GRAZIE

La città di Ferrara si mobilita: solidarietà concreta per l’emergenza Grattacielo

In queste settimane, la comunità ferrarese ha risposto con straordinaria generosità e sensibilità all’emergenza legata al Grattacielo. Sin dai primi momenti, cittadini, associazioni e realtà locali hanno offerto materiali, contributi economici e servizio volontario, rispondendo con prontezza ai bisogni delle persone coinvolte.

La mobilitazione della città non è stata solo un gesto di solidarietà, ma un vero abbraccio collettivo verso chi rischiava di perdere ciò che aveva costruito con fatica. Senza questo impegno immediato, molti abitanti residenti di Ferrara si sarebbero trovati in difficoltà.

L’Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio e Caritas Diocesana coordinano l’accoglienza temporanea presso la struttura di San Bartolo, garantendo supporto continuo, assistenza concreta e orientamento alle persone singole e alle famiglie. Ogni donazione, ogni gesto di disponibilità, permette di mantenere sicurezza e dignità per chi attraversa momenti di forte incertezza.

Questo straordinario impegno collettivo dimostra quanto la comunità possa fare quando si unisce per una causa comune, mettendo al centro la solidarietà e l’attenzione verso chi vive un momento di difficoltà.

A tutti coloro che hanno contribuito e continuano a farlo con il loro tempo, le loro risorse o la loro attenzione:

GRAZIE!

La vostra vicinanza ha fatto e continua a fare la differenza, rappresentando un esempio luminoso di cittadinanza responsabile, generosa e senza pregiudizi.

Giornata Diocesana della Carità: offerte a favore degli sfollati del Grattacielo

Domenica 22 marzo, V Domenica di Quaresima, si celebra la Giornata Diocesana della Carità. Un’importante occasione per porre al centro del cammino verso la Pasqua il valore della solidarietà, condividendo i frutti del digiuno e mantenendo viva l’attenzione verso le persone in difficoltà.

In questa giornata, l’intera comunità è invitata a riflettere sul significato concreto della carità e sulla presenza spesso silenziosa, ma diffusa, di situazioni di bisogno anche nel proprio territorio. Le offerte raccolte saranno destinate a sostenere le persone sfollate dal Grattacielo di Ferrara attualmente accolte presso la struttura di San Bartolo. Qui, oltre 40 persone tra nuclei familiari e lavoratori, stanno vivendo un percorso di accoglienza temporanea reso possibile grazie all’impegno di volontari e operatori: un’organizzazione attenta non solo ai bisogni materiali, ma anche alla qualità della convivenza, al mantenimento dei legami e al progressivo accompagnamento verso una nuova sistemazione abitativa.

La Caritas Diocesana di Ferrara-Comacchio, attraverso le donazioni ricevute, sostiene questo percorso contribuendo a garantire accoglienza, supporto nella vita quotidiana e orientamento nella ricerca di una nuova autonomia.

Sarà possibile effettuare un’offerta durante le Sante Messe di domenica 22 marzo in tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi, oppure con carta di credito attraverso il modulo “Dona ora” o tramite bonifico bancario: IBAN IT10R0538713004000000006664 intestato a Arcidiocesi di Ferrara–Comacchio, causale “Emergenza Grattacielo”.

 

Biscotti e Speranza: piccoli dolci, grandi storie

Laboratorio di pasticceria al Centro Diurno di via Arginone: la cucina come spazio di incontro, reinserimento e comunità

Laboratorio di pasticceriaMarina dice che lo zucchero andava messo prima, come faceva sempre sua nonna, nell’ordine giusto: prima lo zucchero e dopo la farina. Altrimenti si formano i grumi.

Paco dice che il cucchiaino è una misura imprecisa: nel cassetto delle posate ci sono i cucchiaini più grandi e quelli più piccoli. Comunque abbiamo sicuramente esagerato con l’estratto di vaniglia, perché lui si è confuso e ha preso un cucchiaio da minestra.

Hassan dice che con altri due minuti di cottura sarebbe stata perfetta: “senti? vedi? assaggia: mancano proprio quei due minuti di croccantezza”. E invece la vaniglia non si sente proprio.

Francesco dice che il detersivo per i piatti fa poca schiuma e non sgrassa. In ogni caso, la prossima volta, per l’impasto, sarebbe meglio usare una ciotola sola, altrimenti “i piatti li lavate voi!”.

Nino parla mentre mastica, con vigorosa soddisfazione, e dice che “a lagnarsi sempre ti resta la bocca storta”. Secondo lui, sono buonissimi.

