino al prossimo agosto. Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 aiuta dove c’è bisogno: dà una mano in cucina, in mensa porta i piatti e pulisce i pavimenti. «La mattina mi sveglio e vado a lavorare», ci spiega: «per me è qualcosa di molto importante». Arrivato in Italia nel 2011, i primi 5 anni di carcere non era mai uscito dall’Arginone. «Con gli operatori e i volontari mi trovo bene», dice. «Finito di scontare la mia pena, voglio solo pensare a trovarmi un lavoro. Ora mi sento pulito e posso girare a testa alta, senza paura».

 

 

 

 

 

 

 

ALCUNI DATI

 

Percorsi di formazione 2022 Nazionalità Totale
Sesso Italia Marocco Nigeria Ucraina
F 4     2 6
M 3 1 1   5
Totale 7 1 1 2 11

 

Percorsi di formazione 2022 Fascia di età  

Tot.

Sesso 20-29 30-39 40-49 50-59 > 60
F 1 4 0 1 6
M  0 2 0 2 1 5
Tot. 1 6 0 3 1 11

 

 

Percorsi di formazione 2022
Esiti
assunzione da parte di Amici della Caritas 2
continua a collaborare come volontario/a  3
intraprende un percorso di studi universitario 2
non prosegue la sua relazione con la Caritas 1
stage in corso

 

3
Totale 11

 

 

 

 

 

 

«Ah, perché la Caritas ha anche un ambulatorio?!»: un servizio fondamentale a Ferrara

Il Poliambulatorio presente dal 2015 (ma in realtà nato 30 anni fa) a Casa Betania: ecco a chi è rivolto, i racconti dei volontari e tutti i dati

 

(Per orari e contatti visita la pagina del poliambulatorio)

 

Solo nel 2022 sono stati 2311 gli accessi all’Ambulatorio Caritas di Ferrara. «Ah, perché la Caritas ha anche un ambulatorio?!»: è la domanda che tante volte ci siamo sentiti rivolgere… Ebbene sì, dal 2015 a Casa Betania in via Borgovado (ma accessibile anche dal Centro Caritas di via Brasavola) esiste un poliambulatorio che fornisce assistenza e cura ad adulti e minori per qualche motivo impossibilitati ad accedere in altro modo ai servizi Ausl.

Sì, perché il Poliambulatorio Caritas, diretto da Giancarlo Rasconi, è convenzionato con l’Azienda USL di Ferrara, che fornisce i farmaci, la sterilizzazione dei ferri chirurgici e lo smaltimento dei rifiuti. Al proprio interno attualmente vi svolgono servizio volontario ben 15 medici (di cui 14 medici in pensione), 1 ecografista (servizio a chiamata) e 2 infermiere; da alcuni giorni vi è anche un’operatrice, la mediatrice culturale e segretaria Yasmine Belabess. I 15 medici sono così suddivisi: 10 per la medicina generale, 2 per la ginecologia, 2 per la pediatria, 1 per la neurologia (altro servizio a chiamata).

UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO

Ma l’ambulatorio in realtà nasce quasi 30 anni fa, nel 1994: allora la sede era nel Centro di via Brasavola, dove ora c’è il deposito. L’idea era stata partoritA dal dott. Rasconi e dal dott. Bevilacqua, «perché – ci spiega Rasconi – negli ambulatori di medicina generale nei quali lavoravamo avevamo notato un aumento di pazienti stranieri». Da qui, il confronto con l’allora Direttore Caritas don Paolo Valenti che aveva individuato alcuni spazi possibili per insediare il servizio.

La prima fase dell’ambulatorio dura, però, solo fino al 2001, in quanto la legge 40/1998 (“Turco Napolitano”) e il successivo Testo Unico 286/1998 avevano nel frattempo istituito il Tesserino STP (Straniero Temporaneamente Presente), necessario per ottenere alcune prestazioni sanitarie urgenti o essenziali e quindi gli stranieri si rivolgevano direttamente all’AUSL. «Poi, però – prosegue Rasconi – negli anni abbiamo notato che l’idea del Tesserino STP non ha del tutto funzionato, che molti non lo possedevano, e quindi nel 2015 abbiamo deciso di riaprire l’ambulatorio, nella nuova sede qui a Casa Betania», ristrutturata due anni prima. Negli ambienti, l’arredamento e l’ecografo sono stati acquistati da Caritas tramite Bandi europei specifici per l’ambito sanitario, mentre i farmaci vengono forniti regolarmente dall’Ausl.

 

CHI FREQUENTA L’AMBULATORIO?

La quasi totalità dei pazienti del poliambulatorio sono stranieri, in ginecologia lo sono praticamente il 100% (a parte un’italiana). I nostri connazionali che si rivolgono al servizio generalmente sono ex carcerati, persone senza fissa dimora, o senza più un medico, che hanno perso il lavoro. Da sottolineare anche come l’ambulatorio di Medicina generale non conosca sosta, non interrompendo la propria attività nemmeno durante l’estate. Anche durante i lockdown degli ultimi anni è stato regolarmente aperto.

