Incontrarsi davvero: la forza delle relazioni al Centro Diurno
La testimonianza di Alessandra, volontaria, che racconta come l’accoglienza diventa relazione, amicizia e crescita reciproca.
Mi chiamo Alessandra. Sono una volontaria del Centro Diurno Caritas dal giorno in cui ha aperto la sua porta a chiunque volesse entrare e fermarsi a condividere i pomeriggi con noi.
Ho preso questo impegno senza sapere, come tutti, come sarebbe andata.
Mi sono ritrovata seduta a un tavolo con tante persone, ciascuna proveniente da realtà diverse, da paesi diversi, da vissuti diversi.
Mi sono accorta che ognuno aveva bisogno non solo di bere un caffè, di mangiare un panino o di prendere vestiti. Avevano desiderio e necessità di stare insieme ad altri, di sentirsi considerati come singoli, come persone con un nome.
Si è, piano piano, instaurato un vero rapporto di amicizia tra alcuni di loro e con noi.
Io vivo questa esperienza molto intensamente: credo davvero di arricchirmi ogni volta che vado, perché queste persone hanno bisogno di tanto, di noi… ma io ho bisogno di loro.
Questo sentirsi sullo stesso piano credo sia la cosa più bella che potesse accadere.
Quando arrivo trovo veramente amici. Spero che anche loro lo percepiscano, ma credo di sì.
Ci si vede lì, ci si vede in mensa, ci si vede per strada, ci si vede in ospedale, in stazione. Ognuno ha un nome.
Questo è il senso del centro.
Non esiste più il volontario e l’ospite: esistono persone che hanno il piacere di stare insieme.
Questo, io credo, è ciò che mi dà entusiasmo, il piacere di andare avanti.



