È morto Paolo Fioravanti, storico volontario Caritas

I volontari, le volontarie, gli operatori e le operatrici della Caritas di Ferrara ricordano con commozione l’amico Paolo Fioravanti, recentemente scomparso.

Ai fornelli della mensa Caritas di via Brasavola, per oltre 10 anni Paolo si è impegnato nel servizio alle persone bisognose, rendendo con la costanza e l’assiduità del suo servizio una umile concreta e gustosa testimonianza di Carità.

Rivolgiamo un pensiero affettuoso alla moglie Rita e alle figlie, unendoci nella preghiera al loro dolore.

Caritas diocesana

I quattro detenuti a S. Giacomo assieme a Michele Luciani

“FuoRiUscire”, libertà da condividere: il progetto Caritas per i detenuti

8xmille alla Chiesa Cattolica, una firma che fa bene: il progetto Caritas per detenuti a San Giacomo in via Arginone a Ferrara

di Andrea Musacci

Scontare gli ultimi mesi della pena fuori dal carcere. Una possibilità prevista dal nostro ordinamento e a Ferrara resa possibile grazie al progetto “FuoRiUscire”, iniziativa promossa dalla Caritas diocesana grazie ai fondi dell’8xmille, finalizzata al reinserimento sociale di detenuti che possono beneficiare di misure alternative alla detenzione, con residuo di pena inferiore ai due anni. 

Attualmente sono quattro i detenuti accolti nel Centro San Giacomo di via Arginone (e altri due sono stati accolti in precedenza): Ehis, Nabil, Yahya e Massimiliano. L’appartamento dove vivono fa parte dell’ex complesso parrocchiale, riconvertito dopo la costruzione, poche decine di metri più in là, del Nuovo Complesso San Giacomo Ap. (UP San Giacomo Ap.-Cassana-Mizzana).

PROGETTO NATO IN CARCERE

Il progetto “FuoRiUscire” nasce dalla collaborazione tra Caritas diocesana, Migrantes e i servizi educativi della Casa Circondariale di Ferrara avviata a giugno del 2021 per il sostentamento dei detenuti indigenti: un gruppo di 13 volontari della Caritas gestisce infatti, sempre grazie ai fondi dell’8xmille, all’interno del carcere un piccolo emporio per la distribuzione di indumenti, prodotti per l’igiene personale, alimenti (caffè, zucchero, biscotti, cioccolata). Dall’incontro con i detenuti e con le educatrici del carcere era emersa anche la difficoltà di attivare misure alternative (affidamento in prova, semi-libertà, domiciliari) perché molti detenuti, che pure ne potrebbero beneficiare, non hanno punti di riferimento all’esterno del carcere. Rispetto alla condizione dei detenuti indigenti, soprattutto stranieri, si era registrata una difficoltà ad intraprendere azioni positive tese al reinserimento sociale. Difficoltà linguistiche, differenze culturali, e la generale mancanza di punti di riferimento stabili nell’ambiente esterno pregiudicano, infatti, l’attuazione di programmi rieducativi e alimentano condizioni di disadattamento. I quattro detenuti attualmente a San Giacomo erano stati segnalati dalle educatrici del carcere per la loro buona condotta, e perché, durante la detenzione, avevano frequentavano la scuola e scelto di lavorare in cucina e come scopini.

Così, da luglio 2022 sono stati accolti i primi di loro, per i quali viene predisposto un percorso di reinserimento sociale che prevede il loro coinvolgimento nelle attività di volontariato e l’attivazione di tirocini (attualmente, per tre di loro) di 25 ore settimanali. Per quanto riguarda i tirocini lavorativi, il progetto prevede anche la collaborazione con IAL Emilia-Romagna.

I quattro detenuti a S. Giacomo sono ora impegnati nel Centro Caritas di via Brasavola (e in altri immobili gestiti da Caritas per l’accoglienza) nell’ambito della cucina, della gestione dello scarico merci e del magazzino, o per ogni altro lavoretto utile. Nel loro appartamento in via Arginone (al piano terra due camere da letto e cucina, al piano rialzato il bagno) si autogestiscono dividendosi i compiti. Nel retro, hanno anche allestito e curato un piccolo angolo relax con divanetti, fiori e piante. Un’ottima “palestra” di socialità, dunque, attraverso la condivisone della quotidianità domestica.