TUTTO SULLE VACCINAZIONI

E proprio in Medicina generale si è registrato negli ultimi anni un importante aumento degli accessi (tutti i dati li trovate a fondo pagina). Aumento derivante dal fatto che in tanti hanno avuto modo di conoscere il servizio recandosi in Caritas per le vaccinazioni antiCovid eseguite dall’agosto 2021 al maggio 2022. «Molte persone – ci spiega Rasconi – sono venuti a vaccinarsi qui in Caritas o perché irregolari o perché per loro era estremamente complicato accedere tramite i normali canali». Un’esperienza proficua anche a livello di ricerca: i medici Carlo Zanotti e Giorgio Ricci, volontari Caritas, assieme ad altri, hanno infatti elaborato una pubblicazione scientifica dal titolo “Esperienza di collaborazione tra Caritas e Ausl Ferrara per estendere la campagna vaccinale COVID-19 ai soggetti fragili socialmente emarginati”. Questo lavoro è stato presentato all’ultimo Congresso nazionale della SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) svoltosi a Roma lo scorso ottobre, e sarà presentato anche il 31 gennaio a Bologna in un incontro organizzato dal GrlS (Gruppi Immigrazione e Salute) dell’Emilia Romagna.

Dal 2017 al 2019 in Caritas venivano eseguite anche le altre vaccinazioni, grazie a due infermiere Ausl. «La speranza – prosegue il Direttore – è di tornare a poterle fare, sarebbe molto importante a livello di igiene pubblica». Ciò che già ancora eseguono in Caritas sono invece le vaccinazioni anti-influenzali: i dati del 2022 parlano di 49 dosi per gli adulti e 30 per i bambini.

 

ALCUNE TESTIMONIANZE DI VOLONTARI

«Tentiamo di fare qualcosa per queste persone bisognose, che non riescono ad accedere a servizi fondamentali»: è questo ciò che ha mosso e muove ogni giorno i volontari. È una vocazione, quella del medico. E in quanto tale non si interrompe con la pensione. Medico lo si è a vita, direbbe qualcuno.

«Nei primi anni ’90 – ci racconta Liliana Pittini –, quando lavoravo come ginecologa al vecchio S. Anna, la Direzione sanitaria mi chiese di visitare donne straniere in difficoltà». Si trattava di un progetto realizzato in collaborazione con Udi e Centro Donna Giustizia: «queste mie pazienti erano vittime della tratta, costrette a prostituirsi, badanti ai tempi non ancora in regola, mogli che avevano raggiunto i mariti in Italia. Poi, ho scelto di proseguire questo particolare servizio qui in Caritas, dove visito e curo migranti economiche, donne che si sono ricongiunte col marito, poche badanti (ormai quasi tutte regolarizzate) e, ancora, donne costrette a prostituirsi». Per quest’ultime continua la collaborazione col Centro Donna Giustizia, tramite “Luna Blu”, il progetto di Unità di strada.

«Anch’io quando lavoravo in ospedale – ci racconta invece Maria Rita Govoni, pediatra -, vedevo già allora non pochi bambini con situazioni di forte disagio, italiani e non». Una volta andata in pensione, per me è stato dunque naturale continuare quel mio servizio qui in Caritas, dove curo soprattutto bambini stranieri, figli di donne ospitate qui a Casa Betania, arrivate coi corridori umanitari, o che hanno vissuto altre situazioni, ad esempio di violenza domestica».

Yasmine Belabess, invece, ci racconta del suo delicato compito, quello di fare da traduttrice per i pazienti del poliambulatorio, anche quando le ragazze di Casa Betania scelgono di fare dei colloqui con una psicologa che collabora con Caritas. Un servizio, quello del colloquio psicologico, che viene proposto a ognuno appena accolto a Casa Betania, e che poi ogni donna può scegliere di proseguire o meno, e per il tempo necessario. Per quanto riguarda, invece, il Servizio psichiatrico, Caritas ha un accordo con Ausl per la consulenza nella sede di via Ghiara.

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Guarda altre foto:

 

SEZIONE DATI E DOCUMENTI

 

I NOMI DEI VOLONTARI

 

Medici Caritas: Poggioli Angelo, Cisno Caterina, Rainieri Pier Luigi, Pulga Alberto, Bevilacqua Massimo, Rasconi Giancarlo, Ricci Giorgio, Sivieri Gian Pietro, Zanotti Carlo, Sighinolfi Davide, Pittini Liliana, Capucci Roberta, Benvenuti Chiara, Govoni Maria Rita, Caniatti Maria Luisa.

Infermiere Professionali: Mazzini Elisa, Marzola Valentina.

 

UN PO’ DI DATI E REPORT…

 

Caritas Ferrara

POLIAMBULATORIO CARITAS

anni 2016-2022, numero di accessi

2016 2017 2018 2019 2020  2021 2022
Medicina 1300 1338 1313 1377 1593  1829 1834
Pediatria 63 195 165  136 170
Ginecologia 350 356 330 324 (solo 9 mesi di attività)  175 (solo 7 mesi di attività) 307
Totale 1300 1688 1732 1902 2082  2140 2311

 

 Attività dell’Ambulatorio di medicina generale

2016 2017 2018 2019 2020 2021   2022
               
 

STP/ENI

  125 128 161 306  460  468
R. asilo   575 295 179 105  123  146
Stranieri In difficoltà   480 695 818 1023  1063  1024
Italiani In difficoltà   158 195 219 159  183  196
Totale 1300 1338 1313 1377 1593  1829  1834
 

 

 

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Vaccinazioni anti Covid-19 c/o Caritas (anno 2021/2022)

 

  da 11/08 a 31/12/21 da 01/01 a 25/05/22        
I dose 440 137        
II dose 296 231        
III dose 10 264        
TOT. 746 632        

 

 

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Attività dell’Ambulatorio infermieristico

 

  2017 2018 2019  
Vaccino 1° dose 355 192 96  
Vaccino dose succ. 470 1125 284  
Mantoux 161 211 81  
Prelievi ematici 380 81 32  
Totale 1366 1605 493  

Note: Solo nel 2018 l’attività ha coperto l’intero anno solare. L’attività ripresa a novembre 2019 si è interrotta ai primi di marzo 2020 per emergenza Covid.