E tu cosa dici?

Laboratorio di pasticceriaCon Nino che alloggia al dormitorio, con Paco e Francesco appena usciti dal carcere, con Marina che ha perso il lavoro, con Hassan che prende tante pastiglie, noi al Centro Diurno cuciniamo fraternamente i biscotti.

Se conosci anche tu una ricetta speciale, se hai voglia di offrire la tua compagnia a chi vive in disparte, se ogni tanto soffri di solitudine, se hai una giornata libera… vieni a sfornare i biscotti con noi.

Puoi sostenere il nostro piccolo laboratorio di pasticceria anche con donazioni di attrezzature: quella impastatrice che ti ha regalato Babbo Natale e che non hai ancora tirato fuori dalle sagome di polistirolo; stampi, tortiere, spatole, rulli e setacci dimenticati in fondo alla credenza; la sac à poche con duecento beccucci intercambiabili che hai usato mezza volta per spargere ovunque la crema chantilly…

Per informazioni: info@caritasfe.it

Accoglienza a San Bartolo: dall’emergenza alla costruzione di una comunità

Oltre 40 persone accolte, famiglie e lavoratori, con il sostegno dei volontari e delle donazioni.

Dall’emergenza alla nuova sistemazione

A seguito dell’evacuazione del Grattacielo e dell’attivazione dell’accoglienza straordinaria da parte dell’Arcidiocesi e di Caritas Ferrara-Comacchio, la struttura di San Bartolo è diventata il nuovo punto di riferimento per le persone rimaste senza casa.

Il trasferimento delle persone accolte a Viale K si è concluso nei primi giorni di marzo. Le operazioni hanno richiesto l’aiuto di numerosi volontari che hanno messo a disposizione le proprie auto per trasportare persone e valigie. Nei bagagli c’era tutto ciò che ciascuno era riuscito a recuperare dal proprio appartamento: non è stato un semplice spostamento logistico, ma un passaggio delicato, carico di fatica e significato.

Oggi a San Bartolo sono accolte oltre 40 persone: due nuclei familiari – un padre con la figlia di 19 anni e una famiglia composta da padre, madre e tre figli appena maggiorenni – e diversi lavoratori singoli, provenienti dalle tre torri del Grattacielo.

L’organizzazione degli spazi e della quotidianità

La struttura dispone di camere da due a sei posti letto. Le famiglie con figli maggiorenni sono state collocate in stanze vicine, in un’ala con bagni dedicati, così da garantire maggiore riservatezza e stabilità.

Per i lavoratori singoli si è scelto di valorizzare i legami già esistenti: ex coinquilini, connazionali, colleghi con orari simili. Questo per favorire la convivenza e limitare i disagi legati ai turni di lavoro, che in molti casi iniziano alle quattro del mattino.

Un elemento significativo è emerso spontaneamente: alcune persone già presenti a San Bartolo hanno chiesto di poter accogliere nelle proprie stanze amici in arrivo da altre torri. Invece di preferire camere con meno posti letto, diversi hanno scelto stanze più grandi per poter rimanere insieme. Un segnale concreto del valore delle relazioni in un momento di forte instabilità.

La sera la cena viene organizzata a turni, anche perché i rientri dal lavoro sono scaglionati. I pasti arrivano dalla mensa Caritas, preparati con il contributo di scout e volontari. Nel fine settimana è presente anche la Croce Rossa; i volontari continuano a occuparsi delle pulizie e del supporto quotidiano.

Come racconta Silvia Imbesi, una delle referenti dell’Unità di Strada, “non sembra assolutamente un dormitorio… sembra davvero un ostello della gioventù”. E ancora: “San Bartolo è tutto molto bello, molto pulito, molto pacifico”.

Non mancano le difficoltà, soprattutto per chi lavora fuori città e ora deve attraversare Ferrara all’alba per raggiungere treni e corriere, ma molti si sono attrezzati con biciclette e monopattini per superare il problema.

A colpire è anche il clima che si respira nella struttura. Come sottolinea ancora Silvia: “C’è un clima, una serenità, c’è voglia di ridere, sono tutti educatissimi, super rispettosi”.

La ricerca di una nuova casa

L’accoglienza a San Bartolo è pensata come soluzione temporanea. Per questo, ogni sera, una parte del tempo è dedicata alla ricerca di un’abitazione stabile.