L’EMPORIO IN CARCERE

Come accennato, dal 2021 un gruppo di volontari e volontarie presta servizio all’interno della Casa Circondariale di Ferrara, dove la Caritas gestisce un piccolo emporio (aperto due volte la settimana) per la distribuzione di generi di prima necessità ai detenuti indigenti. Nel 2022 ha prestato assistenza a 273 detenuti (44% italiani, 66% stranieri) su un totale di 360.

«Il grosso del bisogno è ancora dentro il carcere: bisogna creare più contatti con l’esterno», ci spiega Michele Luciani, operatore Caritas di Ferrara che, quotidianamente, si reca nella struttura di San Giacomo. D’altra parte, anche i numeri parlano chiaro: secondo il 19° rapporto dell’associazione “Antigone”, nel nostro carcere cittadino si sono contati 79,6 episodi di autolesionismo ogni 100 detenuti. Caritas, inoltre, aiuta le famiglie dei detenuti in difficoltà se vi è richiesta da parte degli stessi carcerati. «Ci siamo resi disponibili ad accogliere persone in semilibertà (il giorno possono uscire per lavorare, ndr), ma per ora le nostre proposte non sono state accolte», prosegue Luciani. Chi vuole aiutare i detenuti – è l’appello di Caritas – ha varie possibilità: offrire loro lavoro (con l’affidamento in prova); ospitare coloro che possono usufruire delle misure alternative, offrendo appartamenti sfitti; fare una donazione in denaro (https://www.caritasfe.it/come-contribuire/), specificando nella causale “Aiuto carcere”; donare abbigliamento “comodo”, come tute e scarpe da ginnastica.

GLI ALTRI AMBIENTI A SAN GIACOMO APOSTOLO

Nel 2018 la comunità di San Giacomo e l’intera Arcidiocesi parteciparono alla posa della prima Pietra della nuova chiesa: fu la tappa fondamentale di un percorso iniziato nel 2011, quando la nostra Chiesa locale venne scelta per la progettazione di un complesso parrocchiale grazie a un concorso nazionale CEI. La Dedicazione del nuovo luogo di culto è avvenuta il 16 ottobre 2021.

Nell’ex complesso parrocchiale, oltre all’appartamento per i detenuti, è presente la scuola d’infanzia gestita dalla coop. “Il Germoglio”, un mercatino parrocchiale e altri appartamenti che dall’anno scorso ospitano alcuni nuclei familiari di profughi ucraini, attualmente quattro (due sorelle, due mamme ognuna con un figlio, una donna con la madre anziana e il nipote). Il progetto di accoglienza dei detenuti verrà comunque riportato alla sua modulazione iniziale al termine dell’emergenza Ucraina. Infine, l’ex chiesa e alcuni ambienti della parrocchia di San Giacomo Apostolo, da novembre del 2021 sono diventate il luogo di culto e la parrocchia della Comunità Ortodossa Russa dell’Icona della Madre di Dio di Kazan, guidata da padre Igor Onufrienko. Prima del sisma del 2012, le funzioni la comunità le celebrava nella chiesa di S. Stefano e poi a S. Francesca Romana.

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Nabil, marocchino, vive a S. Giacomo da luglio ’22. La sua pena, di 11 anni, finirà a luglio ’23. Massimiliano e Yahya (pakistano) abitano qui da fine ’22 e sono entrati in carcere nel ’19. La pena del primo finirà a luglio ’24, quella del secondo a novembre. Ehis, nigeriano, è in carcere dal ’17 e abiterà a S. Giacomo per un anno, fino al prossimo agosto.

 

Articolo pubblicato su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 16 giugno 2023

Emergenza alluvione, in tanti si sono offerti come volontari. Meglio non partire di propria iniziativa

Al momento, come Caritas, non vi è più necessità di volontari dal nostro territorio per le zone alluvionate della Romagna: sono, infatti, tante le richieste di partire giunteci in questi giorni, in seguito all’avviso pubblicato sabato.

Il Direttore Paolo Falaguasta, a nome di Caritas Ferrara, ringrazia di cuore tutti coloro che hanno mostrato la forte volontà di soccorrere i fratelli e le sorelle che vivono questa difficile emergenza.

Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, se dalle Caritas delle zone colpite arriveranno richieste specifiche di volontari, ricontatteremo le persone che si sono offerte, valutando di ognuna le competenze più adatte a seconda delle singole situazioni.

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Inoltre, Caritas Ferrara sconsiglia fortemente di partire di propria iniziativa per aiutare come volontari per i luoghi alluvionati. Chi intendesse farlo, è opportuno contatti uno degli enti o associazioni coinvolte nella gestione e organizzazione degli aiuti in loco (ad esempio, Protezione Civile, Croce Rossa).

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  • Per chi vuole fare donazioni in denaro, questi i riferimenti:

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella  causale “Emergenza alluvione 2023” tramite:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

  • Caritas Ferrara NON provvede alla raccolta di beni di prima necessità (alimenti, vestiti) per le popolazioni alluvionate, e suggerisce di NON organizzare raccolte improvvisate.
  • Per donare alimenti e vestiti, consiglia di contattare i Comuni direttamente coinvolti nell’emergenza.
  • È possibile aiutare anche tramite l’Emporio Solidale di Argenta, che ha attivato una raccolta fondi per l’acquisto di beni di prima necessità da utilizzare per l’accoglienza dei cittadini di Campotto, Conselice e Lavezzola ospiti nelle strutture argentano: IBAN IT89L0501802400000011179553. Causale: Emergenza Alluvione

(Foto ANSA/SIR)

Alluvione in Emilia-Romagna, ecco come aiutare: donazioni in denaro, volontari per spalare, donazione pale, carriole e stivali di gomma

La Caritas diocesana di Ferrara-Comacchio su indicazione delle Caritas diocesane regionali e in coordinamento con Caritas Italiana, fornisce le seguenti informazioni per aiutare le popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dalle recenti alluvioni:

 

  • Per chi vuole fare donazioni in denaro, questi i riferimenti:

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella  causale “Emergenza alluvione 2023” tramite:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
• UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

 

  • Per chi vuole offrirsi come volontario: inviare una mail a  info@caritasfe.it dando la propria disponibilità per le operazioni di rimozione di fango e detriti. Caritas Ferrara indicherà i nominativi dei volontari alle Caritas dei territori colpiti organizzando le trasferte. Caritas Ferrara sconsiglia di partire di propria iniziativa per i luoghi alluvionati.

 

  • Chi vuole, può donare pale, badili, carriole, stivali di gomma per spalare il fango per la primissima emergenza, portandoli lunedì 22 maggio dalle ore 9 alle ore 17 nella sede di Caritas Ferrara in via Brasavola, 19. Il materiale donato non verrà restituito.

 

  • Caritas Ferrara NON provvede alla raccolta di beni di prima necessità (alimenti, vestiti) per le popolazioni alluvionate, e suggerisce di NON organizzare raccolte improvvisate.

 

  • Per donare alimenti e vestiti, consiglia di contattare i Comuni direttamente coinvolti nell’emergenza.

 

  • È possibile aiutare anche tramite l’Emporio Solidale di Argenta, che ha attivato una raccolta fondi per l’acquisto di beni di prima necessità da utilizzare per l’accoglienza dei cittadini di Campotto, Conselice e Lavezzola ospiti nelle strutture argentano: IBAN IT89L0501802400000011179553. Causale: Emergenza Alluvione

 

SOS Ricerca volontari autisti per il nostro furgoncino!

La Caritas di Ferrara cerca urgentemente volontari per il servizio di autista per guidare uno dei due furgoni (un FIAT Doblò) impegnati nella raccolta quotidiana di beni alimentari per la mensa e la distribuzione viveri.

Il furgoncino è impegnato dal lunedì al venerdì indicativamente dalle 9 alle 11 e dalle 13.30 alle 15.

Per informazioni:

Telefono:  388 9706494

Mail: info@caritasfe.it

Lettino pieghevole

SOS Richiesta lettini da bambino pieghevoli

La Caritas di Ferrara chiede a chi ne ha la possibilità di donare lettini da bambino pieghevoli (non in legno o altro materiale rigido).

Si accettano sia lettini nuovi sia usati, pur in buone condizioni.