 

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Visite neurologiche dal 26/09 al 31/12/22: 11, effettuate dalla Dott.ssa Luisa Maria Caniatti in qualità di consulente volontaria.

 

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Report Ecografie Dr. Davide Sighinolfi

 

 

ANNO

ECOGRAFIE ADDOME ECOGRAFIE TIROIDE ECOGRAFIE TESS. MOLLI ECOCARDIO – SCOPIE TOTALE
 

2022

 

39

 

19

 

13

 

5

 

76

 

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Relazione dell’attività dell’ambulatorio ostetrico-ginecologico del Poliambulatorio “Casa Betania” 2022

Roberta Capucci – Liliana Pittini

 

L’attività dell’ambulatorio si è svolta regolarmente durante tutto l’anno.

 

Attività di gruppo

 

Anche quest’anno ci sono stati incontri di gruppo effettuati nel mese di marzo e nel mese di novembre con le tematiche consuete (conoscenza del proprio corpo – fertilità- contraccezione igiene della persona- prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili). Complessivamente hanno partecipato 33 donne come da tabella

 

  DATA LINGUA PARLATA  N° partecipanti
LUNEDI’ 7 MARZO 2022 Lingua inglese PARTECIPANTI: 7
LUNEDI’ 14 MARZO Lingua francese  PARTECIPANTI: 9
MERCOLEDI’ 30 MARZO Lingua somala* PARTECIPANTI: 5
Novembre Lingua francese PARTECIPANTI: 7
Dicembre Lingua somala* PARTECIPANTI: 5

 

* Con l’ausilio della mediatrice linguistico culturale somala

Peer la prima volta abbiamo affrontato anche il tema dell’auto esame del seno insegnando la tecnica dell’autopalpazione

Attività ambulatoriale

I dati di attività specifici sono riportati di seguito e come sempre suddivisi per regioni di provenienza e motivo di accesso.

Il n° medio di accessi si attesta su 25,5/ mese.

Si nota per quanto riguarda l’Africa l’aumento delle presenze di persone provenienti da aree francofone con una riduzione percentuale delle utenti nigeriane e si conferma l’aumento delle donne provenienti dalla Somalia. Come atteso si evidenzia anche l’aumento delle donne provenienti dall’Ukraina.

Le problematiche relative alla gravidanza restano la prima motivazione d’accesso seguite dalla contraccezione.

 

Attività Ambulatorio Ginecologico 2022

dal 1/1/ 2022 Totale accessi 307

 

Per area di provenienza 

Africa 242 (Nigeria 119, Costa d’Avorio 63, Somalia 31,

Camerun 13, Tunisia 9, Sierra L. 1, Burkina

Faso 1, Guinea 4, Angola 1)

Est Europa 52 (Romania 7, Albania 5, Ukraina 32, Moldavia 4

Bulgaria 1, Macedonia 3)

Sud America 10 (Colombia 4, Brasile 6)

Asia 2 (Cina 2)

Italia 1

 

Per motivo di accesso

Gravidanza /puerperio              61 (6 richieste IVG)

Desiderio di gravidanza             16

Contraccezione                           56

Irregolarità mestruali                 33

Visita di controllo                        35 (post terapia o per controlli annessi)

Vaginiti                                          19

Algia pelvica/dismenorrea         18

Altre infezioni                               6 (di cui 4 infezioni delle vie urinarie)

Problematiche chirurgiche         9 (Prolassi, fibromatosi, controlli post op.)

Menopausa                                   /

Check list                                       51

Visita senologica                          3

 

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Report attività dell’ambulatorio pediatrico nel 2022

Chiara Benvenuti – Maria Rita Govoni

 

L’attività pediatrica si avvale della collaborazione di 2pediatre volontarie. Si effettua 1 o 2 volte la settimana, in genere il lunedì e mercoledì pomeriggio, in relazione alle richieste.

L’attività comprende:

  • Visite pediatriche per bambini ospiti di Caritas affetti da patologie acute/intercorrenti/croniche
  • Controlli dell’accrescimento nei nuovi nati.
  • Richiesta di consulenze specialistiche / ricoveri ospedalieri/ approfondimenti di laboratorio, ove necessario, secondo i percorsi previsti dal SSN.
  • Prime visite di controllo per bambini/adolescenti giunti in Italia attraverso corridoi umanitari e/o migranti.
  • Visite occasionali per bambini accolti con le madri nei centri di protezione per donne oggetto di maltrattamento.
  • Colloqui con le mamme che lo richiedano per aspetti inerenti la gestione quotidiana dei bambini e/o l’educazione sanitaria più in generale.
  • Vaccinazioni antiinfluenzali annuali per i bambini (dai 6 mesi di vita) e mamme ospiti di Caritas o che comunque abbiano difficoltà all’accesso nelle strutture SSN.
  • Valutazioni cliniche /consigli da remoto (Whats App) in caso di difficoltà della madre o di eventi febbrili a rischio di contagio (Covid).
  • Esecuzione di tamponi antigenici Covid in caso di necessità.

Tutta l’attività clinica è stata effettuata con la collaborazione delle operatrici di Caritas, del mediatore culturale, quando possibile, e in accordo con i PLS di riferimento e /o gli ambulatori specialistici ospedalieri nei casi ove sia stato necessario.

 

L’attività vaccinale si è svolta con la collaborazione di 2 infermiere volontarie; i vaccini sono stati forniti dall’AUSL di Ferrara.

Tutti i referti delle visite effettuate sono stati raccolti in un database in Caritas. Ad ogni visita un referto è stato consegnato alla mamma/ genitori.