Si consultano annunci, si contattano proprietari, si fissano appuntamenti. Molti stanno cercando casa insieme, per dividere le spese e continuare una convivenza già sperimentata in questi giorni. Altri valutano soluzioni singole, con il desiderio di raggiungere al più presto una sistemazione autonoma.

Accanto alla ricerca dell’alloggio, si affrontano anche le questioni burocratiche: chiusura delle utenze, residenza, gestione della posta, assicurazioni. La ricostruzione passa anche da questi passaggi concreti.

Il sostegno del quartiere di Aguscello

Un segnale importante è arrivato dal Comitato del Quartiere di Aguscello, che ha voluto esprimere pubblicamente il proprio benvenuto.

“Benvenuti ad Aguscello”, si legge nel messaggio diffuso nei giorni scorsi. “La nostra è una piccola e vivace comunità…”

Il comitato ha sottolineato il desiderio di collaborazione e integrazione, invitando i nuovi arrivati a partecipare alla vita del quartiere: le cene condivise, le feste, le iniziative comunitarie. “Non sarà facile darvi consolazione, non abbiamo questi super poteri, ma di sicuro avrete il sostegno di tante persone che dalle proprie disavventure hanno imparato cosa vuol dire prendersi cura del prossimo”, si legge ancora nel messaggio. Un’accoglienza che non si limita agli spazi, ma si traduce in relazioni.

Una risposta che coinvolge molti

L’esperienza di San Bartolo è il risultato del lavoro coordinato di operatori, volontari e delle donazioni ricevute in queste settimane.

L’emergenza del Grattacielo ha richiesto una risposta rapida e organizzata. A San Bartolo questa risposta si è strutturata in un’accoglienza ordinata, attenta ai legami e alle esigenze lavorative delle persone coinvolte.

Oltre alla gestione dell’emergenza, sta emergendo un elemento altrettanto importante: la capacità delle persone accolte di sostenersi a vicenda e di collaborare nella gestione della vita quotidiana. In un momento di forte incertezza, questo rappresenta una base concreta su cui costruire i prossimi passi verso una nuova stabilità.

FarmAmica e Caritas Ferrara: un aiuto concreto alla salute del territorio

Dal 2024 oltre 7.300 euro donati grazie alla raccolta punti. Dopo il primo aggiornamento, presentiamo ora i dati da settembre 2025 a gennaio 2026.

Il Progetto FarmAmica

Grazie alla collaborazione tra le Farmacie Comunali e Caritas Ferrara, attraverso il Progetto FarmAmica, nel 2024 sono stati donati a Caritas 7.359 euro destinati all’acquisto di medicinali per persone in difficoltà.

Queste risorse permettono di sostenere concretamente persone e famiglie che, vivendo situazioni di fragilità economica, necessitano di cure e farmaci non sempre accessibili.

Nel primo report, relativo al periodo maggio-agosto 2025, sono stati utilizzati 445,72 euro per l’acquisto di medicinali destinati ai beneficiari accompagnati da Caritas.

Il secondo report: settembre 2025 – gennaio 2026

Nel periodo settembre 2025 – gennaio 2026 sono stati utilizzati 2.079,78 euro per l’acquisto di farmaci a favore di 47 beneficiari seguiti dai servizi Caritas.

La distribuzione per fasce d’età evidenzia una prevalenza significativa di adulti tra i 30 e i 64 anni, che rappresentano oltre tre quarti delle persone sostenute:

  • Bambini (0-10 anni): 2%
  • Minori (11-17 anni): 2%
  • Giovani (18-29 anni): 8%
  • Adulti (30-64 anni): 77%
  • Anziani (65+): 11%

Per quanto riguarda il genere, il 77% dei beneficiari è composto da uomini e il 23% da donne, confermando anche in questo periodo una prevalenza maschile tra le persone che hanno avuto accesso al sostegno farmaceutico.

Il ruolo dell’Ambulatorio Caritas

L’accesso ai farmaci si inserisce nel più ampio servizio dell’Ambulatorio medico di Caritas Ferrara.

L’Ambulatorio offre ascolto, orientamento sanitario e supporto a persone che spesso non hanno un medico di riferimento o incontrano ostacoli nell’accesso al sistema sanitario. Il servizio rappresenta un punto di riferimento per persone in situazione di fragilità economica, sociale e spesso anche abitativa.

Il sostegno garantito attraverso FarmAmica rafforza questo percorso di accompagnamento: non solo una risposta emergenziale, ma un’attenzione continuativa alla salute come diritto fondamentale della persona.