Per info e donazioni scrivere a  info@caritasfe.it

I lettini possono essere consegnati dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 12.

 

Lettino pieghevole

Lettino pieghevole

Donazione delle Farmacie Comunali alla Caritas di Ferrara

In questi giorni AFM – Farmacie Comunali Ferrara ha donato alla nostra Caritas diocesana diversi prodotti che verranno utilizzati nell’ambulatorio e nella sede di Casa Betania in via Borgovado a Ferrara.

Si tratta di 30 spazzolini per bambini,  9 scatole di integratori per adulti e bambini, 26 scatole di disinfettante e 35 scatole di Tachipirina.

La nostra Caritas ringrazia sentitamente Farmacie Comunali Ferrara per quest’ulteriore e importante donazione.

 

La Caritas ti promuove: ecco l’Anno di Volontariato Sociale per studenti UniFe

“30 e lode in solidarietà applicata!”: questo lo slogan scelto dalla Caritas di Ferrara per il nuovo progetto pensato per giovani universitari. La possibilità di prestare servizio per 12 mesi nelle nostre strutture. Un’esperienza che cambia la vita

Gli anni universitari per molti giovani non significano solo una – pur formativa – esperienza nelle aule delle Facoltà, ma anche la possibilità di mettersi alla prova entrando in relazione col tessuto sociale della città.

Per questo, la Caritas di Ferrara propone agli studenti e alle studentesse iscritte all’Università degli Studi di Ferrara l’Anno di Volontariato Sociale, 12 mesi dedicati al servizio delle persone bisognose, per vivere un’esperienza di crescita e discernimento personale, partecipazione sociale, condivisione.

 

DI COSA SI TRATTA

Pensato insieme al Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e alla Migrantes diocesana, l’Anno di Volontariato Sociale è rivolto a studenti o studentesse italiani/e o stranieri/e di età compresa fra i 18 e i 25 anni, iscritti a UniFe, in corso o fuori corso al massimo di due anni.

L’impegno richiesto è di 12 mesi, con 15 ore di servizio settimanali dedicate all’assistenza di persone senza fissa dimora, famiglie indigenti, profughi, detenuti, donne e minori in condizione di disagio sociale.

Il programma delle attività sarà concordato con i giovani in base alle loro disponibilità, in modo flessibile.

L’esperienza di servizio sarà accompagnata e sostenuta da momenti di formazione e condivisione, per aiutare i giovani impegnati nell’AVS a comprendere le problematiche sociali con cui si confronteranno, analizzare le difficoltà, programmare le attività, riflettere sul valore del servizio per sé stessi e per gli altri.

I giovani saranno inoltre invitati a partecipazione a eventi e iniziative di animazione sociale promossi dalla Caritas, per rendere testimonianza del loro impegno e promuovere la solidarietà sociale.

A beneficio dei giovani impegnati nell’AVS è prevista l’erogazione di una borsa di studio, a titolo di rimborso delle spese sostenute nell’arco dell’anno per il proprio mantenimento agli studi: tasse universitarie, acquisto dei libri, viaggi e trasporti, alloggio.

Non ci sono limiti di tempo per aderire all’AVS. È sufficiente inviare una mail a avs@caritasfe.it manifestando il proprio interesse e indicando: nome, cognome, numero di telefono. I giovani interessati saranno ricontattati da un referente della Caritas per un colloquio. I giovani che manifesteranno il proprio interesse entro il 30 maggio, potranno iniziare l’AVS già nel successivo mese di giugno.

 

L’ESPERIENZA DEL PASSATO: IL SERVIZIO CIVILE

Dai tempi dell’obiezione di coscienza fino al 2021, la Caritas di Ferrara ha accolto ogni anno numerosi giovani, ragazze e ragazzi, italiani e stranieri, grazie ai progetti di Servizio Civile Nazionale, Regionale ed Europeo di cui si è fatta promotrice. Un’esperienza di oltre vent’anni che ha stabilito un legame costante e tuttavia sempre nuovo tra la Caritas e i giovani, fondato sul valore educativo della Carità.