Nel 2022 sono stati seguiti 97 bambini, con un totale di 170 visite.

Le vaccinazioni antiinfluenzali, eseguite a dicembre 2022, hanno interessato 49 bambini.

Le pediatre hanno anche partecipato attivamente all’attività vaccinale anti Covid, che si è svolta in Caritas, in accordo con l’Ausl di Ferrara.

Richiesta donazione pasta e latte a lunga conservazione

Come saprai, la nostra Caritas vive soprattutto grazie alle donazioni – di beni alimentari, vestiti e altro.

Ci sono però periodi, come questo, nei quali abbiamo bisogno in particolare di certi prodotti. Vi chiediamo, quindi, di donarci pasta e latte a lunga conservazione per la nostra mensa di via Brasavola.

Un piccolo gesto che richiede pochi minuti e poco dispendio di denaro, ma per noi fondamentale.

Puoi portarci la donazione nella nostra sede di via Brasavola, 19 a Ferrara, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.00.

Telefono:  388 9706494
Mail: info@caritasfe.it

Grazie.

***

Se vuoi aiutarci diversamente, diventa volontario!

Farmacie Comunali Ferrara, gesti di solidarietà per la Caritas

La Caritas diocesana di Ferrara-Comacchio intende ringraziare AFM – Farmacie Comunali Ferrara per i farmaci donati all’ambulatorio Caritas e altre donazioni per la nostra mensa. «L’attenzione alle persone più fragili e bisognose – spiega il nostro Direttore Paolo Falaguasta – trova nel sostegno della comunità la sua dimensione più autentica, nel segno della fratellanza e della solidarietà».

La prima donazione, di farmaci, è avvenuta lo scorso giugno, mentre la seconda – di 70 pampapati per la mensa Caritas e di garze per l’ambulatorio – lo scorso 21 dicembre. Infine, l’ultima avverrà la prossima settimana e sarà di circa 70 kg di arance divise in 28 retine da 2,5 kg ciascuna, sempre per la mensa Caritas.

Ricordiamo che l’attività del poliambulatorio Caritas coinvolge 15 medici volontari ed è convenzionato con l’Azienda USL di Ferrara. Esso include un ambulatorio di medicina generale, un ambulatorio pediatrico, un ambulatorio ginecologico, un ambulatorio ecografico e un ambulatorio neurologico. Da agosto 2021 a maggio 2022 l’ambulatorio è stato, inoltre, un presidio vaccinale anti Covid 19.

Per altre informazioni visita la pagina dell’ambulatorio.

 

«Lottare contro la povertà significa lottare anche contro la solitudine»

Il recente rapporto Oxfam denuncia un aggravarsi delle disuguaglianze a livello globale. Lo vediamo anche nel nostro territorio: si allarga la fascia di assistiti Caritas, aumentano i giovani poveri. Con Michele Luciani, operatore Caritas Ferrara, ragioniamo sulla perdita, conseguente, di rapporti sociali e sulle nostre proposte per combattere le varie forme di solitudine

Si allarga la fascia di povertà e si abbassa l’età media di chi chiede aiuto. Con conseguenze importanti anche sui rapporti sociali di queste persone.

Prende spunto dal nuovo rapporto di Oxfam (ong impegnata nella lotta alle disuguaglianze) sulla povertà a livello mondiale, Michele Luciani, operatore Caritas Ferrara, per ragionare su come, nel nostro piccolo, l’allarme lanciato riguardi anche quelle persone che magari spesso incrociamo lungo le nostre strade.

Il rapporto Oxfam, pubblicato in occasione dei lavori del World Economic Forum a Davos (16-20 gennaio), racconta di un mondo nel quale i ricchi si arricchiscono e i poveri aumentano. Nel biennio 2020-2021, infatti, l’1% più ricco ha visto crescere il valore dei propri patrimoni di 26 mila miliardi di dollari, in termini reali, accaparrandosi il 63% dell’incremento complessivo della ricchezza netta globale (42 mila miliardi di dollari), quasi il doppio della quota (37%) andata al 99% più povero della popolazione mondiale. Nell’intero decennio 2012-2021, l’1% aveva beneficiato, invece, di poco più della metà (il 54%) dell’incremento della ricchezza planetaria.

 

Poveri, una platea sempre più ampia

Differenze in crescita che si possono vedere anche nella piccola realtà ferrarese. «La povertà si traduce sempre più in disuguaglianze sociali», spiega Luciani. «Anche qui in Caritas a Ferrara ci accorgiamo di come i poveri siano diventati ancora più poveri, e in particolare ci rendiamo conto di come si allarghi la platea dei bisognosi che si rivolgono a noi: sempre più, infatti, sono persone che un reddito ce l’hanno, ma insufficiente per uno standard di vita dignitoso». E, fra questi, in continuo aumento sono gli italiani. «Spesso sono lavoratori precari, saltuari, irregolari, o anche regolari, ma che non arrivano a fine mese, o persone che si sono indebitate. Sono individui professionalmente poco o per nulla qualificati, con titoli di studio bassi».

 

Non solo cibo: anche vestiti e farmaci

Persone che arrivano al Centro di via Brasavola soprattutto per ritirare i pacchi viveri, in quanto servizio meno “stigmatizzante” rispetto alla mensa. «E inoltre, queste persone – prosegue Luciani -, oltre al pacco con beni alimentari ci iniziano a chiedere anche indumenti e di potersi rivolgere al nostro ambulatorio per avere farmaci gratuiti. Tutto ciò, per tentare di mantenere un tenore di vita decente».