 

Grattacielo Ferrara

Emergenza Grattacielo: l’Arcidiocesi e Caritas attivano l’accoglienza a San Bartolo

Con comunicato del 12 febbraio 2026, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio ha annunciato la gestione temporanea di uno stabile dell’Azienda USL nel complesso di San Bartolo per accogliere persone e famiglie sfollate dall’area Grattacielo.

Nel mese di gennaio un incendio ha interessato il Grattacielo di Ferrara, determinando l’evacuazione di numerosi nuclei familiari. Nelle settimane successive, a seguito delle verifiche tecniche e dello sgombero delle ulteriori torri del complesso, si è reso necessario individuare soluzioni abitative temporanee per le persone rimaste prive di alloggio.

In questo contesto, in data 12 febbraio 2026, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, attraverso la Caritas diocesana, ha formalizzato la decisione di gestire in comodato temporaneo uno stabile dell’Azienda USL situato nell’area del complesso di San Bartolo, immobile di proprietà pubblica, per far fronte all’emergenza.

Gestione della struttura di San Bartolo

La struttura è stata resa operativa in tempi rapidi per accogliere persone e famiglie in condizione di particolare fragilità. L’organizzazione degli spazi ha previsto l’allestimento di posti letto con brande, materassi e coperte, la predisposizione di aree comuni e la distribuzione di beni di prima necessità. È stato inoltre garantito il supporto alimentare, anche attraverso il collegamento con il servizio mensa.

Per le attività di allestimento e gestione iniziale sono stati coinvolti circa cinquanta volontari, che hanno operato per rendere la struttura idonea all’accoglienza nel più breve tempo possibile.

Comunicazione dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio

Abbiamo seguìto con preoccupazione come Chiesa di Ferrara-Comacchio, la situazione delle persone e delle famiglie evacuate prima da una torre, poi successivamente dalle altre due nell’area Grattacielo della nostra città. Dopo l’evacuazione della prima torre, l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, attraverso la Caritas diocesana, ha dato la disponibilità ad accogliere le donne – una decina – che non avevano un alloggio dove andare ad abitare e ha seguito anche altre persone, soprattutto per quanto riguardai pasti con l’utilizzo della mensa. Attraverso il lavoro di incontro e di conoscenza operato dall’Unità di Strada della Caritas, abbiamo potuto constatare che, a seguito dell’evacuazione di persone e famiglie dalle altre due torri, molte di loro sarebbero rimaste senza una casa, costrette ad arrangiarsi in strada, anche per la mancanza di un vero piano di emergenza. Per questa ragione, abbiamo deciso di gestire con la Caritas diocesana, in comodato temporaneo, uno stabile di cui dispone l’Azienda USL, nell’area del complesso di San Bartolo, per accogliere persone e famiglie che si trovassero nei prossimi giorni a non avere un alloggio, in attesa che le Istituzioni preposte si attivino. Particolare attenzione sarà posta nei riguardi delle famiglie con minori e di anziani e fragili. E ’un momento difficile per cinquecento persone della nostra città, momento che richiede il ruolo primario delle Istituzioni, ma anche la solidarietà di tutti.

Per quanti desiderassero contribuire alle spese di gestione dell’accoglienza dei singoli e delle famiglie, è attivo un conto corrente operativo della Caritas Diocesana presso

BPER Banca: conto IT10R0538713004000000006664

intestato a Arcidiocesi di Ferrara e Comacchio

causale Caritas Emergenza Grattacielo

E’ possibile fare donazioni alla Caritas diocesana anche attraverso il link www.caritasfe.it/dona-ora

 

AAA VOLONTARI CERCASI: CARITAS COMACCHIO HA BISOGNO DI TE!

Il 26 marzo 2025 ha dato il via a un nuovo progetto della Caritas Diocesana di Ferrara-Comacchio: l’apertura della Casa di Accoglienza “San Giovanni Bosco”, affiancata dal Centro di Ascolto già operativo da diversi anni.

La Casa, dotata di quattro stanze con bagno, per un totale di 6/7 posti letto, cucina e sala mensa comune, lavanderia e Ufficio accoglienza, rappresenta un rifugio sicuro per donne, sole e/o con bambini, che affrontano situazioni di fragilità, emarginazione, isolamento…

È un luogo dove il dolore si trasforma in speranza, dove ogni porta che si apre è un abbraccio, ogni stanza è una promessa di futuro.

Qui trovano ascolto, sostegno, rispetto. Qui ricominciano!