Col passare degli anni, però, l’impegno richiesto agli enti accreditati per il Servizio civile si è sovracaricato di aspetti burocratici e formali che, sebbene finalizzati a sostenere la qualità della proposta, l’hanno di fatto irrigidita, compromettendone l’autenticità. E forse anche a causa di questa eccessiva complessità che si registra tra i giovani un crescente disinteresse al Servizio Civile in modo particolare nel settore dell’assistenza sociale, proprio quello in cui si collocano storicamente i progetti della Caritas. Da queste valutazioni è maturata la decisione della Caritas di Ferrara di non partecipare agli ultimi Bandi di Servizio Civile, per sperimentare invece proposte alternative, svincolate dalle logiche progettuali, più semplici, più flessibili, e più immediate, legate cioè all’esperienza quotidiana di relazione e servizio alle persone bisognose, nei contesti “ordinari” dell’attività Caritas: la mensa per i poveri, il guardaroba sociale per le persone senza fissa dimora, l’affiancamento di mamme e bambini accolte presso Casa Betania…

 

UNA PROPOSTA DIFFERENTE

«Abbiamo deciso di rivedere la nostra proposta per i giovani. Cerchiamo nuove strade. Punto di partenza è questo Anno di Volontariato Sociale, che proponiamo ai giovani per la prima volta», ci spiega Michele Luciani, già referente Caritas per il Servizio civile. «Rispetto al Servizio Civile, è più snello – 15 ore settimanali invece di 25 – e più flessibile, perché gli orari e le attività di servizio verranno concordati con i ragazzi e le ragazze coinvolte, in base ai loro altri impegni, soprattutto lo studio, e alle loro attitudini. E si potranno modificare e rivedere strada facendo. Continuiamo a chiedere tuttavia un anno di impegno, perché crediamo che un’esperienza di servizio abbia bisogno di un tempo congruo per essere pienamente compresa e assorbita dai giovani».

Si tratta di «un’esperienza di servizio che valorizza il rapporto diretto con le persone bisognose e la relazione con gli altri volontari. Anche la formazione che proporremo non ha nulla di teorico, ma coinvolgerà direttamente i giovani. Negli incontri curati dalla Pastorale Giovanile e dalla Migrantes diocesana chiederemo ai giovani di condividere le esperienze che stanno vivendo, i dubbi, le emozioni, le critiche, le proposte; per rileggerle insieme e trovare insieme risposte di valore, nuove domande, significati… Un’avventura nella quale invitiamo i giovani a lasciarsi coinvolgere e a coinvolgerci. Per il primo anno ci rivolgiamo in modo particolare agli studenti universitari di Ferrara, che sono sempre stati tra i principali protagonisti anche dei nostri progetti di Servizio Civile. Negli ultimi anni abbiamo riscontrato tra loro tante situazioni di difficoltà e disagio, legate all’impoverimento delle famiglie e all’isolamento dei giovani. Per questo associamo alla proposta dell’AVS il benefit della borsa di studio, in modo che essa sia realmente accessibili a tutti».

Una finestra sulla Caritas: i nostri interventi su Radio Dolce Vita

I vari servizi di assistenza per le persone bisognose e l’accoglienza di donne e minori. Su Radio Dolce Vita (FM 94,6 – https://www.radiodolcevita.it/), nel programma “La finestra su Ferrara”, sono intervenuti tre operatori della nostra Caritas diocesana: Michele Luciani, Coordinatore dei servizi per l’assistenza, ha riflettuto su chi sono i bisognosi oggi, le nuove povertà, i servizi del nostro Centro di via Brasavola (mensa, ambulatorio, centro di ascolto, guardaroba sociale), i progetti per l’autonomia dei bisognosi e le reti sociali da costruire.

Maria Teresa Stampi, operatrice sociale, e Marika Belmonte, Assistente sociale, hanno invece spiegato come avviene l’accoglienza di donne e minori a Casa Betania e nei diversi appartamenti in città.

Questi gli orari di programmazione dello spot Caritas su Radio Dolce Vita: dal 01 al 31 maggio con 6 passaggi: 08:10, 12:10, 13:10, 15:10, 18:10, 19:10.
Le interviste andranno in onda: giovedì 4 maggio alle ore 08:10 e replica domenica 7 alle ore 12:10; venerdì 26 maggio alle ore 08:10 e replica lunedì 29 alle ore 13:10.

Qui sotto potete ascoltare gli audio.