Tra queste persone, inoltre, metà ormai sono donne, «spesso perché sono loro che nel proprio nucleo famigliare si intestano la richiesta di aiuto, venendo a farci domanda della tessera Caritas, mentre il marito magari ha più pudore a farlo».

 

In aumento i giovani studenti e lavoratori

Ma anche a livello anagrafico preoccupa il vedere sempre più ragazzi (20enni, 30enni) essere a un tale livello di difficoltà da scegliere di rivolgersi a Caritas. «Sono giovani – spiega Luciani – le cui famiglie d’origine non riescono più a tutelare». Si tratta soprattutto di studenti universitari, o di giovani appena usciti dal proprio nucleo famigliare ma che faticano a diventare autonomi; o ancora, giovani che hanno una loro famiglia, spesso con bimbi piccoli, ma che faticano a far quadrare i conti.

E proprio pensando a una buona fetta di loro, quella degli studenti universitari, nel corso del 2023 Caritas Ferrara-Comacchio inaugurerà uno studentato sociale nel Centro diurno per famiglie in viale Po: un aiuto ai tanti studenti in difficoltà attraverso l’offerta di vitto e alloggio, con in cambio la possibilità, per gli stessi, di fare volontariato nella stessa struttura. Questo discorso sul coinvolgimento diretto degli assistiti ci porta ad aprire un altro ambito fondamentale – e più che mai urgente – della questione povertà: quello della socializzazione.

 

Più poveri, più soli: le proposte della Caritas

La povertà, infatti, oggi più che mai porta con sé isolamento, solitudine, depressione. «Chi è più povero ha meno opportunità di una vita sociale – prosegue Luciani -, soprattutto in una società come la nostra dove il potere d’acquisto conta sempre più anche nel tempo libero». Da qui la richiesta, più o meno esplicita, di un coinvolgimento diretto da parte degli stessi assistiti: «prima ci chiedono aiuto, poi ci chiedono anche di diventare volontari Caritas. È molto importante che queste persone fragili, a rischio di marginalità siano coinvolte nelle nostre attività, offrendo loro tirocini di inclusione, o appunto come volontari». Un altro progetto Caritas è nato un anno fa, e riguarda l’accoglienza di detenuti in affidamento o di ex detenuti recentemente scarcerati presso l’ex canonica della parrocchia di San Giacomo all’Arginone

Ma ciò che la Caritas fa per togliere queste persone dalla solitudine, non può bastare. C’è bisogno dell’intera comunità. «Per lottare contro queste forme di isolamento causate dalla povertà, è sempre più importante una solidarietà di comunità, di collettività inclusive, che facciano sentire la persona in difficoltà riconosciuta nella propria identità». L’emergenza Ucraina è stata emblematica al riguardo, con la forte mobilitazione anche nel nostro territorio a favore dell’accoglienza – a tutto tondo – dei profughi provenienti dal Paese in guerra: non solo l’offerta di ospitalità ma anche la proposta di attività di diverso tipo, come feste, campi estivi, momenti ludici o culturali.

Un tema sempre più decisivo per evitare – quanto possibile – che si creino situazioni di marginalità, spesso (come ci racconta la cronaca) con epiloghi drammatici.

 

Cos’abbiamo fatto nel 2022: il nostro bilancio sociale

Dal nostro Centro di via Brasavola al carcere, passando per l’accoglienza di donne, minori e detenuti in affidamento. Resoconto di un anno vissuto intensamente

L’azione sociale della Caritas si ispira ai principi della gratuità e della prossimità attraverso l’impegno diretto dei volontari e delle volontarie nella relazione di aiuto con i poveri e gli emarginati. L’attenzione agli ultimi si concretizza in una testimonianza di Carità il cui valore viene offerto a tutta la comunità, per promuovere solidarietà e giustizia sociale. I servizi Caritas sono altrettanti luoghi della città che la comunità locale è chiamata ad abitare ed animare. Questo spazio reale dell’incontro e del riconoscimento reciproco rappresenta il contesto e la condizione essenziale dei servizi di ascolto, assistenza e accoglienza promossi dalla Caritas.

 

MENSA CARITAS
La mensa Caritas è un luogo di accoglienza e di ascolto: l’ingresso è libero, il servizio gratuito, per tutti. Lo spirito di gratuità favorisce l’avvicinamento a tante storie e situazioni di disagio, le quali spesso restano nell’ombra della solitudine. Il pasto è l’occasione per stabilire un rapporto di prossimità: il pane quotidiano diventa occasione di incontro e riconoscimento reciproco.
Per il suo fondamentale valore di promozione e testimonianza, nei quasi trent’anni trascorsi dalla sua istituzione ad oggi (1994-2022), la mensa Caritas non ha mai interrotto la sua attività, ponendosi di fronte alle continue e a volte drammatiche trasformazioni della povertà, come un esempio sempre attuale e praticabile di solidarietà.
Da questa esperienza quotidiana di incontro e condivisione con i poveri sono nati negli anni gli altri servizi di assistenza e accoglienza, di cui si può dire che la mensa stessa è stata generatrice.
Importante per la sostenibilità del servizio mensa è il suo collegamento ai circuiti di recupero degli alimenti invenduti, per la riduzione degli sprechi alimentari. Ogni giorno vengono recuperati da ipermercati e supermercati gli alimenti posti fuori commercio, ma ancora idonei al consumo. La quantità degli alimenti recuperati è cresciuta di anno in anno per un valore di mercato che nel 2022 ha superato i 400.000 euro.
La mensa è attiva tutti i giorni, feriali e festivi, con due aperture quotidiane: colazione (08.15-08.45), pranzo (12:30-14:30).
Nel 2022 (dal 1 gennaio al 30 novembre) ha erogato complessivamente 29000 pasti e ha registrato in media un afflusso quotidiano di 21 persone a colazione e 56 persone a pranzo.