Il “servizio” di accoglienza è svolto da due volontari, Umberto e Rossella, supportati da amiche di buona volontà: Natalina, Giuliana, Sissi, Rina, Stefania, Marilena, Paola…Persone che credono nella dignità di ogni essere umano. Persone che sanno che, a volte, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è qualcuno che creda in noi.

E proprio per questo abbiamo bisogno anche di te.

Cerchiamo volontari e volontarie che vogliano mettersi in gioco, donare un po’ del proprio tempo, portare una parola gentile, una mano tesa, un sorriso sincero.

Vuoi candidarti?
08Vieni a trovarci ogni mercoledì, dalle 14:30 alle 16:30, in Via San Giovanni Bosco, 5 a Comacchio, o telefona al n. 0533 670794, cell. 3713933987 anche whatsapp. Puoi contattarci anche tramite email all’indirizzo caritascomacchio@gmail.com

Continuate a seguirci: presto vi racconteremo storie, progetti, piccoli grandi miracoli quotidiani…

 

Il 2025 di Caritas Ferrara, guardando al 2026

Il bilancio di un anno, guardando al futuro

Per la Caritas diocesana di Ferrara e Comacchio questo 2025 è stato straordinariamente intenso, denso di impegno per la nostra comunità, traguardi raggiunti e nuovi progetti avviati.

Unità di Strada

Abbiamo aperto l’anno salutando la nuova Unità di Strada delle volontarie di Caritas che la sera va a trovare le persone senza fissa dimora per offrire ascolto e aiuto a chi ha bisogno. Delle 52 persone avvicinate in questo primo anno di vita, la metà ha iniziato così un nuovo percorso di vita.

Centro Diurno

In primavera abbiamo aperto il nuovo Centro Diurno che in via Arginone 159 accoglie persone che durante il giorno non hanno un luogo dove stare, lo abbiamo dedicato a Papa Francesco che sempre quest’anno ci ha lasciato, ricordandoci fino alla fine il valore della carità. La media è stata di 20 accessi giornalieri di persone che hanno potuto così trovare un luogo caldo o fresco, a seconda della stagione, dove fare quattro chiacchiere, mangiare una merenda assieme, guardare la tv e giocare a carte, sentendosi meno sole.

Guardaroba solidale e parrucchiere di comunità

Accanto al centro sono sorti altri servizi come il guardaroba solidale, dove si possono trovare abiti come in un vero negozio, ma senza pagare nulla, il parrucchiere di comunità, perché avere barba e capelli in ordine è un diritto anche per chi non se lo può permettere, la sartoria sociale, che trasforma abiti usati in nuovi capi come berretti e boxer. Il guardaroba ha registrato oltre mille accessi nel 2025, con una media di 30 a settimana.

Premio Stampa

Siamo stati onorati e orgogliosi di ricevere il Premio Stampa 2025 dell’Associazione Stampa Ferrara “per l’impegno e il valore del ruolo che Caritas riveste nel promuovere e testimoniare la carità della comunità ecclesiale a vantaggio di chi è in forte difficoltà”.

Biblioteca per bambini

Per i più piccoli abbiamo inaugurato la biblioteca per bambini in Viale Po 8, legata al progetto “Giocare con le parole”, che aiuta mamme e figli ad apprendere la lingua italiana in un ambiente giocoso, che mette a disposizione libri e momenti di lettura condivisa.

Centro accoglienza di Comacchio

Il 2025 è anche l’anno in cui abbiamo aperto il centro di accoglienza di Comacchio che attualmente accoglie 10 donne indigenti, che stiamo cercando di avviare verso percorsi di autonomia.

Cibo e salute le nostre priorità

Accanto a questo, abbiamo portato avanti i nostri servizi tradizionali, come la mensa che ha elargito 60 mila pasti, la distribuzione di pacchi di viveri a mille famiglie, il Poliambulatorio Medico di Caritas, che ha ricevuto dall’Ordine dei Medici il premio “Medico dell’anno”, per l’impegno nell’offrire cure, orientamento ai servizi e farmaci gratuiti grazie all’iniziativa Farmamica delle Farmacie Comunali. Prosegue anche l’attività del Centro di ascolto psicologico, che ora ha uno spazio rinnovato. Oltre al progetto di microcredito “Mi fido di Noi”, promosso a livello nazionale da Caritas Italiana e dalla Conferenza Episcopale Italiana, uno strumento di microfinanza orientato all’erogazione di piccoli prestiti e all’accompagnamento delle persone beneficiarie.