 

 

(Articolo aggiornato il 2 maggio 2023)

La carità è camminare insieme: i nostri nuovi progetti

I bisognosi non come “utenti” ma persone con cui condividere spazi e tempi di prossimità. Una maggior collaborazione tra i volontari Caritas Ferrara, e tra la stessa e altre associazioni solidali. Un progetto per gli studenti di UniFe. Suggestioni e proposte dopo il Convegno nazionale delle Caritas diocesane

“Agli incroci delle strade. Abitare il territorio, abitare le relazioni” è il titolo del 43° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che ha riunito dal 17 al 20 aprile a Salerno 660 delegati da 173 Diocesi. Quattro giorni di testimonianze e interventi che hanno messo in evidenza la necessità di “abitare il territorio con creatività”, mettendo al centro la comunità, rendendo i poveri protagonisti dei processi decisionali. Non a caso, il sottotitolo dell’evento recitava così: “Camminare insieme sulla via degli ultimi, per cercare i lontani e invitare gli esclusi”.

Per la nostra Caritas diocesana hanno partecipato il Direttore Paolo Falaguasta e l’operatore Michele Luciani. È proprio quest’ultimo a raccontarci che cosa si “porta a casa” di quest’intensa esperienza.

 

UNIVERSALE E LOCALE: IDEE CALATE NELLA REALTÀ

«Ritrovarsi assieme a Salerno fra delegati Caritas da tutta Italia, oltre che un piacevole momento di incontro, rappresenta uno stile, un metodo di lavoro, un modello organizzativo per costruire comunità intorno ai servizi per le persone bisognose», ci spiega Luciani.

Per questo, «se le Caritas parrocchiali trovano nella loro Caritas diocesana un luogo permanente di confronto e discernimento, allo stesso modo le Caritas diocesane trovano nella propria Caritas regionale un punto di riferimento per il confronto e la formazione permanente». Come Caritas Ferrara, a livello regionale siamo parte di diversi tavoli fra i tanti (Immigrazione, Servizio civile e proposte educative per i giovani, Centri di ascolto, Osservazione povertà, oltre a partecipare al Gruppo di lavoro dei Direttori diocesani). Da questi tavoli, ogni Regione esprime propri delegati regionali per analoghi tavoli nazionali di Caritas Italiana.

«Questo metodo di lavoro è importante in un duplice senso», prosegue Luciani: da una parte, universale (la carità come tema generale, la promozione e l’educazione della solidarietà), «che fa convergere in una lettura integrata»; dall’altra parte, nel senso di tradurre questi valori (carità, solidarietà, fratellanza) in esperienze particolari, locali, «mostrando come questi siano concetti non astratti ma calati nella realtà», nelle singole esperienze territoriali.

 

SPAZI E TEMPI CONDIVISI: IL PROTAGONISMO DEI POVERI

«La politica è la forma più alta di carità», diceva papa Pio XI, concetto poi ripreso dai successivi pontefici. E in questo solco sono state diverse le suggestioni dal Convegno salernitano, in particolare nell’intervento di Giovanni Laino, docente all’Università Federico II di Napoli.

«Le strade della carità – riflette ancora Luciani – non sono fatte per viaggi solitari, ma sono luoghi di incontro e di relazione. La carità si fa quindi politica quando i servizi di carità per la comunità diventano servizi della comunità. Il nostro caro don Paolo Valenti a noi giovani obiettori di coscienza diceva che l’obiettivo ultimo della Caritas è quello di scomparire», perché diventata “inutile”. «È una provocazione attuale, non ancora adeguatamente recepita», prosegue Luciani. «Significa che la Caritas dovrebbe scomparire nella comunità, coinvolgendola a fondo e lasciandosi coinvolgere dalla stessa, non solo nella gestione dei servizi ma anche nella lettura dei bisogni, nel discernimento e nelle decisioni prese insieme, poveri inclusi». Poveri che, quanto i ricchi, sono a pieno titolo «soci della società».