DISTRIBUZIONE AIUTI ALIMENTARI
Alla mensa si associa il servizio di distribuzione degli aiuti alimentari di cui possono beneficiare persone la cui condizione di indigenza sia comprovata sulla base degli indicatori di reddito (ISEE) o per accertamento diretto da parte degli operatori Caritas. A ciascun nucleo familiare viene consegnata una volta al mese una fornitura di alimenti a lunga conservazione in quantità proporzionata al numero dei componenti. Quotidianamente presso il Centro Caritas è attivo inoltre un servizio di distribuzione di frutta e verdura recuperati in giornata presso i supermercati e gli ipermercati cittadini.
Nel 2021 hanno ricevuto assistenza alimentare 800 famiglie per un numero complessivo di 2464 beneficiari (37% italiani; 63% altre cittadinanze).

EMPORIO CARITAS – presso la Casa Circondariale di Ferrara
Dal mese di giugno 2021 un gruppo di volontari e volontarie presta servizio all’interno della Casa circondariale di Ferrara, dove la Caritas gestisce un piccolo emporio per la distribuzione di generi di prima necessità ai detenuti indigenti.
L’Emporio Caritas è aperto due volte a settimana. Nel 2022 ha prestato assistenza a 273 detenuti (44% italiani, 66% stranieri).

ACCOGLIENZA DETENUTI IN AFFIDAMENTO
Attorno all’attività dell’Emporio si è attivata una relazione di collaborazione con la direzione e le educatrici del carcere di Ferrara. Questa relazione che ha fatto emergere, rispetto alla condizione dei detenuti indigenti, soprattutto stranieri, una più marcata difficoltà ad intraprendere azioni positive tese al reinserimento sociale. Difficoltà linguistiche, differenze culturali, e la generale mancanza di punti di riferimento stabili nell’ambiente esterno pregiudicano l’attuazione di programmi rieducativi e alimentano condizioni di disadattamento. Presso l’ex canonica della Parrocchia di San Giacomo all’Arginone la Caritas ha dunque istituito all’inizio del 2022 un nuovo centro di accoglienza rivolto a detenuti in affidamento o ex detenuti recentemente scarcerati. Nel 2022 sono stati accolti presso il Centro San Giacomo 5 detenuti, per i quali è stato predisposto un percorso di reinserimento sociale che prevede il loro coinvolgimento nelle attività di volontariato e l’attivazione di tirocini di inserimento lavorativo.

GUARDAROBA SOCIALE
Il Guardaroba sociale si rivolge alle persone senza fissa dimora o in condizione di grave disagio abitativo (abitazione priva di utenze) alle quali vengono distribuiti vestiti, prodotti per l’igiene personale e gettoni per accedere gratuitamente ai bagni pubblici. Il servizio intercetta situazioni di povertà assoluta e grave emarginazione rispetto alle quali funge anche da sportello informativo sui servizi sociali del territorio e le modalità di accesso ai dormitori cittadini. Nel 2022 gli accessi al guardaroba sono stati 908 da parte di 187 persone.

 

ACCOGLIENZA DONNE E MINORI
Molto intenso e articolato è l’impegno della Caritas per l’accoglienza di donne e minori: mamme singole, donne incinte, donne sole che versano in condizione di grave indigenza. Si tratta in prevalenza di donne africane profughe (Nigeria, Camerun, Costa D’avorio, Sierra Leone, Somalia, Togo) le cui storie sono spesso drammaticamente segnate da traumi, violenze e abusi. L’accoglienza è finalizzata allo sviluppo di percorsi per il recupero dell’autonomia che prevedono misure di orientamento ai servizi del territorio, mediazione linguistica e culturale, assistenza psicologica e legale, sostegno alla genitorialità, scolarizzazione , ricerca di opportunità formative e di lavoro, coinvolgimento in attività di socializzazione e volontariato. Due sono le modalità di intervento: accoglienza di comunità (Casa Betania); housing sociale (gruppo appartamento). Presso il Centro Casa Betania (Ferrara, via Borgovado 7) sono ospitate madri e bambini che, per la loro condizione di fragilità, richiedono interventi di supporto e affiancamento individuale. L’housing sociale prevede invece la costituzione di nuclei di convivenza rispetto ai quali l’azione di affiancamento è rivolta al gruppo più che alle singole persone, coinvolgendo donne con maggiori capacità di autogestione. Questo stesso modello a fine febbraio ha costituito la base per approntare un sistema di pronta accoglienza rivolto ai profughi ucraini. Già nei primi giorni del conflitto infatti sono giunte a Ferrara decine di donne e bambini in fuga dalla guerra. Attualmente la Caritas 70 donne e 49 minori: 33 persone sono ospitate presso Casa Betania; 84 sono inserite in 15 diversi gruppi di convivenza presso altrettanti appartamenti messi a disposizione dalla comunità locale (parrocchie, privati cittadini, associazioni).

AMBULATORIO CARITAS
L’ambulatorio Caritas nasce nel 2015 come attività di supporto all’accoglienza di donne e minori, per le numerose necessità sanitarie che essa comporta soprattutto in ambito ginecologico e pediatrico. Istituito per iniziativa di un gruppo di volontari medici, diventa poi un punto di riferimento per tutte le persone in difficoltà che non sono iscritte al SSN o, pur essendo iscritte, hanno difficoltà a rapportarsi alle strutture sanitarie del territorio, per motivi di natura economica sociale e culturale.
L’attività dell’ambulatorio Caritas coinvolge 15 medici volontari. Si tratta propriamente di un poliambulatorio convenzionato con l’Az. USL di Ferrara. Esso include un ambulatorio di medicina generale, un ambulatorio pediatrico, un ambulatorio ginecologico e un ambulatorio ecografico. Dal agosto 2021 a maggio 2022 l’ambulatorio è stato inoltre un presidio vaccinale anti Covid 19.