Il volontariato

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza le operatrici e gli operatori di Caritas, che ogni giorno mettono a disposizione la loro umanità e professionalità, ma soprattutto le 300 volontarie e volontari che scelgono di dedicare il loro tempo a chi è in condizione di fragilità.

I nostri auguri e la nostra speranza

Nel rivolgere a loro e a tutta la cittadinanza ferrarese i nostri migliori auguri per queste feste e per l’anno nuovo, ci teniamo a ricordare che quello che facciamo è tanto, ma spesso non basta.

I bisogni sociali sono in costante aumento, la povertà è sempre più diffusa tra persone di ogni cittadinanza, italiani compresi. Noi cerchiamo di esserci per tutte e tutti, perché ogni vita ha lo stesso valore, ma abbiamo importanti appelli da fare. Venite ad aiutarci per preparare e servire pasti alla mensa, sono ormai dal 70 a 100 le persone che contano su di noi per avere un pasto al giorno e spesso il personale non basta. Inoltre, chiediamo alle aziende alimentari, in particolare di prodotti freschi come carne e verdure, di sostenerci con donazioni. Un’importante catena di supermercati ha smesso proprio questo mese di consegnarci l’invenduto e noi siamo in grave difficoltà. Mancano anche prodotti per l’igiene personale.

Infine, è sotto gli occhi di tutti l’aumento dei senza fissa dimora. Le strutture già presenti in città non sono più in grado di far fronte alle richieste e ci sono tante persone che non riescono ad accedere. Ogni donna o uomo abbandonato in strada è una sconfitta per l’intera città. Per questo vogliamo aprire un nuovo dormitorio di Caritas, che non sia una realtà puramente assistenziale, ma che proponga, oltre a un tetto e condizioni di vita decorose anche un’alternativa di vita, con percorsi e obiettivi dedicati ad ognuno, da affrontare in un lasso di tempo stabilito. Questo è il nostro proposito per il 2026: migliorare l’esistenza di alcuni, per garantire il benessere a tutti e non perdere quella coesione sociale che garantisce la convivenza di una città.

Paolo Falaguasta, direttore Caritas Diocesana Ferrara e Comacchio

Un anno dell’Unità di Strada di Caritas Ferrara

Numeri, bilanci e proposte per un tavolo di confronto sull’emergenza povertà

È passato quasi un anno dalla nascita dell’Unità di Strada di Caritas Ferrara e come ogni anniversario che si rispetti è tempo di bilanci e numeri, freddi come può esserlo l’inverno di chi  vive e dorme per strada, ma utili a capire perché un gruppo come questo, nato per caso, è cresciuto tanto e continua a farlo entrando in contatto con sempre più persone in difficoltà.

I dati dell’Unità di Strada

“Da quando siamo partiti con i giri serali abbiamo incontrato 52 persone – racconta Silvia Imbesi, una delle referenti dell’Unità di Strada – di queste: il 42% sono italiani, il 25% stranieri UE, il 33% stranieri extra UE. Siamo riusciti a convincere a farsi seguire da noi, il 50%, 26 persone: il 90% erano senzatetto, il 50% aveva problemi di alcolismo, il 37% di tossicodipendenza, il 42% aveva problemi di salute importanti, il 65% aveva precedenti penali, l’81% era disoccupato, il 46% era senza documenti”.

Dopo l’incontro con l’Unità di Strada il 50% ha intrapreso cure contro l’alcolismo, il 23% ha provato a uscire dalla tossicodipendenza, il 77% si è sottoposto a terapie mediche o specialistiche, il  23% è stato aiutato ad ottenere assistenza legale, il 31% è stato aiutato nella ricerca di un lavoro, il 46% a trovare un tetto, il 79% ha iniziato a frequentare i servizi Caritas e l’85% è stato accompagnato nella risoluzione di questioni burocratico amministrative, come rifare/ottenere i documenti.

Una di queste storie a lieto fine è quella di Erick, che vi avevamo raccontato qui.

I numeri del Guardaroba Sociale

E a proposito di numeri e di senzatetto anche Michele Luciani, operatore e vicedirettore di Caritas Ferrara, ne porta alcuni raccolti dal servizio del guardaroba sociale.