Andare verso le periferie, per Luciani, significa dunque «decentrarsi, accettando le incognite del cammino: per far questo bisogna avere coraggio, bisogna sapersi prendere dei rischi». Senza questo coraggio non si potrà dar vita a una «carità che valorizzi il protagonismo dei poveri». Non si tratta però di creare nuove forme di delega: «ciò si attua soprattutto nelle relazioni di prossimità, non solo nelle lotte di emancipazione. Lo spirito della Caritas non è “rivoluzionario” ma autenticamente uno spirito di servizio che si esprime umilmente, per creare spazi e tempi quotidiani condivisi, promiscui», superando polarità tra chi comanda e chi è comandato. Nel Vangelo Gesù diceva ai discepoli: «vi ho chiamato amici» (Gv 15,12-17). «Ogni giorno – riprende Luciani – possiamo condividere questa amicizia, abitando assieme quegli incroci con coraggio, condividendo la gioia. La mia stessa esperienza ventennale in Caritas è ricchissima di questi incontri, di umanità, tanto che io stesso rischio di non accorgermene più, in una sorta di iperimmersione nel mio servizio, quindi di assuefazione che a volte non mi fa più vedere la bellezza, la speranza, la gioia, la salvezza che l’incontro con gli altri porta. A volte abbiamo bisogno di quel sacrosanto silenzio per dire e ridire dentro di noi: “Signore, quando passi non scordarti di fermarti a casa mia”».

I delegati dell'Emilia-Romagna presenti al recente Convegno di Salerno

I delegati dell’Emilia-Romagna presenti al recente Convegno di Salerno

 

TRE PROPOSTE DALLA NOSTRA CARITAS: GRUPPO DI VOLONTARI, COLLABORAZIONE CON VIALE K, PROGETTO PER I GIOVANI UNIVERSITARI

Gioia e coraggio come essenza di uno stile evangelico sempre da riscoprire. Gioia e non ansia: piccoli gesti da compiere, non obiettivi stratosferici. Un lavoro rinnovato che, è sempre importante sottolinearlo, non può non prescindere dall’ importanza di «comunicare meglio ciò che facciamo e i segni di speranza che ogni giorno raccogliamo nell’incontro con le persone del nostro servizio». Da qui anche l’uso maggiore del nostro sito web (https://www.caritasfe.it/), dei nostri social (https://www.facebook.com/caritasferrara/https://www.instagram.com/caritas_ferrara/) e la ricerca di linguaggi più semplici e immediati.

Per questo, ci spiega Luciani, la nostra Caritas diocesana propone tre progetti “arditi” di condivisione, con uno sguardo nuovo sui servizi di carità.

1. Il gruppo di coordinamento dei volontari Caritas. C’è bisogno di un maggiore coinvolgimento dei volontari di Caritas Ferrara anche nel monitoraggio delle attività, nella lettura dei bisogni e nella programmazione: per questo, come Caritas Ferrara «vogliamo costituire un gruppo di rappresentanza dei gruppi di volontari della nostra Caritas impegnati nei vari servizi (mensa, accoglienza ecc.)». Un gruppo formato da un rappresentante di ogni gruppo di volontari per i vari servizi, che si ritrovi almeno una volta al mese per mettere insieme le varie esperienze. «Anche questo significa decentrarsi, seguendo percorsi non pensati dal Direttore o dagli operatori ma in modo partecipato». In pieno stile sinodale, potremmo dire.

2. Collaborazione con Viale K per i senza fissa dimora. «Stiamo lavorando – prosegue Luciani – a un progetto pensato per le persone senza fissa dimora (guardaroba, lavanderia, servizio docce) assieme all’Associazione Viale K. «Un servizio che sarà presente negli ambienti dell’ex parrocchia di San Giacomo all’Arginone», coordinato da un gruppo di volontari che, solo dopo essersi formato, imposterà nel dettaglio il servizio, agendo così “dal basso”.

3. L’Anno di Volontariato Sociale per studenti di UniFe. Dopo la conclusione dell’esperienza del Sevizio Civile nella nostra Caritas diocesana, «abbiamo pensato di elaborare proposte nuove, meno artificiose, che incontrino di più la realtà. Facciamo, quindi, ai giovani universitari una proposta di impegno, che tenga anche conto della flessibilità di orari di cui hanno bisogno». È l’Anno di Volontariato Sociale: la possibilità di un’esperienza in Caritas in cambio di una borsa di studio. Un progetto portato avanti da Caritas Ferrara in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Giovanile e con la Migrantes diocesana. Ne riparleremo meglio a breve.