 

PER SOSTENERE ECONOMICAMENTE LE ATTIVITÀ DELLA CARITAS DI FERRARA
• Bonifico bancario sul c/c IT 71I 05387 13004 000 000 013357 intestato a Caritas Diocesana di Ferrara – Comacchio, BPER
• Bonifico bancario sul c/c IT 70Q 05387 13004 000 000 012399 intestato all’Associazione Amici della Caritas di Ferrara-Comacchio, BPER
• Consegna dell’offerta presso gli uffici della Caritas Diocesana, in via Brasavola 19 a Ferrara

CONTRIBUZIONI IN BENI MATERIALI
Consegna presso il Centro Caritas, in via Brasavola 19 a Ferrara, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00
• VESTIARIO PER UOMO e BIANCHERIA PER LA CASA: indumenti sportivi (jeans, tute, felpe, t-shirt), scarpe sportive, biancheria intima, asciugamani e accappatoi
• PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE: spazzolini da denti, sapone, shampoo, doccia schiuma, bagno schiuma, schiuma da barba, rasoi usa e getta.
• ALIMENTI a lunga conservazione, in confezioni integre, non scaduti.

PER CONOSCERE LE ATTIVITÀ DI VOLONTARIATO E SEGNALARE LA PROPRIA DISPONIBILITÀ
• info@caritasfe.it
• tel. 0532 740825 – 388 9706494

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La Caritas diocesana ringrazia sentitamente tutti i privati cittadini, gli enti, le aziende e gli esercizi commerciali che, con il loro generoso contributo, condividono e sostengono l’impegno a favore delle persone più bisognose.

FONDAZIONE ESTENSE Via Cairoli, 13
FONDAZIONE SANTINI GAETANO ED ELVIRA, Via Cairoli 13
IPERCOOP IL CASTELLO Via Giusti, 4
INTERSPAR, Via Darsena 81
EUROSPAR, Via Bentivoglio 72
EUROSPIN, Via Porta Catena 39
CONAD VILLA FULVIA, Via C. Righini 15/C
LIDL, Viale Po 58
LIDL, Via Eridano 2G
ALDI, Via Eridano 2/O
CADDY’S, Via Foro Boario 13
CADDY’S, Via Padova 187/F
CADDY’S, Via S. Romano 147,
CADDY’S, Via A. Fiorini 2/C – Copparo
PANIFICIO PASTICCERIA ROVERSI, Via Argine Ducale 325
HOTEL EUROPA, C.so della Giovecca, 49
PASTICCERIA FRIGNANI, Via Modena 565 – Cassana
IL SALOTTO DEL PANE, Via Armari 23/A
ORCOBACCO COTTAGE CAFE BISTROT, Viale Cavour 4
LIFE 120, Via Porta Catena 83
PIZZERIA ARS ET LABOR, Via Riccardo Bacchelli 103
COMANDO OPERAZIONI AEROSPAZIALI (COA), Via Ponte Rosso – Poggio Renatico
S.P.A.L., Via Copparo 142
ROTARY CLUB, Via Armari 8
BPER BANCA, Filiali di Ferrara
AFM – FARMACIE COMUNALI FERRARA, Via Foro Boario 55/57
LIONS CLUB FERRARA, Via Francesco del Cossa 20
AVIS FERRARA, Corso della Giovecca 165
LYONDELLBASELL, Piazzale Guido Donegani 12

ROCKaFE & SAGRA DI S. MAURELIO, Via Conca
Mc DONALD’S, Via Modena 17/A
CHEF EXPRESS, Piazzale della Stazione 8
SOLO COSE BUONE, Via Gherardo Monari 20
LA CIBO, Via del Fabbro
CONSERVE ITALIA, Via della Cooperazione 5 – Pomposa
GRUPPO BARILLA, Via Modena 34
PASTA CUNIOLA, Via Trasvolatori Atlantici 48
DIVERSEY, via Philips 12 – Modena
ATENA-ALFA SRL, Via Veneziani 40/42
PATTENON COSMETICS, Via del Palù 7 – San Martino di Lupari
SOCOTEC ITALIA, Via Annibale Zucchini 69
BENVIC SRL, Via Marconi 73
RISTORANTE DA ROBERTO, Via Saletta 10 – Tamara
AZIENDA AGRICOLA GUERZONI, Via Cento 62 – Vigarano Mainarda
COLDIRETTI, Via Contrari 5
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE “LA SCUOLA”, Via Bologna 1054
ALFASIGMA SPA, Via Ragazzi del ’99 5 – Bologna
COFERASTA SPA, Via Bologna 900
GRANDI RISO, Via Fronte I° Tronco 20 – Pontelangorino
BOWLING ESTENSE, Via Pianelle 100
C+C CASH AND CARRY, Via del Commercio 12
TIGER, Via dei Contrari 5
RISO DEL DELTA DEL PO IGP, Via J. F. Kennedy, 136 – Taglio di Po
PIZZERIA ALBACHIARA, Via Piangipane 30
AGRICOLA BIVONA, Via Bologna 464
CIRCOLO SPORTIVO SANT’AGOSTINO, Viale Europa 6 – Sant’Agostino
ASS. AMICI DEL TERRITORIO DELLA COMUNITÀ DI SANT’AGOSTINO A.D.T., Viale Europa 37 – Sant’Agostino
LE ASSOCIAZIONI DI CORONELLA tramite il progetto “Un dono… per un dono”