“Da aprile, cioè da quando il guardaroba è attivo al Centro diurno di via Arginone, abbiamo avuto 179 accessi. Noi qualifichiamo il disagio abitativo in 4 tipologie: senzatetto, ovvero chi vive e dorme in strada; senza dimora, cioè coloro che non hanno una sicurezza abitativa ma vanno comunque nei dormitori o usufruiscono di un’ospitalità temporanea; disagio abitativo vero e proprio, per identificare coloro che hanno una casa ma non hanno le utenze, vivono comunque in condizioni precarie, spesso si tratta di famiglie numerose che vivono in bilocali o di persone che la casa l’hanno ereditata dai genitori ma non riescono a mantenere il tenore di vita che avevano prima; infine chi ha la sicurezza abitativa: una casa, le utenze, magari anche un lavoro ma risulta comunque vivere sotto la soglia della povertà. Indicativamente i senzatetto e senza dimora sono la metà di questi 179 accessi, oltre il 60% sono stranieri extra Ue, nordafricani o provenienti dall’Africa subsahariana e sono quasi tutti uomini, anche se la percentuale delle donne che vivono in strada sta aumentando, sta diventando un’emergenza, a causa dell’impoverimento generale e soprattutto per la mancata disponibilità di alloggi. Il mercato degli affitti è comunque inaccessibile per tutte quelle persone che non hanno una solidità sociale medio alta, uomini e donne”. 

Bisogni emersi

C’è bisogno certamente di nuovi dormitori ma anche di alloggi in affitto più facilmente accessibili.
Questi numeri, prosegue Michele, raccontano di un mancato collegamento tra il fenomeno migratorio e il mercato del lavoro, a cui queste persone non riescono ad accedere.

“Tanti migranti non ce la fanno perché le pratiche sono lunghe, discontinue, mancano canali di ingresso regolari orientati al lavoro. Tutti cercano di regolarizzarsi come richiedenti asilo ma non lo ottengono perché quella è una tipologia specifica di permesso di soggiorno. Chi non lo ottiene finisce per contribuire a generare forme di povertà estrema, come la vita in strada. E queste situazioni di fragilità non possono essere superate o sanate dall’accoglienza privata, non si possono certo accogliere tutti a casa di ognuno di noi. L’accoglienza, come la salute, deve essere garantita e a vantaggio di tutti”.

Il sostegno necessario

Di fronte a problematiche così complesse la soluzione deve venire dalle politiche sociali, ma anche dalla sensibilità di comunità, in questo i volontari dell’Unità di Strada svolgono un ruolo di cittadinanza attiva che può essere usato come modello: si incontrano persone in strada e le si aiuta a uscire dalla loro invisibilità.

“Ogni persona che abbiamo conosciuto ha storie diverse – sottolinea Silvia – si prova a fare quello di cui c’è bisogno per ognuno”. Questo livello di personalizzazione richiede un percorso di accompagnamento lungo, non basta fargli fare il primo passo, bisogna stare al loro fianco anche per quelli successivi, altrimenti il rischio di ricaduta è altissimo. E’ un investimento importante che spesso i servizi sociali da soli non sono in grado di offrire, ecco perché diventa fondamentale la collaborazione con l’associazionismo e il volontariato. La forza dell’associazionismo è esprimere prossimità, creare reti, alleanze con le persone. L’Unità di Strada cerca di restare vicino a chi è in difficoltà, creando relazioni sociali sane, “è quello che cerchiamo di fare anche al Centro diurno – interviene ancora Michele – mescoliamo le persone: ospiti, volontari, operatori, ci impegniamo per creare spazi di partecipazione, il coinvolgimento è fondamentale. E lo si capisce dal fatto che poi quegli stessi ospiti ti chiamano anche solo per tenere aperto un dialogo, perché li fai sentire considerati, meritevoli di un riscontro sociale che non hanno mai conosciuto. Certo come ogni relazione ci sono anche delle incertezze, alti e bassi ma sono rapporti veri anche per questo”.

La sinergia con le istituzioni

Sinergia è sicuramente una parola abusata e spesso vuota del significato originale, ma è quella più corretta per descrivere quello di cui c’è bisogno per intervenire nelle situazioni che si trova di fronte l’Unità di Strada.

“Da poco abbiamo preso contatti anche con l’Unità di Strada del Ser.D. (Servizio per le Dipendenze) dell’Asl di Ferrara – ci dice Silvia – l’obiettivo è lavorare insieme e già collaboriamo con l’Asp (Centro Servizi alla Persona). E’ più facile che una persona in difficoltà possa essere presa in carico e seguita dalle istituzioni nell’intraprendere un certo tipo di percorso (cose che noi non possiamo dargli) se fa già parte di una rete, se agli incontri lo accompagna qualcuno che lo conosce e di cui si fida”. 

L’appello

Michele e Silvia chiudono lanciando un appello.

“Creiamo un tavolo di confronto per facilitare l’ottenimento della residenza fittizia, ovvero la concessione da parte del Comune di un indirizzo finto che permetta l’iscrizione all’anagrafe di persone che sono per strada. Questa iscrizione è fondamentale per poter poi avere accesso ai documenti, come la carta di identità, alla tessera sanitaria, al mondo del lavoro, è il passaggio obbligatorio per la presa in carico da parte di tanti servizi socio sanitari e amministrativi. Si tratta di una prassi ancora poco conosciuta, complessa e quindi non facilmente accessibile, ma se c’è già una rete, se le persone che la chiedono sono già agganciate alle associazioni, sono seguite, perché non rendere questa concessione più facile? Possiamo trovare un punto di incontro? Noi portiamo al tavolo le situazioni reali e siamo pronti a confrontarci su come sanare eventuali problemi”.

Ci vediamo al Merkettino

E mentre aspettano questo tavolo di confronto i volontari dell’Unità di Strada continuano con le loro iniziative per raccogliere fondi per i senzatetto: domenica 7 dicembre parteciperanno con uno stand a Markettino, che si terrà al Teatro Verdi dalle 10:00 alle 19:00: venderanno abiti, scarpe e accessori da donna. Anche passare a trovarli è un modo per dimostrarsi sensibili verso la comunità!

16 novembre 2025: IX Giornata Mondiale dei Poveri

“Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Sal 71,5)

Una giornata speciale

Nel cuore dell’Anno Giubilare, la Chiesa si prepara a celebrare, domenica 16 novembre 2025, la IX
Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco per mantenere alta l’attenzione verso chi vive
situazioni di difficoltà e fragilità.

Il tema del 2025

Il tema scelto da Papa Leone XIV, “Sei tu, mio Signore, la mia speranza” (Sal 71,5), invita a gettare le
ancore della fede nelle profondità della vita reale, là dove le fragilità umane si intrecciano con la speranza
che nasce dall’incontro con Dio.

Il messaggio del Papa

Come ha ricordato il Santo Padre nel suo messaggio: “I poveri non sono un diversivo per la Chiesa, bensì i fratelli e le sorelle più amati, perché ognuno di loro, con la sua esistenza e anche con le parole e la sapienza di cui è portatore, provoca a toccare con mano la verità del Vangelo. Perciò la Giornata Mondiale dei Poveri intende ricordare alle nostre comunità che i poveri sono al centro dell’intera opera pastorale”.

Il Giubileo dei Poveri

Quest’anno la Giornata coincide con il Giubileo dei Poveri, un’occasione per riscoprire e promuovere i
segni di speranza presenti nei nostri territori — esperienze di solidarietà, accoglienza e fraternità che
incarnano la carità come impegno concreto di giustizia sociale.
Caritas Italiana mette a disposizione un sussidio di animazione pastorale, una veglia di preghiera e la
locandina ufficiale per accompagnare parrocchie, gruppi e comunità a vivere in modo unitario questo
appuntamento.

Materiali da condividere

Il materiale – pensato per l’animazione liturgica e comunitaria – offre spunti di riflessione, meditazioni e
proposte per “ancorarci al territorio”, alle “azioni e alle storie di speranza”, al “mondo” che ogni giorno
incontriamo nei nostri cammini tra e con gli altri.

L’immagine simbolo

L’immagine simbolo della Giornata proposta da Caritas Italiana raffigura l’altare della Chiesa di Santa
Maria Maddalena ai Cristallini, nel Rione Sanità di Napoli: una barca di migranti trasformata in altare da
alcuni detenuti del carcere di Secondigliano. Un segno di come la povertà possa diventare luogo di incontro, di riscatto e di fede condivisa: un mare che si può attraversare insieme, se la comunità diventa compagna di viaggio.

L’appello di Caritas Ferrara

Con questo spirito la Caritas di Ferrara rinnova l’appello a tutti coloro che desiderano impegnarsi come
volontari accanto ai più fragili. Offrire tempo, ascolto e competenze significa partecipare attivamente alla costruzione di una comunità solidale, in cui la speranza diventa esperienza concreta e condivisa, una vera “ancora” alla vita.

Esserci per i poveri

Getta la tua ancora, celebra questa giornata diventando volontario.
Per informazioni:www.caritasferrara.it, info@caritasferrara.it, 388 9706494.

Il messaggio del Papa

Il sussidio

La veglia

La locandina