Cercasi unità abitative autonome per accoglienza profughi ucraini

In Ucraina la situazione è sempre più grave con la capitale Kiev sotto assedio, si temono sempre più vittime civili e il rischio di una catastrofe umanitaria. Sono già centinaia di migliaia sfollati e rifugiati nei Paesi limitrofi. Si stima che nei prossimi giorni tra uno e cinque milioni di ucraini potrebbero cercare rifugio in Europa, passando soprattutto attraverso la Polonia.
In Italia molte ucraine impregnate in servizi di cura nelle nostre famiglie esprimono preoccupazione per la sorte dei loro familiari. Sono 230 mila gli ucraini che vivono stabilmente nel nostro paese, l’80 per cento sono donne che lavorano nei servizi di assistenza e cura.

In vista del probabile prossimo arrivo di sfollati provenienti dalle zone di guerra, Caritas Ferrara cerca unità abitative autonome per accogliere le persone in fuga dal territorio Ucraino.

⇒ Chiunque voglia mettere a disposizione uno spazio sul territorio ferrarese, può contattarci al nostro indirizzo mail caritasfe@libero.it indicando come oggetto: “Disponibilità per accoglienza profughi ucraini”.

NB: E’ importante includere all’interno della mail un recapito telefonico al quale poter essere ricontattati.

UCRAINA: ASCOLTIAMO IL GRIDO DI PACE

UCRAINA: ASCOLTIAMO IL GRIDO DI PACE
L’impegno della Caritas a sostegno della popolazione

 

In Ucraina la situazione è sempre più grave con la capitale Kiev sotto assedio, si temono sempre più vittime civili e il rischio di una catastrofe umanitaria. Sono già centinaia di migliaia sfollati e rifugiati nei Paesi limitrofi.

In questo quadro è sempre più difficile l’opera di soccorso della Caritas in Ucraina che moltiplica gli sforzi per far fronte ai bisogni immediati, ma anche per dare ascolto e sostegno psicologico alla popolazione sconvolta dalla follia della guerra. Gli operatori stanno cercando di mantenere in attività tutta la rete dei centri polivalenti che sono stati attrezzati per aiutare i tanti sfollati di questa lunga crisi che ha coinvolto il paese. Attraverso questi centri e altre strutture che man mano si rendono disponibili, si stanno distribuendo generi alimentari, prodotti per l’igiene, acqua potabile, e prodotti per il riscaldamento, si sta fornendo assistenza sanitaria, supporto psicologico, assistenza alle persone anziane rimaste sole ed accoglienza. Operatori e volontari sono mobilitati per trasportare le persone più vulnerabili in zone più sicure. Da segnalare anche la presenza di personale sanitario che negli anni si è specializzato nell’assistenza delle persone traumatizzate dalla guerra che risulta quanto mai preziosa in questo frangente.

Particolare attenzione è rivolta ai minori, in parte alloggiati presso 22 case famiglia, ma soprattutto ai tanti bambini ospitati negli orfanotrofi pubblici. La Caritas ha messo a disposizione nella parte più occidentale del paese 5 strutture di accoglienza dove assistere questi bambini.

La solidarietà si è estesa anche nei paesi limitrofi dove si stanno riversando i profughi. Si stima che nei prossimi giorni tra uno e cinque milioni di ucraini potrebbero cercare rifugio in Europa, passando soprattutto attraverso la Polonia. Le Caritas Polonia, Moldova e Romania sono in prima fila nell’organizzazione dell’accoglienza e chiedono un aiuto per far fronte a tale emergenza. In Moldavia la Caritas ha aperto tre centri (Chisinau, Palanca e Ocnita) per 500 posti letto, mentre in Polonia la rete delle Caritas diocesane ha messo a disposizione altri 2500 posti letto. Stanno inoltre mobilitando volontari per stare vicino alle famiglie che saranno accolte nei centri predisposti dalle autorità locali. Vicinanza e solidarietà sono state espresse anche a quanti sono dovuti scappare in Russia, nella regione di Rostov, che negli anni hanno ricevuto il sostegno della Caritas diocesana locale e di Caritas Italiana.

Registriamo infine una grande mobilitazione solidale in tutta Europa, con iniziative per la pace e di prossimità alle comunità di ucraini/e che vivono in Italia e negli altri paesi europei. In Italia molte ucraine impregnate in servizi di cura nelle nostre famiglie esprimono preoccupazione per la sorte dei loro familiari. Sono 230 mila gli ucraini che vivono stabilmente nel nostro paese, l’80 per cento sono donne che lavorano nei servizi di assistenza e cura.

Caritas Italiana ha messo a disposizione 100 mila euro per i bisogni immediati e resta accanto alla Caritas in Ucraina ed alla popolazione tutta. Ringrazia quanti stanno già sostenendo con generosità gli interventi umanitari in atto e rinnova l’appello alla raccolta fondi. Accoglie e rilancia l’invito che la Presidenza della Cei ha fatto a tutte Chiese che sono in Italia a unirsi in una corale preghiera per la pace e ad aderire alla Giornata di digiuno indetta da Papa Francesco per il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri per la conversione dei cuori e per invocare il dono della pace.

⇒È possibile sostenere gli interventi della Caritas utilizzando il conto corrente IT 15 E 05387 13005 000002957007, BPER AG. 4 di Ferrara Corso Martiri della Libertà, intestato a CARITAS DIOCESANA DI FERRARA – COMACCHIO con causale “Emergenza Ucraina”.